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8 Maggio 2026

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S. Maria delle Grazie – Diocesi di Treviso

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550 anni della parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave

550 Anni: Custodi e Trasmettitori del Dono Evangelico

 

(Foto e video)

Ricordare la fondazione ufficiale di una comunità parrocchiale significa onorare uomini e donne che si sono lasciati plasmare dal Vangelo, donando la vita perché la fede perdurasse come forza di speranza e gioia. Questa memoria non è statica: il vero atto di gratitudine sta nel custodire e trasmettere il dono ricevuto, rendendolo vivo per il presente e il futuro. 

In occasione del 550° anno dalla nascita della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie (1476–2026) da cui si sono originate le altre parrocchie della città di San Donà di Piave,  don Antonio Guidolin è intervenuto alla Lectio Comunitaria di martedì 3 febbraio in preparazione all’anniversario con il tema: La consegna di Maria e del discepolo sotto la croce, e domenica 8 febbraio il vescovo Michele ha presieduto la Santa Messa alle ore 11.30.

Ascolta l’audio:

I 550 anni della parrocchia di San Donà di Piave non sono solo un traguardo cronologico, ma un’opportunità unica per riscoprire le radici profonde di una fede che, pur ufficializzata nel 1476, affonda nell’Alto Medioevo. Come ha sottolineato il vescovo Michele, questo anniversario evoca generazioni di cristiani per cui il legame con il Signore era così essenziale da essere disposti a compiere grandi sacrifici, come lasciare la propria casa e la propria terra, pur di stabilirsi in luoghi dove potessero avere una chiesa, un sacerdote e un “campo santo” per ancorare la memoria dei propri cari nel Signore Risorto.

Ricordare la nascita ufficiale di una parrocchia significa fare memoria dei tanti e delle tante che hanno lasciato plasmare la loro vita dal Vangelo, donando vita perché questa fede continuasse a vivere, fosse trasmessa, fosse forza di speranza e di gioia per tanti. Celebrarla, come ha ricordato don Massimo, significa riconoscersi “figli debitori” di un passato di fede e carità: il modo migliore per essere grati nella memoria è custodire e trasmettere il dono, affidandosi oggi alla protezione di Santa Maria delle Grazie, patrona della città.

Oggi, i membri della parrocchia sono “figli debitori” di questa gloriosa storia di fede e carità.
Il vescovo Michele sottolinea che essere grati per questo dono ricevuto implica una responsabilità precisa:

  • Custodire e trasmettere il dono: Non basta ricordare il passato; è necessario “custodire e trasmettere il dono” ricevuto, affinché la fede non diventi un reperto statico ma resti una forza viva.
  • Testimonianza attiva: La trasmissione avviene oggi attraverso l’essere “sale” e “luce”, ovvero testimoniando l’amore di Dio attraverso la giustizia, la verità, la pace e la carità concreta verso i più poveri.
  • Creatività e innovazione: La comunità è chiamata a trasmettere la fede in maniera “innovativa e creativa”, restando fedele alla memoria ma cercando costantemente le forme migliori per essere Chiesa nel tempo presente.

La trasmissione della fede è vista come una catena ininterrotta. Il vescovo auspica che, agendo come testimoni visibili dell’amore di Dio, tra 450 anni — in occasione del millennio della parrocchia — le generazioni future possano a loro volta ricordare i fedeli di oggi come coloro che hanno saputo trasmettere la bellezza di essere discepoli di Cristo insieme.

Vedi tutte le foto e video qui

C. D.
foto M.F., W.P., L.M.

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