Gli auguri dai missionari sandonatesi nel mondo

14/12
Da Cuenca (dove sono giunto dalla missione di Taisha per un un controllo medico) mando queste righe per dirvi che vi ricordo sempre con tanta gratitudine, soprattutto per i due mesi trascorsi vicino a Voi la scorsa estate, e approfittando anche per farvi giungere i miei più cari auguri di Buon Natale e Buon Anno.
Il lavoro nella missione di Taisha è più forte del previsto (…) Finora la Provvidenza, grazie agli aiuti raccolti tra voi durante le mie …

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P. Bruno Zamberlan: “Progetto Scuola orientamento professionale a Hwange” (parte seconda)

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P. Bruno Zamberlan illustra il Progetto P. Bruno Zamberlan, salesiano originario di Fiorentina, dal 2013 è ritornato ad operare ad Hwange, missione nello stato africano dello Zimbabwe, vicino alle Cascate Vittoria. Ora si trova in Italia, sino al 6 settembre prossimo.

Riportiamo di seguito alcune altre notizie su di lui e sul progetto "Scuola orientamento professionale".

Il progetto "Scuola orientamento professionale di Hwange – Zimbabwe"
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San Domenico Savio a San Donà

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urna con le reliquie di Domenico Savio nella chiesa dell'Oratorio (2004)San Domenico SavioLa devozione a san Domenico Savio (1842-1857) è tradizionale a San Donà di Piave, dove ormai numerosissimi hanno imparato a conoscere la figura e l'esempio del più famoso allievo di Don Bosco, che aveva visto nel giovinetto della "buona stoffa" per il Signore.
Il 12 giugno 1954 Pio XII proclamò Domenico Savio "Santo", ponendolo come testimone autorevole della Chiesa.
La piccola tomba del Santo si trova in un altare laterale della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, dove è sepolto anche Don Bosco. Lì vicino sono sempre presenti fiocchi colorati, fiori e messaggi: sono le preghiere di ringraziamento o di supplica soprattutto delle mamme. Molte sono, infatti, le donne incinte che domandano intercessione a Domenico Savio, per problemi legati alla gravidanza.
In occasione del 50° anniversario della canonizzazione di Domenico Savio i salesiani organizzarono la presenza itinerante delle sue reliquie in diverse città d'Italia, dove si era evidente una notevole devozione popolare. Il 27 febbraio 2004, l'urna con le reliquie del primo santo di 15 anni è arrivata anche a San Donà di Piave.
La figura del giovane piemontese è particolarmente ricordata all'Oratorio Don Bosco dove, a metà degli anni '50, fu fondata l'associazione "Amici Domenico Savio" (ADS), tuttora attiva con aderenti dall'età delle elementari sino agli oltre vent'anni.
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Nel ricordo di padre Sergio Sorgon

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Padre Sergio SorgonLa festa dell'Epifania per la nostra Comunità è occasione per il ricordo del sacrificio del nostro missionario carmelitano scalzo p. Sergio Sorgon, ucciso in Madagascar il giorno 7 gennaio 1985.
Era partito con la sua moto dalla capitale (dove si era recato per salutare all'aeroporto il confratello p. Italo Padovan), quando fu ucciso da sicari lungo la strada di ritorno per Moramanga, presso Ambatoloana.
Il suo sangue sparso è stato fecondo portatore di "una fiorente primavera", che ha visto sbocciare varie vocazioni carmelitane, tra le quali ricordiamo quella di mons. Fabien Raharilamboniaina, vescovo malgascio della diocesi di Morondava, in visita nell'agosto 2011 a Fiorentina e San Donà.
P. Sergio Sorgon viene ricordato nella santa messa vespertina dell'Epifania, nel cui pomeriggio si tiene la tradizionale lotteria, uno dei mezzi di finanziamento del Gruppo Missionario per aiutare anche economicamente tutti i missionari sandonatesi ad gentes.

I missionari sandonatesi ad gentes

Di seguito scriviamo un breve profilo dei missionari originari della nostra comunità, ricordando con riconoscenza, senza menzionarli, i numerosi altri che ci hanno preceduto in Cielo:
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Incontro con P. Francesco Cibin, da cinquant’anni in Brasile

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Padre Francesco Cibin, missionario sandonateseAd una settimana dal suo rientro in Brasile, dopo una breve vacanza a San Donà, il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha incontrato il salesiano p. Francesco Cibin che dal 1962 vive in Brasile.
Dopo cinque anni dal suo ultimo rientro in Italia ha percepito dei cambiamenti che lo hanno sorpreso, amaramente purtroppo. Ha notato infatti una fede un po' più fredda ed è rimasto impressionato dallo sgretolamento delle famiglie e dal problema dei giovani. Lì in Brasile si parla di Europa in termini di crisi...
L'amico missionario sandonatese, nel ringraziare per la vicinanza e l'amicizia che gli permettono di rimanere unito alla terra d'origine cui sempre rimane legato, ha riassunto ai presenti le vicende della sua vocazione e vita missionaria, che riportiamo di seguito quale contributo all'intera comunità.

La chiamata alla vocazione religiosa

La vocazione sacerdotale del giovane Francesco Cibin "apparve come un baleno" il 13 giugno (Sant'Antonio) del 1958, durante la Messa in Duomo, celebrata in ricordo di suo nonno. Aveva 18 anni e lavorava assieme ad uno dei fratelli nell'azienda agricola di famiglia. Dopo quell'illuminazione, a piedi scalzi tornò a casa (nella zona di Via Code) e manifestò la sua intenzione ai genitori. La reazione del padre fu che fosse... uscito di testa! Il giorno dopo il giovane ritornò a Messa ed ebbe la stessa sensazione.
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P. Bruno Zamberlan missionario sandonatese in Africa

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don Bruno ZamberlanIl salesiano p. Bruno Zamberlan, originario di Fiorentina, è tra noi per un breve periodo di riposo prima di rientrare in Tanzania a fine luglio.
Egli partì ancora studente per le missioni del Sudamerica: era il 1964.
Rientrò in Italia per l'Ordinazione Sacerdotale, avvenuta nel 1971 nella chiesa dell'Oratorio Don Bosco, per mano di mons. Cognata. In questa stessa chiesa aveva ricevuto la veste di novizio (1959) assieme ad Antonio Cibin, salesiano missionario in Brasile, anch'egli nostro concittadino.
Nell'incontro con il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha riassunto la sua lunga esperienza missionaria: 29 anni in Sud America (tra Uruguay, Argentina...) impegnato nella pastorale giovanile durante i duri anni della dittatura.
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Scrive Antonio Cibin, coadiutore salesiano. Mail del 19 aprile 2009

Ho ricevuto la vostra lettera del 5 aprile. É un grato ricordo del gruppo missonario di San Donà che ricorda tra i missionari partiti da San Dona, anche me. Ve ne sono cordialmente riconoscente.

Debbo anche ringraziare, con l'occasione, il gruppo missionario "P. Sergio Sorgon", della recente offerta lasciata nelle mani di mio fratello Luigino tramite la Dirce.

Questi aiuti, offerte, li sto utilizzando a favore di alcuni giovani di Matriz di Camaragibe, Alagoas, figli di lavoratori della canna da zucchero, che frequentano l'Universitá, in condizioni inimmaginabili in Europa. Fanno lavoretti durante il giorno, poi alle 16:00 con la  scalcinata corriera messa a disposizione dal sindaco, partono per Maceió dove ha sede la facoltá... Lezioni  dalle 19:00 alle 22:15, quindi rientro, sempre dopo mezzanotte.

In non poche occasioni gli studenti si devono tassare per comperare il combustibile, per  rientrare o per pagare piccole riparazioni per le quali il sindaco afferma che non ci sono soldi.

Ho gradito la copia della COMUNITÁ PARROCCHIALE.

 

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I cugini Cibin, due missionari sandonatesi in Brasile


Sono i cugini Cibin, incontrati nel loro ritorno a San Donà in autunno.

P. Francesco Cibin (sacerdote salesiano)
P. Francesco Cibin confida che la sua vocazione sacerdotale gli “apparve come un baleno” il 13 giugno (Sant’Antonio) del 1958, durante una Messa in Duomo, celebrata in ricordo di suo nonno. Aveva 18 anni e lavorava assieme ad uno dei fratelli nell’azienda agricola di famiglia. Dopo quell’illuminazione, tornò a casa (zona di Via Code) a piedi scalzi e manifestò la sua intenzione ai genitori. La reazione del padre (dalla cui formazione ricevette la fortezza) fu che fosse… uscito di testa!

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Lettera di Antonio Cibin – Brasile – natale 2006

Recife (Brasile), Natale 2006

"E' venuto nel mondo che è suo,
ma i suoi non l'hanno accolto.
Alcuni, però, hanno creduto in lui;
a questi Dio ha fatto un dono:
di diventare figli di Dio" Gv 1,11-12

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

Cari amici del Gruppo Missionario "P.Sergio Sorgon"

Come sempre sono in ritardo, non riesco ad organizzarmi come vorrei e dovrei. Pazienza. Il Natale non può passare senza mandare due righe a voi e alle tante persone, vicine o lontane non importa, con le quali condividiamo fede, ideali, speranze.

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