Il Vajont 50 anni fa…

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La statua della Madonna Immacolata nell'attuale chiesa parrocchiale di LongaroneLa tragedia del Vajont, consumatasi 50 anni fa, ha in qualche modo "legato" nel suo dramma le comunità presenti lungo il corso del Piave da Longarone alla foce.
Nella limpida notte del 9 ottobre 1963, alle ore 22.39, un'immensa frana compatta con il profilo ad "M" si staccò dal Monte Toc, precipitando sul sottostante lago artificiale del Vajont. Le tre enormi onde d'acqua e detriti che si sollevarono causarono più di 1900 vittime: una delle tre si riversò nella valle del Piave.
Dopo 18 ore, il giorno 10 ottobre, tutto ciò che l'acqua del Piave trasportò a valle arrivò nel Basso Piave. Tra i vari detriti c'era anche la statua lignea della Vergine Maria, custodita nella chiesa parrocchiale di Longarone: fu trovata incagliata al ponte di barche di Fossalta di Piave e quindi recuperata da W. Zamuner. (leggi la storia)
La statua fu in seguito trasportata in processione a Longarone. La sera del 9 ottobre 1982 la statua della Patrona fu collocata nella posizione che già le apparteneva ed è tuttora conservata all'entrata della nuova e moderna parrocchiale.

Gli scout di San Donà a Longarone

Il salesiano don Ottorino Cariolato, allora assistente del gruppo scout maschile (l'ASCI, che nel 1974 fu unito all'AGI femminile per creare l'attuale AGESCI) dell'Oratorio di San Donà, era stato contattato dalla Casa Madre di Verona delle suore cui apparteneva sua sorella, che aveva lasciato Longarone assieme alle consorelle, intuendo in anticipo la portata dell'evento che poi si consumò.
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35° anniversario dell’elezione di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I

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Albino Luciani, PapaDa Vescovo e Patriarca fu anche a San Donà.

"Il 26 agosto, dopo un rapidissimo conclave — due giorni e quattro votazioni — venne eletto Papa il patriarca di Venezia, che prese il nome di Giovanni Paolo I: Albino Luciani, «Papa del sorriso», «Papa umile», «Papa catechista», «Papa parroco del mondo», «sorriso di Dio». Il 17 ottobre 1978 avrebbe compiuto 66 anni, ma non festeggiò quel compleanno. Il suo pontificato durò appena 33 giorni. All'alba del 28 settembre il nuovo Pontefice fu trovato esanime nella sua camera da letto." (Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace).

Da Vescovo di Vittorio Veneto, prima, e poi da Patriarca di Venezia egli visitò anche San Donà di Piave...

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Anniversario dell’elezione di Albino Luciani Papa, nel centesimo anniversario dalla nascita.

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Albino Luciani, PapaDa Vescovo e Patriarca fu anche a San Donà.

Il 6 agosto 1978, dopo quindici anni di pontificato, moriva a Castel Gandolfo Paolo VI, il Papa che portò a compimento il Concilio Vaticano II.

"Il 26 agosto, dopo un rapidissimo conclave — due giorni e quattro votazioni — venne eletto Papa il patriarca di Venezia, che prese il nome di Giovanni Paolo I: Albino Luciani, «Papa del sorriso», «Papa umile», «Papa catechista», «Papa parroco del mondo», «sorriso di Dio». Il 17 ottobre 1978 avrebbe compiuto 66 anni, ma non festeggiò quel compleanno. Il suo pontificato durò appena 33 giorni. All'alba del 28 settembre il nuovo Pontefice fu trovato esanime nella sua camera da letto." (Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace).

Da Vescovo di Vittorio Veneto, prima, e poi da Patriarca di Venezia egli visitò anche San Donà...

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Piccola storia degli 80 anni della Banda “Don Bosco”

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La Banda con don Tarcisio dopo processione del 1982La musica è uno strumento privilegiato di educazione, locandina concerto del 2 giugno 2012individuato e valorizzato dallo stesso san Giovanni Bosco: "Un Oratorio senza musica non è un Oratorio".
Ebbene la Banda Don Bosco è uno dei gruppi educativi dell'Oratorio grazie il quale, tramite la bellezza ed impegno di far musica, si vuole far crescere i giovani per divenire buoni cristiani ed onesti cittadini.
La Banda musicale fu fondata nel 1932, cinque anni dopo la posa della prima pietra dell'Oratorio, per mano dell'allora direttore e grande cultore di musica don Alessandro Franch. Egli radunò un bel numero di ragazzi per istruirli nei primi elementi della musica, per poi fornire loro gli strumenti acquistati dalla Società Filarmonica di Ceggia. Sotto la guida del maestro Segattini i giovani suonatori appresero poi il metodo.
Già nel 1933, dopo qualche marcia suonata durante la processione di Maria Ausiliatrice all'interno dell'Oratorio, si ebbe l'esordio pubblico esterno, in occasione della processione parrocchiale per il Corpus Domini. Così, da subito, oltre al suo compito di rallegrare le feste, il gruppo musicale svolse il suo prezioso servizio nelle celebrazioni all'aperto, le processioni e le inaugurazioni.
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“Quelli dell’Oratorio”

È la simpatica iniziativa tenutasi domenica 23 gennaio  in Oratorio, nell'ambito dei festeggiamenti per la Festa di Don Bosco 2011. L'idea è stata quella di invitare per una mezza giornata assieme quelle persone presenti nelle diverse associazioni oratoriane (ADS, ACR, AGESCI e CL) negli anni '70-80-90.

I convenuti (oltre 130 con i vari figli) hanno potuto incontrarsi anche con i loro animatori salesiani d'allora: Bepi Arvotti, don Riccardo Michielan, don Guerrino Bordignon e poi don Fabrizio Emanuelli e naturalmente il direttore don Alberto Maschio, anch'essi tra i giovani di allora.

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Breve presentazione del libro “Più futuro che passato – Biografia di un ambiente educativo”

piu-futuro-che-passatoIl libro, scritto da Marco Franzoi nell'arco temporale di tre anni (2006-08), tratta delle vicende dell'Oratorio salesiano Don Bosco di San Donà di Piave, dalla fine degli anni '50 del secolo scorso sino alle soglie del Terzo Millennio.

La narrazione parte da dove si era concluso il libro di Wally Perissinotto "Ancora un giro di giostra" (2006), riguardante appunto i primi trent'anni della vita dell'Oratorio.

Le principali fonti bibliografiche sono state le preziose raccolte della Cronaca dell'Oratorio (manoscritti di don Domenico Trivellato, don Luigi Berengo e don Piero Prez) e dei Foglietti Parrocchiali della Parrocchia Santa Maria delle Grazie-Duomo) di San Donà.
Grazie a queste, si è potuto collegare ed inserire la storia dell'Oratorio nell'ambito parrocchiale e cittadino.

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