P. Bruno Zamberlan: “Progetto Scuola orientamento professionale a Hwange” (parte seconda)

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P. Bruno Zamberlan illustra il Progetto P. Bruno Zamberlan, salesiano originario di Fiorentina, dal 2013 è ritornato ad operare ad Hwange, missione nello stato africano dello Zimbabwe, vicino alle Cascate Vittoria. Ora si trova in Italia, sino al 6 settembre prossimo.

Riportiamo di seguito alcune altre notizie su di lui e sul progetto "Scuola orientamento professionale".

Il progetto "Scuola orientamento professionale di Hwange – Zimbabwe"
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Il 10 successore di Don Bosco all’Oratorio di San Donà

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Il rettor maggiore a San Donà di PiaveSabato 28 febbraio 2015, don Àngel Fernández Artime, a nemmeno un anno dalla sua elezione a decimo successore di Don Bosco, è stato in visita all'Oratorio. L'occasione per questo suo passaggio a San Donà è stata la tradizionale Festa dei Giovani di domenica 1 marzo al palasport di Jesolo Lido, in cui è stato l'ospite principale.

Ebbene, verso le 17 di sabato, don Àngel è arrivato in auto a San Donà da Mestre accompagnato dall'Ispettore don Roberto dal Molin e dal suo segretario, il confratello argentino don Orazio, "grande Il Rettor maggiore a San Donàamico di Papa Francesco", ha confidato lo stesso don Àngel.

Il cortile dell'Oratorio, come ogni sabato, era già brulicante dei ragazzi delle associazioni, riunitisi per il loro incontro settimanale, tutti accorsi verso l'auto bianca circondandola.

Sempre nel cortile c'è stato il saluto dei singoli salesiani della comunità di San Donà e del Parroco, mentre la Banda Don Bosco allietava la festa.

Sotto l'atrio d'entrata, su un piccolo palco, è seguita la consegna al Rettor Maggiore - da parte del Vicesindaco Luigi Trevisiol - del sigillo della città di San Donà; quindi la folla di ragazzi, giovani e adulti si è pian paino riunita nella chiesa dell'Oratorio per un momento di preghiera e saluto.
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Nel ricordo di p. Sergio Teker, missionario in Cile

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Padre Sergio Teker ad Achao nei primi anni della Casa FamigliaGiovedì 26 giugno, nel giorno della memoria del Beato Vescovo di Treviso Andrea Giacinto Longhin, nella Messa vespertina in Duomo è stato ricordato il missionario sandonatese p. Sergio Teker, scomparso lo scorso 16 giugno ad Achao (Cile).
Ha presieduto l'Eucarestia don Emilio e hanno concelebrato quattro padri salesiani. Tra questi c'era anche don Alberto Trevisan, già direttore dell'Oratorio (1976-82), che fu uno dei 40 sacerdoti che (dopo il Vescovo emerito di Belluno mons. G. Muccin) imposero le mani sul capo di don Sergio nel nostro Duomo il 16 dicembre 1978, per la sua Ordinazione sacerdotale.
I partecipati e commossi funerali del sacerdote si sono tenuti giovedì scorso 19 giugno ad Achao, isola di Chiloè, dove p. Sergio ha fondato nel 1986 una Casa Famiglia per bambini e ragazzi abbandonati.

Ripercorriamo alcune tappe della sua vita
, spesa (come annunciava nella sua prima Messa nel Duomo di San Donà, domenica 17 dicembre 1978) "per annunziare ai poveri il lieto messaggio e proclamare ai prigionieri la liberazione".
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La devozione a Maria Ausiliatrice

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La statua di Maria Ausiliatrice dell'OratorioAll'inizio del Nuovo Millennio il beato (santo nel prossimo autunno!) Giovanni Paolo II ha affidato la Chiesa e il mondo intero a Gesù vivo nell'Eucarestia ed a Maria Madre sua e Madre nostra.
In particolare, l'invocazione "Maria Ausiliatrice dei Cristiani" fu voluta da Pio V in seguito alla vittoria di Lepanto sui Turchi (1571). Fu poi papa Pio VII ad istituire ufficialmente nell'anno 1815 la festa di Maria Ausiliatrice il 24 maggio.
La devozione all'Ausiliatrice ha preso un deciso impulso anche a San Donà sicuramente nel secolo scorso.
Quando nell'agosto del 1928 (dopo circa otto anni di contatti!) arrivò dai Superiori la conferma della venuta dei Salesiani a San Donà per aprirvi una nuova opera, mons. Saretta, che tanto si era prodigato per questo, proferì con gioia incontenibile: "Grazie! Stamattina quando ho ricevuto la sua desideratissima da Torino, ho pianto di consolazione. È un mese che la statua dell'Ausiliatrice stava esposta, in mezzo alla chiesa, perché il popolo la invocasse con particolare fervore e secondo la mia intenzione. E la buona madre celeste ha finalmente esaudito i miei voti più ardenti"
Quella statua fu donata nel 1918 dal dott. Pietro Perin, cooperatore salesiano, a guerra appena finita e con il Duomo ancora distrutto. È la statua che si porta in processione nella Festa della Madonna del Colera. Alla destra dell'altare del Duomo dove è collocata, si trova la vetrata (del 1939) raffigurante Don Bosco tra i suoi ragazzi, con le rose del sogno e... in alto Maria Ausiliatrice.
Mons. Saretta fu per l'ultima volta nel "suo" amato Oratorio il 24 di maggio 1964, proprio in occasione della tradizionale processione mariana nel cortile. Attendendo l'arrivo della statua sotto il porticato "Parlò di lei come poche volte aveva fatto." Di lì ad una settimana il sacerdote, sandonatese d'adozione, tornerà alla Casa del Padre, sull'uscio della sua casa di Treviso.

Icone della Vergine Maria nell'Oratorio Don Bosco
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San Domenico Savio a San Donà

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urna con le reliquie di Domenico Savio nella chiesa dell'Oratorio (2004)San Domenico SavioLa devozione a san Domenico Savio (1842-1857) è tradizionale a San Donà di Piave, dove ormai numerosissimi hanno imparato a conoscere la figura e l'esempio del più famoso allievo di Don Bosco, che aveva visto nel giovinetto della "buona stoffa" per il Signore.
Il 12 giugno 1954 Pio XII proclamò Domenico Savio "Santo", ponendolo come testimone autorevole della Chiesa.
La piccola tomba del Santo si trova in un altare laterale della Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, dove è sepolto anche Don Bosco. Lì vicino sono sempre presenti fiocchi colorati, fiori e messaggi: sono le preghiere di ringraziamento o di supplica soprattutto delle mamme. Molte sono, infatti, le donne incinte che domandano intercessione a Domenico Savio, per problemi legati alla gravidanza.
In occasione del 50° anniversario della canonizzazione di Domenico Savio i salesiani organizzarono la presenza itinerante delle sue reliquie in diverse città d'Italia, dove si era evidente una notevole devozione popolare. Il 27 febbraio 2004, l'urna con le reliquie del primo santo di 15 anni è arrivata anche a San Donà di Piave.
La figura del giovane piemontese è particolarmente ricordata all'Oratorio Don Bosco dove, a metà degli anni '50, fu fondata l'associazione "Amici Domenico Savio" (ADS), tuttora attiva con aderenti dall'età delle elementari sino agli oltre vent'anni.
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I sessant’anni della chiesa dell’Oratorio Don Bosco

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Il pieghevole sulla chiesa dell'OratorioEra l'8 dicembre 1952, Festa dell'Immacolata, quando si ebbe l'inaugurazione ufficiale della nuova chiesa dell'Oratorio, la cui costruzione era iniziata nel settembre 1947 con la posa della prima pietra, con direttore don Domenico Trivellato. Il direttore che portò a termine l'opera era un altro Domenico, don Moretti.
Al freddo di un ambiente ancora grezzo e disadorno, si era celebrata la prima messa aperta ai fedeli (alle 5 del mattino...!), fra la commozione generale della gente che aveva invocato la Vergine con le parole riportate nell'immaginetta ricordo.
"Celebrata la santa messa delle 8 Monsignor Saretta accolto festosamente dalla banda, (...) preceduto dagli Scouts e da molte bandiere, entra nel magnifico tempio stipatissimo di giovani per la solenne benedizione. Al vangelo monsignore rivolge la sua vibrante e commossa parola alla gran massa di giovani (un migliaio), loda don Bosco e i Salesiani. Alle 10 solenne messa cantata con accompagnamento di orchestra di archi perché manca l'organo... Sono presenti l'architetto Brenno Del Giudice che disegnò l'altare e la chiesa, il signor Mario Moretti di Murano che regalò le lampade della chiesa ed altri benefattori..." (tratto dal volantino ricordo a cura dell'Oratorio).
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