Festa di Don Bosco 2018

La tradizionale festa in ricordo di San Giovanni Bosco ha un carattere particolare in questo 2018, a 130 dalla morte del Santo, avvenuta il 31 gennaio 1888: ed è appunto una Festa perché per la fede è una “salita al Cielo”, cioè un ritorno al Padre.
Come ricordato dal direttore dell’Oratorio, don Massimo Zagato, all’inizio dell’Eucarestia in Duomo, proprio il 24 settembre di quest’anno si ricordano i 90 anni dall’arrivo dei primi tre Salesiani a San Donà, accolti con gran …

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Duecento anni fa nasceva San Giovanni Bosco

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Vetrata del Duomo dedicata a San Giovanni BoscoTutta la Famiglia salesiana (il movimento di religiosi e laici che vive il carisma di Don Bosco), e non solo, ringraziano il Signore perché proprio duecento anni fa nasceva don Bosco.
Lui, fervoroso devoto di Maria, amava dire che la data della sua nascita era il 15 agosto, Festa dell'Assunta, anche se sul registro dei battesimi figura al 16 agosto 1815.
"Tra la potente intercessione dell'Assunta e la generosa donazione al servizio dei giovani di Don Bosco ci sono legami sostanziali che fanno di Maria la "madre e maestra" che l'ha guidato in tutte le sue scelte. Lui stesso nell'ultimo anno di vita attribuiva il merito esclusivo di tutte le sue realizzazioni a Maria: «É Lei che ha fatto tutto»." (don Ferdinando Colombo, sdb)

Tutta la Famiglia salesiana è in festa, particolarmente a Torino, dove Don Bosco ha fondato il suo primo Oratorio e il Santuario di Maria Ausiliatrice.
Anche molti giovani e salesiani del nostro Oratorio di San Donà si sono riuniti in questi giorni a Valdocco assieme agli altri del Movimento Giovanile Salesiano d'Italia per festeggiare i duecento anni di San Giovanni Bosco.

Riportiamo di seguito il testo della recente lettera di papa Francesco alla Famiglia salesiana.
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Tutta la vita è un dono: ricordando don Valerio Caramaschi sdb

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Copertina del libro su don Valerio Caramaschi (1962-95)Sono trascorsi 20 anni dal ritorno alla Casa del Padre del giovane sacerdote salesiano sandonatese don Valerio Caramaschi, cresciuto nei gruppi oratoriani dell'Azione Cattolica e di Comunione e Liberazione.
Egli morì nell'ospedale di Castelfranco Veneto, dopo alcuni mesi di ricovero, il giorno della festa del Santo Curato D'ars, Patrono dei Sacerdoti, il 4 agosto 1995, a 33 anni di età "il giorno in cui il Signore lo trovò già pronto per prenderlo con Sè".

Una Messa di suffragio viene celebrata nella chiesa dell'Oratorio martedì 4 agosto, alle ore 18.30.

Ricordiamo di seguito alcuni tratti della sua breve ed intensa vita.
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Un contributo di riconoscenza

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Don Ettore Andreatti (1930-2015), direttore dell'Oratorio di San Donà tra il 1970 e il 1976In questo mese di luglio sono tornati alla Casa del Padre don Enrico Dario e don Ettore Andreatti, Don Enrico Dario, all'Oratorio di San Donà dal 1973 al 1981che hanno fatto parte della comunità salesiana del nostro Oratorio negli anni '70. Ci pare doveroso (e lo si fa volentieri) dedicare qualche riga di ricordo a questi due sacerdoti, che sono ancora nella viva memoria di molti che li hanno conosciuti a San Donà.

Don Andreatti, morto il 22 luglio a Trento, all'età di 85 anni fu direttore dell'Oratorio tra il 1970 e il 1976. Don Enrico Dario (morto il 7 luglio scorso a 80 anni) arrivò a San Donà come coadiutore salesiano nel 1973, per partire poi missionario in Bolivia nel 1981.


Don Andreatti e i fermenti dei primi anni '70

I primi anni '70 furono per l'Oratorio un periodo di transizione, con la "modernità" che bussava alle porte, le prime applicazioni del Concilio, lo scontro tra generazioni e vari altri cambiamenti della società che non potevano non influire anche sulla gestione dell'opera educativa salesiana. Leggi tutto

Si scatena il tifone…

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Don Nicola con i ragazzi nel campo dell'Oratorio dopo il ciclone (1965)Si scatena il tifone...

...potrebbe essere il titolo di uno dei quotidiani di questi giorni a commento dei drammatici avvenimenti meteorologici avversi che tanto hanno devastato e causato purtroppo vittime nella Riviera del Brenta.
In realtà è proprio ciò che avvenne a San Donà 50 anni fa: era il 4 luglio del 1965.

Anche in quell'estate venivano organizzate attività per i ragazzi. La "Consulta Parrocchiale", in accordo con l'Oratorio Don Bosco, propose una serie di iniziative che qualche anno più tardi troveranno sistematicità nella Proposta Estate Ragazzi, tuttora attiva in questo periodo estivo.
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Il 10 successore di Don Bosco all’Oratorio di San Donà

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Il rettor maggiore a San Donà di PiaveSabato 28 febbraio 2015, don Àngel Fernández Artime, a nemmeno un anno dalla sua elezione a decimo successore di Don Bosco, è stato in visita all'Oratorio. L'occasione per questo suo passaggio a San Donà è stata la tradizionale Festa dei Giovani di domenica 1 marzo al palasport di Jesolo Lido, in cui è stato l'ospite principale.

Ebbene, verso le 17 di sabato, don Àngel è arrivato in auto a San Donà da Mestre accompagnato dall'Ispettore don Roberto dal Molin e dal suo segretario, il confratello argentino don Orazio, "grande Il Rettor maggiore a San Donàamico di Papa Francesco", ha confidato lo stesso don Àngel.

Il cortile dell'Oratorio, come ogni sabato, era già brulicante dei ragazzi delle associazioni, riunitisi per il loro incontro settimanale, tutti accorsi verso l'auto bianca circondandola.

Sempre nel cortile c'è stato il saluto dei singoli salesiani della comunità di San Donà e del Parroco, mentre la Banda Don Bosco allietava la festa.

Sotto l'atrio d'entrata, su un piccolo palco, è seguita la consegna al Rettor Maggiore - da parte del Vicesindaco Luigi Trevisiol - del sigillo della città di San Donà; quindi la folla di ragazzi, giovani e adulti si è pian paino riunita nella chiesa dell'Oratorio per un momento di preghiera e saluto.
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“Vita, vita!” Il riabbraccio a don Moretti

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Don Domenico Moretti (anni '70)Si è svolta sabato 14 febbraio 2015, festa dei santi Valentino, Cirillo e Metodio, la semplice e significativa cerimonia di accoglienza del feretro di don Domenico Moretti (1900-89), l'amato direttore dell'Oratorio negli anni 1948-55.
Per decisione ed interessamento dei parenti, il feretro, arrivato da Cison di Valmarino, è stato poi trasferito definitivamente nel cimitero di San Donà.
I numerosi bambini e ragazzi presenti nel cortile dell'Oratorio, nei più diversi e colorati abiti di carnevale, su indicazione dei loro animatori si sono disposti su due lunghe file sotto il porticato e sono improvvisamente passati dal gioioso schiamazzo ad un rigorso silenzio di rispetto all'arrivo del feretro del salesiano: al suo transito tra le due ali è seguito quindi un caloroso applauso. All'entrata in chiesa poi, alcuni degli allora ragazzi hanno liberato l'urlo festoso insegnato loro dall'amatissimo don Moretti: "vita, vita!
Dopo l'eucarestia il feretro è stato trasportato nel cimitero di San Donà per la definitiva collocazione nella cappella dei sacerdoti e religiosi.
Riportiamo di seguito il testo dell'omelia dell'attuale direttore don Enrico Gaetan che - grazie anche all'aiuto di alcune testimonianza raccolte - ha tracciato fedelmente e con cuore i tratti essenziali di questa figura di sacerdote salesiano:

"Ricordo di don Moretti Oratorio S. Donà, 14 febbraio 2015
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Il “riabbraccio” a don Domenico Moretti

don Domenico MorettiNon è ancora spento l’eco dei festeggiamenti di don Bosco che l’Oratorio accoglie per un ultimo grande abbraccio, nell’anno del Bicentenario, uno dei suoi direttori più amati: don Domenico Moretti, a San Donà dal 1948 al 1955. A lui si deve l’appellativo di “Oratorio più bello del mondo“, con cui ancor oggi è conosciuta l’opera salesiana sandonatese.
Sabato 14 febbraio, alle ore 15, sarà celebrata una messa di commemorazione nella chiesa dell’Oratorio. La salma, proveniente
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Presentato il libro sui 90 anni dello scoutismo sandonatese

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La copertina del libroÈ stato presentato domenica 23 novembre 2014, nella sala teatro dell'Oratorio Don Bosco, il libro "Storia dello Scautismo Sandonatese dalle origini ai giorni nostri", in cui si raccontano con testo, ma soprattutto con centinaia di foto, i 90 anni degli scout a San Donà: un vero e proprio "album di memorie visive", come lo definisce don Guerrino.
In realtà, più che in una semplice presentazione del libro, la mattinata si è trasformata in una festa del movimento scoutistico sandonatese, rappresentato da più generazioni (presenti anche alcune delle prime Guide che iniziarono il gruppo femminile sandonatese dell'AGI nel 1947!). Sotto il porticato esterno sono stati predisposti dei pannelli con numerose foto delle varie attività.
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1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 3)

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Ragazzi, giovani, adulti e Salesiani all'esterno della chiesetta Zingales (1944-45)Le vicende del 1944 per molti sono pagine scritte di storia e per qualcuno magari anche racconti ascoltati; per altri ancora, appunto, vicende vissute dal vero nell'età dell'infanzia o giovinezza. Su questi ultimi scendono ancora lacrime nel ripercorrere, con la memoria, fatti e avvenimenti pur lontani 70 anni.


Sfolla l'Oratorio Don Bosco

Da quando - verso la metà di luglio - i bombardieri anglo-americani (i "pippo") cominciarono a individuare obiettivi da distruggere anche nel nostro territorio per fiaccare le truppe nazi-fasciste, i bombardamenti si susseguirono sempre più violenti nei mesi a seguire: il 3 e 29 agosto, il 23 e 26 settembre e quelli ancor più tragici ad ottobre.
Mons. Saretta, già all'inizio di agosto, cercava di mantenere un qualche contatto con la gente che ormai sempre più numerosa sfollav lontano dal centro città non più sicuro: "Agli sfollati... da S. Donà. Non poche famiglie, in seguito alle ultime incursioni, hanno abbandonato il Centro del Paese e si sono portati alla periferia o in altra parrocchia vicina, presso qualche agricoltore o dipendente (...) A tutti poi rivolgo il mio affettuoso pensiero e vi assicuro che ora vi ricorderò più di prima ogni giorno al santo altare, nel sacrificio della Messa e nella benedizione della sera, davanti al SS. Sacramento." (F.P. 6/8/1944)
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1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 1)

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La lapide sull'ex casa del custode delle Scuole R. OnorRicorre quest'anno il settantesimo anniversario di quel 1944 in cui la guerra arrivò in modo drammatico e "diretto" anche nella nostra comunità. Ripercorriamo alcuni di quei drammatici avvenimenti, con la convinzione che la memoria fa riflettere, aiuta a valutare gli errori, in molti casi fa anche essere riconoscenti e certamente insegna a non dare per scontato il presente.

I primi anni di guerra

Il primo settembre 1939 le truppe tedesche invadono la Polonia, dando inizio di fatto alla seconda guerra mondiale. Per gli almeno mille soldati sandonatesi richiamati ai primi di settembre 1939 e per i loro familiari, il parroco Saretta celebra due messe il 10 e 11 di quello stesso mese.

Dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 (anche a San Donà "qualche esaltato, contagiato dalla martellante propaganda del regime, aveva sovrapposto la sua voce concitata nell'urlo ripetuto: Bene, bene!"), a San Donà la guerra si vive "indirettamente" con le partenze dei soldati per la Grecia, l'Africa, la Russia... e con le loro lettere anche dalla prigionia.

Comincia a riaprirsi "il dramma di una città che doveva ancora riprendersi completamente dalla distruzione del primo conflitto."
Intanto nel 1942, con decreto reale del 31 maggio, San Donà di Piave riceve il titolo di "Città".
Dopo l'incarcerazione di Mussolini del luglio 1943, l'8 settembre il maresciallo Badoglio è costretto a proclamare l'armistizio con gli alleati, già firmato cinque giorni prima.

Il 23 settembre 1943 Mussolini fonda la Repubblica Sociale Italiana (di Salò).

Il 24 settembre 1943, festa della Madonna del Colera, praticamente tutta la comunità di San Donà è radunata nel cortile dell'Oratorio assieme al suo parroco Saretta e al Vescovo Mantiero per pronunciare il voto solenne all'Ausiliatrice di costruirle in quel posto (in cui erano già state gettate le fondamenta) un tempio votivo, se avesse risparmiato dalla distruzione della guerra la città e l'Oratorio: "la povera gente non si stancò di sgranare il rosario e di chiedere la Sua intercessione".

Intanto San Donà è militarizzata. I tedeschi e le camicie nere occupano vari luoghi strategici della cittadina (villa De Faveri, villa Amelia, le scuole elementari, l'Oratorio...), si indice il coprifuoco e il cielo comincia ad essere solcato dai sinistri motori degli aeroplani anglo-americani...

Estate 1944. Gli alleati cominciano a bombardare San Donà

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