50 anni fa la firma della Gaudium et Spes a chiusura del Concilio Vaticano II

I Padri Conciliari riuniti a San PietroL’8 dicembre del 1965 Papa Paolo VI concludeva il Concilio Vaticano II. Solo il giorno prima, il 7 dicembre, fu firmato l’ultimo dei sedici documenti (4 costituzioni, 9 decreti, 3 dichiarazioni), la Costituzione Pastorale Gaudium et spes.
Nel prossimo numero natalizio del Giornalino Parrocchiale sarà pubblicato un commento su questo documento a cura di don Stefano Didonè, docente di Teologia fondamentale, che così scrive come introduzione:
La costituzione pastorale Gaudium et spes non si presenta
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A 50 anni dalla costituzione liturgica “Sacrosanctum Concilium”

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Una liturgia in DuomoIl 4 dicembre, si è celebrato il 50° anniversario della promulgazione della costituzione sulla liturgia "Sacrosanctum Concilium". Ha dettato i principi generali e i criteri orientativi e operativi della grande riforma liturgica seguita al Concilio.
Il vero nodo della questione liturgica emerge principalmente nel primo capitolo: il rapporto tra il rito – che si svolge con parole e gesti umani – e l'avvenimento storico di cui il rito fa memoria (= rende presente). Il legame vitale che esiste tra l'avvenimento storico originario e il rito che permette di entrare in contatto con quell'avvenimento, prende il nome di "celebrazione".

S.C. recupera anzitutto quest'orizzonte della liturgia: la celebrazione liturgica. Non era scontato pensare a essa come celebrazione. All'inizio troviamo una dichiarazione fondante:
"Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti; di favorire ciò che può contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; di rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia."
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Catechesi di Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 11 settembre 2013

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Papa Francesco"Tra le immagini che il Concilio Vaticano II ha scelto per farci capire meglio la natura della Chiesa c'è quella della "madre": la Chiesa è nostra madre nella fede, nella vita soprannaturale (cfr. Cost. dogm. Lumen gentium, 6.14.15.41.42). E' una delle immagini più usate dai Padri della Chiesa nei primi secoli e penso possa essere utile anche per noi. Per me è l'immagine più bella della Chiesa: la Chiesa è madre."
"Anzitutto una mamma genera la vita, porta nel suo grembo per nove mesi il proprio figlio e poi lo apre alla vita, generandolo. Così è la Chiesa: ci genera nella fede, per opera dello Spirito Santo che la rende feconda, come la Vergine Maria.
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35° anniversario dell’elezione di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I

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Albino Luciani, PapaDa Vescovo e Patriarca fu anche a San Donà.

"Il 26 agosto, dopo un rapidissimo conclave — due giorni e quattro votazioni — venne eletto Papa il patriarca di Venezia, che prese il nome di Giovanni Paolo I: Albino Luciani, «Papa del sorriso», «Papa umile», «Papa catechista», «Papa parroco del mondo», «sorriso di Dio». Il 17 ottobre 1978 avrebbe compiuto 66 anni, ma non festeggiò quel compleanno. Il suo pontificato durò appena 33 giorni. All'alba del 28 settembre il nuovo Pontefice fu trovato esanime nella sua camera da letto." (Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace).

Da Vescovo di Vittorio Veneto, prima, e poi da Patriarca di Venezia egli visitò anche San Donà di Piave...

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Il 6 agosto di 35 anni fa moriva Papa Paolo VI

Paolo VILa sera del 6 agosto del 1978, nella residenza di Castel Gandolfo, mentre la Radio Vaticana iniziava la quotidiana recita del Rosario, moriva Paolo VI, il Papa eletto quindici anni prima, che continuò e portò a compimento il Concilio Vaticano II.

Paolo VI è stato il primo Pontefice a ripercorrere in senso contrario il cammino di Pietro per visitare la terra dove Gesù nacque, visse, morì e risuscitò. Il suo pontificato iniziò a Concilio aperto, ne rianimò

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50 anni fa, il primo giorno d’estate…

Nel giorno del solstizio d’estate di cinquant’anni fa (21 giugno 1963), anche allora un venerdì, prima di mezzogiorno, dopo due giorni di conclave (il più numeroso tenutosi sino ad allora, con 80 cardinali) e al quinto scrutinio, veniva eletto il nuovo papa. Dalla loggia di San Pietro il card. Ottaviani annunciò al mondo intero l’elezione a Pontefice del card. Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano dal 1954. Paolo VI fece come suo primo impegno il portare a
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50° del Concilio – un documento al mese: Gravissimum Educationis

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DICHIARAZIONE SULL’EDUCAZIONE CRISTIANA (28.10.1965)

Diritto all'educazione

“Tutti gli uomini, di qualunque razza, condizione ed età, in forza della loro dignità di persona, hanno il diritto inalienabile ad una educazione, che risponda al proprio fine, convenga alla propria indole… al fine di garantire la vera  unità e la vera pace sulla terra. (n. 1)

Tutti i cristiani… hanno diritto all’educazione cristiana… affinchè prendano sempre maggiore coscienza del dono della fede.. e consapevoli della loro vocazione rendano testimonianza della speranza che è in loro…Ai pastori di anime si ricorda il dovere gravissimo di provvedere  specialmente per  i giovani… (n.2)

Dovere di educare

“I genitori hanno l’obbligo gravissimo di educare la prole: vanno pertanto considerati come i primi e principali educatori di essa… La famiglia è la prima scuola di virtù sociali di cui hanno bisogno tutte le società. Nel suo campito educativo la famiglia richiede l’aiuto di tutta la società… Ad un titolo tutto speciale il dovere di educare spetta alla chiesa”, nelle scuole non cattoliche e soprattutto nelle scuole cattoliche. (nn. 3 e 4)

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50 anni fa moriva Giovanni XXIII, il Papa che indisse il Concilio Vaticano II

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Giovanni XXIII ora riposa"Santo Padre, attorno al vostro letto ci sono poche persone, ma se vedeste la piazza..." Quando sente queste mie parole, il Papa apre gli occhi, mi guarda e dice: "È naturale che sia così, è il Papa che muore. Io li amo e loro mi amano".

Questo dialogo con il segretario, mons. Loris Capovilla, si tenne nella stanza da letto del Pontefice, il 3 giugno del 1963, giorno in cui Giovanni XXIII morì. Anche nella sua ora estrema Papa Roncalli seppe dire con umanità e intensità la sua fede e la sua passione per la Chiesa. È trascorso mezzo secolo da allora e il ricordo di Papa Giovanni è ancora vivissimo, in particolare a Venezia, dove fu Patriarca per cinque anni, dal 1953 al 1958.

Beatificato da Giovanni Paolo II nel 2000, il corpo di Papa Giovanni si trova nell'altare già di San Girolamo nella Basilica di San Pietro. Lo stesso Giovanni Paolo II fu poi sepolto nella tomba di Papa Giovanni, nelle grotte vaticane, per venire poi sepolto in Basilica all'atto della sua beatificazione del 2011.

Angelo Roncalli, da Patriarca, fu anche più volte a San Donà di Piave, grazie alla grande amicizia che lo legava con il parroco mons. Saretta...

Il card. Roncalli e mons. Saretta
È don Pietro Bellinaso, per molti anni cappellano di mons. Luigi Saretta, a raccontare della sua profonda e pluridecennale amicizia con il card. Angelo Roncalli:
"Sono ormai a tutti note l'amicizia, la stima e la simpatia reciproca che correvano tra i due uomini. Più volte il Patriarca di Venezia – Roncalli – era stato in canonica a S. Donà di Piave in visita privata di cortesia, a parte i due grandi incontri che tutti ricorderete.
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50° del Concilio – un documento al mese: Dignitatis Humanae

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Dichiarazione sulla libertà religiosa (7 dic. 1965)

La libertà religioca richiede che " in materia di religione nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa, privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata. Questo diritto della persona umana deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell'ordina -mento giuridico della società" (n. 2)

"Gli imperativi della legge divina l'uomo li coglie e li riconosce attraverso la sua coscienza, la quale è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività. Non si deve quindi costringerlo ad agire contro la sua coscienza. E non si deve neppure impedirgli di agire in conformità ad essa... Si fa quindi ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio agli esseri umani, se si nega ad essi il libero esercizio della religione nella società". (n. 3)

Educare alla libertà

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