11 marzo 2018: un anniversario legato al nostro Duomo

Duomo San DonàNella quarta domenica di Quaresima di 95 anni fa (1923) – 11 marzo come in questo 2018 – i fedeli entrarono per la prima volta nel nuovo Duomo appena terminato.
La prima chiesa di San Donà era ancora spoglia e priva dei numerosi manufatti ed opere attualmente presenti.
Mancavano ad esempio le dodici vetrate artistiche, le varie pale d’altare, i quadri della Via Crucis (anche se la sesta Stazione, di Rava è di quell’anno) e persino l’altare maggiore, che sarebbe …

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100 anni fa il Decreto su san Donato patrono della parrocchia

I compatroni san Donato e Beata Vergine delle Grazie (lunetta Duomo)I santi con il nome di Donato sono una dozzina nel martirologio romano.
Proprio un secolo fa, con decreto emanato il 16 maggio 1916, il beato vescovo di Treviso mons. A. G. Longhin stabilì essere il san Donato vescovo martire di Arezzo (IV secolo) il compatrono – assieme alla Beata Vergine delle Grazie - della Parrocchia del Duomo.
Il territorio di San Donà di Piave poteva contare su una sua identità propria almeno dall’VIII secolo d.C., quando era già vivo il culto a san Donato martire, che qualche studioso indicava però essere il vescovo dell’Epiro, cui è dedicata (assieme a Maria Santissima) la basilica minore di Murano.
In mancanza di una documentazione sicura cui fare riferimento per il patrono della parrocchia, ci fu una vera e propria disputa sull’identità di san Donato: di Arezzo o di Evorea nell’Epiro?
Ripercorriamo la storia della centenaria decisione vescovile, che risolse definitivamente la controversia.


L’origine della disputa sull’identità del Santo

La devozione a san Donato nel nostro territorio ha origini molto antiche. Per quanto riguarda l’identità del Santo, ricerche storiche indirizzarono verso i due vescovi rispettivamente di Arezzo e di Evorea nell’Epiro, attuale Grecia.

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Visite guidate del Duomo domenica 6 dicembre 2015

Visite guidate al Duomo di San Donà di PiaveVisite guidate gratuite del Duomo domenica 6 dicembre 2015, a partire dalle ore 14.45.

Le studentesse dell’Istituto Alberti di San Donà di Piave proporranno delle visite guidate nel nostro Duomo, per illustrare le caratteristiche e valenze architettoniche ed artistiche della chiesa parrocchiale.

Prenota la tua visita gratuita via mail visiteguidatecentopassioni@gmail.com

orari:

   I gruppo ore 14.45
  II gruppo ore 15.30
 III gruppo ore 16.15
 IV gruppo ore 17.00

 

La bella iniziativa fa seguito alle recenti simili

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Ricordando padre Sergio Sorgon

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Il crocifisso del mandato missionario di P. Sergio Sorgon, ricevuto dal beato Paolo VI nel 1968In questo ottobre missionario 2015, anno anniversario dei 30 anni dall’uccisione del carmelitano scalzo sandonatese p. Sergio Sorgon, in Duomo è stata allestita la mostra itinerante a lui dedicata.

In quindici pannelli, presenti presso l’altare di Sant’Antonio, tramite testi e foto si delineano i tratti essenziali del missionario originario di Fiorentina, ucciso da sicari in Madagascar il 7 gennaio 1985 a 46 anni di vita, quindici dei quali spesi nell’isola.

La mostra è stata allestita anche in altre parrocchie del vicariato: Fiorentina, Santa Teresina, Musile, San Giuseppe Lavoratore, Chiesanuova.
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La Festa della Madonna del Rosario

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La vetrata della La celebrazione della Beata Maria Vergine del Rosario fu istituita da san Pio V nell'anniversario della vittoria navale dei cristiani a Lepanto e attribuita all'aiuto della santa Madre di Dio invocata con la recita del rosario nel 1571.

Abbiamo notizia che la pur piccola e modesta chiesa parrocchiale di San Donà esistente nel 1601 aveva l'altare del Rosario.

Fu quello il secolo in cui questa preghiera devozionale ebbe diffusione grazie alle Confraternite del Santo Rosario, una delle quali era presente a San Donà alla fine del XVIII secolo.

Tra le opere artistiche presenti nell'antica chiesa parrocchiale vi era anche una tela del XV sec. raffigurante la Madonna del Rosario, che il popolo considerava come quadro della Madonna delle Grazie.
Tale dipinto oggetto di culto era ancora presente nella chiesa fatta costruire per volontà di mons. Rizzi nel 1837-1841, decorato con numerosi ex voto; rimase poi distrutto nell'anno di guerra 1917-18.
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Cent’anni fa arrivava il nuovo parroco di San Donà: don Luigi Saretta (parte prima)

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Mons. Luigi Saretta nei primi anni a San Donà di Piave"Raccomandati a Dio e pensa che l'ubbidienza fa miracoli".
Così scriveva al restio don Luigi Saretta il Vescovo di Treviso, Beato A. G. Longhin, sul finire del 1914, per "convincerlo" o, meglio, "consolarlo" dopo la nuova obbedienza che gli aveva affidato: la responsabilità della vasta parrocchia di San Donà di Piave.

Ad un secolo di distanza, ripercorriamo la cronaca, con alcune testimonianze, dell'arrivo "in sordina" del nuovo parroco, che avrebbe condiviso con la popolazione di San Donà i suoi futuri 46 anni di vita, comprendenti i tragici periodi delle due guerre mondiali.

La nomina ufficiale del ventinovenne don Luigi Saretta a responsabile della Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave – allora la più vasta della Diocesi di Treviso - si ebbe l'11 gennaio 1915.
Tuttavia trascorsero ancora alcuni mesi prima del suo insediamento.
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Festa della Beata Vergine delle Grazie

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Particolare della lunetta del Duomo 31 maggio Santissima Trinità – Solennità

Visitazione della Beata Vergine Maria - Festa

Il 31 maggio, cadendo quest’anno di domenica è Solennità della Santissima Trinità. Questo stesso giorno, quando non è di domenica, è festa della Beata Vergine delle Grazie, patrona della nostra parrocchia.
"Rallegrati Maria, piena di grazia!" è il saluto dell'Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria nel loro incontro nella casa di Nazareth.
La Sacra Congregazione dei Riti ha fissato la festività della Madonna delle Grazie il 31 maggio, in coincidenza con il ricordo della Visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta, a coronamento del Mese Mariano.
Più di duecento località italiane invocano Maria Madre di Gesù come "Madonna delle Grazie" e vi sono più di 150 luoghi in cui la Madonna delle Grazie è venerata.
Il nostro Duomo (di cui, nel settembre prossimo, ricorrono i 90 anni dalla consacrazione) ha come Titolare appunto "Santa Maria delle Grazie", appellativo che riconosce alla Vergine "la sua tenerissima opera di guida, sostegno, aiuto, consolazione, intercessione per la Chiesa e l'umanità intera" (G. Pesenti)
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Cinquant’anni fa veniva inaugurato il busto di mons. Saretta (parte prima)

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 Il busto di mons. Saretta all'entrata del DuomoIl 2 giugno 1965 veniva solennemente inaugurato il busto di mons. Saretta che è collocato all'entrata del nostro Duomo, sotto il pronao.

La data fu scelta perché cadeva ad un anno dal funerale e sepoltura dell'amato arciprete di San Donà. Questo evento fu preparato per tempo, per ricordare degnamente il presule e tramandare anche ai posteri la sua memoria.

Ripercorriamo i vari momenti attingendo dalla cronaca dei Foglietti Parrocchiali (F.P.) di allora, approfittando per ricordare qualche altro avvenimento della parrocchia e della città di quel periodo.

Onoranze a Mons. L. Saretta nell'anniversario della sua morte (F.P. 28 marzo 1965)
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San Giuseppe, patrono della Chiesa

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 San Giuseppe morente tra Gesù e Maria (D. Corompai, 1927)Il 19 marzo è la solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, patrono della Chiesa.
"Egli viene solitamente rappresentato vecchio, o comunque attempato, accanto alla giovane Maria Vergine. Ma egli è lo sposo vero e non già fittizio della Madonna.
Come concreto custode del Redentore nei primi anni di vita, e come suo educatore negli anni in cui il Fanciullo cresceva in età, in esperienza e nella conoscenza delle varie realtà (del lavoro, per esempio), Giuseppe ebbe un ruolo decisivo, ma nascosto, nella storia della salvezza.
Di lui i Vangeli non riportano nemmeno una parola: è stato perciò definito «dottore del silenzio». Coinvolto da Dio in maniera strettissima nella vicenda dell'Incarnazione, non la subisce, bensì la assimila e asseconda.
Santa Teresa d'Avila ne rilanciò la devozione, sicura che egli può tutto in Cielo presso Gesù che gli obbedì qui in terra." (A. M. Sicari)
C'è un riferimento storico indiretto che lega in qualche modo la Festa a San Giuseppe con San Donà.
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