APP BIBBIA CEI, gratuita. La Parola sempre con te.

La Parola sempre con teDa sabato 23 novembre può essere scaricata gratuitamente APP BIBBIA CEI da APP Store. La versione per tablet Android sarà disponibile dal 21 dicembre.

Voluta dalla Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana per la conclusione dell’Anno della Fede, l’APP è stata realizzata da “SEED-Edizioni Informatiche”. L’applicazione è gratuita e offre a tutti una nuova esperienza di lettura della Sacra Scrittura. È la prima e unica APP a proporre il testo biblico nella traduzione ufficiale 2008 della CEI, completo dell’apparato critico.

Offre accurate funzioni di lettura, navigazione e ricerca. Permette di inserire segnalibri e annotazioni personali per archiviarli e portarli sempre con sé. Consente condivisioni in diverse modalità.

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fonte: CEI

 

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Omelia di don Enrico Gaetan, direttore dell’Oratorio

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I fedeli transitano presso l'urna di Don Bosco nella chiesa dell'OratorioXXXIV T.O. Anno C - Oratorio S. Donà, 24 novembre 2013
Solennità di Cristo Re - Peregrinazione dell'urna di don Bosco
La solennità di Cristo Re che oggi celebriamo segna il termine dell'anno liturgico e dell'anno della Fede. E' tempo di bilanci! Per il nostro Oratorio, per le nostre comunità educative, per le nostre famiglie, per i nostri giovani, lungo quest'anno ci sono stati due eventi, oserei dire due segni, meglio ancora, due doni inequivocabili della Grazia.
In meno di 10 mesi abbiamo avuto due visite speciali e importanti: a gennaio è venuto nel nostro oratorio don Pascual Chavez, 9° successore di don Bosco. Oggi tra noi abbiamo don Bosco stesso. Sono segni di una presenza viva, di un legame forte, di un affetto profondo che da 85 anni lega i salesiani e questa città.
In questo momento, nel mio cuore si mischiano 2 sentimenti: imbarazzo ed emozione.
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (4)

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La vetrata di Don Bosco del DuomoI sogni

L'urna di San Giovanni Bosco è qui! Trasportata dalla Sicilia in aereo è arrivata mercoledì 20 novembre all'aeroporto Marco Polo di Venezia, da dove viene trasportata a Mogliano V.to, Porto Viro, Chioggia e finalmente, domenica 24 novembre, a San Donà di Piave.

In preparazione all'arrivo delle reliquie in Duomo e quindi in Oratorio proponiamo un ultimo aspetto del Santo dei giovani: i suoi sogni.

Ebbe a dire don Michele Rua, primo successore di Don Bosco: "Don Bosco nei sogni, oltre lo stato delle coscienze, annunziava cose che naturalmente non si possono conoscere con i mezzi umani... tanto più mi convinco che egli era dotato dal Signore dello spirito di profezia".

Riportiamo allora uno dei suoi sogni più conosciuti, rappresentato anche in Duomo:

Il sogno del pergolato di rose (1847)


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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (3)

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La statua dell'Ausiliatrice (Madonna La devozione alla Vergine Maria

Tra la popolazione di San Donà la devozione alla Vergine Maria è viva sin dall'antichità: già la prima chiesa del 1476 fu dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, titolo che mantiene tutt'oggi il Duomo.
Dal 1855, poi, su volere dell'allora Parroco mons. Biscaro, la Vergine viene ricordata nella festa votiva del 24 settembre come "Madonna del Colera". Maria è perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
In attesa dell'arrivo a San Donà delle reliquie di Don Bosco, ricordiamo l'aspetto della sua devozione per la Vergine. Egli diceva: "È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria". E ancora: "Divenendo madre di Gesù vero Dio e vero uomo, Maria divenne anche madre nostra. Gesù nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tale nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria."
Proprio nel nostro Duomo, dove il 24 novembre prossimo sarà trasportata l'urna, sono presenti due icone care al Santo:
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (2)

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Il Duomo di San Donà di PiaveFede, Speranza, Carità... e Paradiso
Le tre Virtù Teologali sono raffigurate sul timpano del pronao del Duomo con le statue in cemento collocate nel 1957, a più di trent'anni dalla costruzione della chiesa parrocchiale: "Tre artistiche statue per generosa offerta di persona pia saranno finalmente collocate sul timpano dell'atrio della Chiesa. Esse rappresentano la Fede, la Speranza, la Carità." (F.P. 8/9/1957)
In preparazione all'arrivo delle reliquie di San Giovanni Bosco a San Donà proponiamo gli insegnamenti del Santo piemontese ai suoi giovani – con il linguaggio e secondo la cultura del tempo - proprio su queste tre Virtù e sulla meta finale del Paradiso:
"L'apostolo san Paolo dice che senza la fede è impossibile piacere a Dio, sine fide impossibile est placere Deo (Eb 11,6).
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La Consacrazione al Cuore Immacolato della B.V. Maria di Fatima

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La Statua della Madonna del Rosario di Fatima, venerata alla Cappellina delle Apparizioni del Santuario in Portogallo, è a Roma sabato 12 e domenica 13 ottobre 2013 per la Giornata Mariana promossa dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione.
Domenica 13 ottobre ai piedi della Statua della Madonna, Papa Francesco consacrerà il mondo al Cuore Immacolato di Maria.
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L’enciclica “Lumen Fidei ” – La luce della fede

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Lumen FideiLa prima Enciclica di Papa Francesco (scritta assieme al papa emerito Benedetto XVI) è stata pubblicata il 5 luglio 2013 e si intitola "Lumen fidei": "La luce della fede". È suddivisa in quattro capitoli. Obiettivo del documento è recuperare il carattere di luce proprio della fede, capace di illuminare tutta l'esistenza umana. Clicca qui per leggere l'enciclica.

Approfondimento dalla Vita del Popolo:

La fede "non è un salto nel vuoto", o una "illusione", ma una luce "capace di illuminare tutta l'esistenza dell'uomo" e di dare ad esso "occhi nuovi" per viverla e interpretarla. È quanto si legge nell'introduzione di "Lumen Fidei", la prima enciclica di Papa Francesco, che - come spiega lui stesso - si aggiunge alle encicliche di Benedetto XVI sulla carità e la speranza e assume il "prezioso lavoro" compiuto dal Papa emerito, che aveva già "quasi completato" l'enciclica sulla fede. A questa "prima stesura", Papa Francesco aggiunge oggi "ulteriori contributi". "È urgente recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore", l'intento di fondo della prima enciclica del Papa, in cui fin dall'inizio si prende sul serio "l'obiezione di tanti nostri contemporanei". La tesi citata dal Papa è quella di Nietzsche, che muove una critica radicale al cristianesimo partendo dall'affermazione che "il credere si opporrebbe al cercare". Il processo iniziato con l'epoca moderna ha fatto sì che "la fede ha finito per essere associata al buio": "Lo spazio per la fede si apriva là dove la ragione non poteva illuminare, lì dove l'uomo non poteva più avere certezze. La fede è stata intesa allora come un salto nel vuoto o come una luce soggettiva".

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Speciale adorazione eucaristica in contemporanea mondiale

In occasione dell’Anno della Fede e nella solennità del Corpus Domini, il 2 giugno alle ore 17 per l’Italia, il papa presiederà una speciale adorazione eucaristica che si estenderà in contemporanea in tutto il mondo coinvolgendo le cattedrali e le parrocchie di ogni diocesi. Per un’ora tutto il mondo sarà unito in preghiera e in adorazione del Santissimo Sacramento. 

I papa chiede che il momento di adorazione eucaristica sia offerto in modo particolare:

1. Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell’Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all’ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre “più bella, senza macchia né ruga, ma santa e …

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Messaggio per la 62ª Giornata nazionale del Ringraziamento

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fonte: Chiesa Cattolica Italiana

Melo da fiore«Confida nel Signore e fa' il bene: abiterai la terra» (Sal 37,3): è il tema della Giornata del Ringraziamento 2012, che sarà celebrata il prossimo 11 novembre, ad un mese esatto dall'inizio dell'Anno della Fede. E proprio da "uno stile di vita radicato nella fede" la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, inizia il proprio Messaggio per la Giornata, ricordando come "a quanti sono immersi nella bellezza e nell'operosità del lavoro rurale" appare in modo speciale che "nella fede riconosciamo la mano creatrice e provvidenziale di Dio che nutre i suoi figli".

"La valenza educativa propria della Giornata del Ringraziamento – si legge poi nel Messaggio - ha una ricaduta importante nell'attuale società, in cui l'appiattimento sul presente rischia di cancellare la memoria per i doni ricevuti". E a questo punto i vescovi rivolgono un particolare ringraziamento "alle Cooperative agricole che ridanno vita a terreni abbandonati, in non pochi casi togliendoli alla malavita organizzata, con una forte ricaduta educativa per tutto il territorio dove si trovano a operare" ed indicano nel Progetto Policoro una "chiave esemplare per tutte le comunità."

Non mancano, infine, un nuovo appello per la giustizia e la legalità, specialmente di fronte "ai braccianti agricoli, in gran parte immigrati", che si vedono "lavorare in condizioni davvero inique", ed un invito a "guardare al nostro futuro nel rispetto e nella valorizzazione delle tipicità dei diversi territori che la bella storia d'Italia ha posto nelle nostre mani e che costituiscono l'unico Paese". "Investire nell'agricoltura – termina il Messaggio - è una scelta non solo economica, ma anche culturale, ecologica, sociale, politica di forte valenza educativa".

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Alla riscoperta dei contenuti di fede: i Catechismi in Rete

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Segnaliamo un sito che offre una nuova forma di accesso a tutti i testi dei Catechismi, all'intero apparato sinottico con il Catechismo della Chiesa Cattolica e a tutte le citazioni della Bibbia.

www.educat.it  è il sito ideato e realizzato dalla Segreteria Generale della CEI in sintonia con l'apertura dell'Anno della Fede, quale contributo di risposta all'appello del Papa: "Riscoprire i contenuti della fede... è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno".

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L’anno della fede per il 50 anniversario dell’apertura del Concilio

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Anno della fedeIndicazioni del Papa

* «Ho ritenuto che far iniziare l'Anno della fede in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II possa essere un'occasione propizia per comprendere che i testi lasciati in eredità dai Padri conciliari, secondo le parole del beato Giovanni Paolo II, "non perdono il loro valore né il loro smalto. È necessario che essi vengano letti in maniera appropriata, che vengano conosciuti e assimilati come testi qualificati e normativi del Magistero, all'interno della Tradizione della Chiesa ... Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX: in esso ci è offerta una sicura bussola per orientarci nel cammino del secolo che si apre". Io pure intendo ribadire con forza quanto ebbi ad affermare a proposito del Concilio pochi mesi dopo la mia elezione a Successore di Pietro: "se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa"» (papa Benedetto, Lettera Porta fidei, nº 5, 11 ottobre 2011.

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A 50 anni dal Concilio, perché un ‘anno della fede’?

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Giovanni XXIII, Paolo VI, i papi del ConcilioL'aggiornamento non basta.
La spinta propulsiva al rinnovamento liberato dal Concilio Vaticano II ci ha allenati al continuo 'aggiornamento' all'interno della prassi pastorale della chiesa, anche a livello di base nelle comunità cristiane. La volontà di cambiare aggiornando non è mai venuta meno. Applicata via via ai vari settori della pastorale, si accettava di rinunciare senza sensi di colpa là dove l'aggiornamento non era ancora possibile, per rivolgersi ad ambienti più disposti ad assumere l'ecclesiologia conciliare. Dopo cinquant'anni siamo costretti a sottoporre ufficialmente ad approfondito esame quello che è il cuore stesso dell'attività pastorale, la trasmissione della fede alle nuove generazioni. A qualcuno risulta piuttosto sorprendente esser ricondotti al centro della crisi della vita di fede, perché si pensava che 'aggiornando' in senso conciliare alcuni contesti, alcuni comportamenti e alcuni capitoli del credo, si facilitasse il superamento della difficoltà a coniugare fede e vita moderna sempre più pressante e generalizzata. Si sperava di aver ritoccato e innovato a sufficienza per consentire a molti cristiani inquieti di rimanere con tranquillità nella chiesa e di non cedere alle tentazioni di cercare qualcosa di meglio in altre parti. I fatti purtroppo ci hanno portato in altra direzione. A dire la verità, non è il Concilio che non serve più, ma è la realtà storica che mischia nella vita personale, familiare e sociale un cumulo così grande di nuovi elementi, suggestioni, innovazioni, punti di vista, problemi e contraddizioni che neanche la "grazia speciale del concilio" sembra più sufficiente a fronteggiare.
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Riscopriamo la gioia di credere

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Anno della fedeLettera dei Vescovi del Triveneto sull'apertura dell'Anno della fede

Carissimi fratelli e sorelle, stiamo per iniziare uno straordinario tempo di grazia: l’Anno della fede.
Il Papa Benedetto XVI ha indetto questo Anno perché riscopriamo la gioia del credere e ritroviamo l’entusiasmo nel comunicare la fede. “La fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare”, perché il Signore “conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani”. Questo Anno di grazia inizierà l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo.
L’Anno della fede ci invita a riscoprire il fondamento della nostra fede, Gesù Cristo, e a convertirci a Lui, unico Salvatore del mondo. Egli dà alla nostra vita un nuovo orizzonte e la direzione decisiva. Nel mistero della sua morte e risurrezione, si rivela in pienezza l’Amore che salva.
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