Ricordando Leandro Rizzo

Leandro Rizzo si è spento a 94 anni domenica scorsa 5 agosto. Lui e la sua famiglia hanno vissuto e costruito un pezzo di storia della nostra comunità civile e religiosa.
Sposato con la cara Antonia (che è mancata qualche anno fa) Leandro è stato papà di cinque figli, di cui una adottata. Tra le associazioni umanitarie in cui era impegnato, c’era appunto un’organizzazione per le adozioni internazionali, che lo portò con la moglie a decidere di adottare una bambina …

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La firma della Costituzione e, a San Donà…

Ricorrono in questi giorni i 70 anni dalla Promulgazione della Costituzione da parte di E. De Nicola, Capo provvisorio dello Stato. Quel 27 dicembre 1947 cadeva entro i cinque giorni previsti dalla sua approvazione da parte dell’Assemblea Costituente (22 dicembre). La Costituzione entrò poi in vigore l’1 gennaio del 1948.
Questa legge fondamentale della Repubblica italiana fu il risultato di un accordo fra le diverse componenti del popolo italiano, che si assunsero il compito di ricostruire l’ordinamento nazionale …

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72 anni fa San Donà veniva liberata e finiva la guerra

L'Istituto Salesiano Sant'Ambrogio di Milano dove il CLNAI decise l'insurrezione (25 aprile 1945)Alle 8 del mattino del 25 aprile 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), il cui comando era riunito nel Collegio Salesiano Sant'Ambrogio di Via Copernico a Milano, decise l'insurrezione contro i nazi-fascisti. Sandro Pertini esortò dalla radio tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà, ad attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate:
«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine...» (dal proclama di Sandro Pertini del 25 aprile 1945).
Bologna era già stata liberata il 21 aprile. Genova aveva iniziato l'insurrezione il giorno prima, il 24 aprile, e già il 25 i tedeschi si arrendevano ai partigiani. Quello stesso giorno iniziò l'insurrezione a Milano, mentre a Torino il 26 aprile.

Anche a San Donà e in tutto il territorio le forze partigiane si mobilitarono...
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Attilio Rizzo, una significativa figura cristiana del ‘900 sandonatese

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Attilio RizzoSettanta anni fa, il 15 gennaio 1945, Attilio Rizzo moriva nel campo di concentramento di Mauthausen.
(Un documento dal campo di concentramento, ritrovato di recente, segnala però la data effettiva della morte al 5 gennaio)
Era nato a Villadose in provincia di Rovigo il 16 marzo 1891. E' stato una significativa figura cristiana del '900 a San Donà. A lui è dedicata Piazza Rizzo dove era situata la sua casa, ora segnalata da una lapide apposta sul nuovo edificio che sorge in quel luogo.
Giovedì 15 gennaio 2015 verrà ricordato al Centro Culturale Leonardo da Vinci alle ore 18 dai suoi figli, Leandro ed Emilio Rizzo, dalla storica Morena Biason che ne illustrerà il ruolo nella resistenza lungo il Basso Piave. Conclusioni a cura di Giovanni Rizzo, nipote di Attilio.


Attilio Rizzo (1891-1945), modello di coerenza ed energia

Attilio Rizzo fu insignito della Medaglia d'Argento, proprio come la città di San Donà di Piave, dove giunse da Rovigo nel 1919, appena terminata la prima guerra mondiale come tecnico del comune. Tenne l'incarico di geometra come dipendente comunale sino al 1923. Poi, non accettando i compromessi del neonato regime fascista, si dedicò alla libera professione. Nonostante le difficoltà economiche incontrate, la libera professione permetteva al geometra Rizzo di perseguire ciò che gli piaceva, la vita sociale e religiosa, e di dedicarsi alla poesia, passione trasmessa anche al figlio Arturo. Divenne presto amico del parroco mons. Luigi Saretta di cui divenne stretto collaboratore.
Progettò vari edifici sacri a San Donà: la chiesa di Calvecchia (1936), la chiesa del Piccolo Rifugio (1941), la chiesetta Rubinato in via Aquileia, la chiesa Ancillotto (1941) in via Noventa a San Donà.

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1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 3)

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Ragazzi, giovani, adulti e Salesiani all'esterno della chiesetta Zingales (1944-45)Le vicende del 1944 per molti sono pagine scritte di storia e per qualcuno magari anche racconti ascoltati; per altri ancora, appunto, vicende vissute dal vero nell'età dell'infanzia o giovinezza. Su questi ultimi scendono ancora lacrime nel ripercorrere, con la memoria, fatti e avvenimenti pur lontani 70 anni.


Sfolla l'Oratorio Don Bosco

Da quando - verso la metà di luglio - i bombardieri anglo-americani (i "pippo") cominciarono a individuare obiettivi da distruggere anche nel nostro territorio per fiaccare le truppe nazi-fasciste, i bombardamenti si susseguirono sempre più violenti nei mesi a seguire: il 3 e 29 agosto, il 23 e 26 settembre e quelli ancor più tragici ad ottobre.
Mons. Saretta, già all'inizio di agosto, cercava di mantenere un qualche contatto con la gente che ormai sempre più numerosa sfollav lontano dal centro città non più sicuro: "Agli sfollati... da S. Donà. Non poche famiglie, in seguito alle ultime incursioni, hanno abbandonato il Centro del Paese e si sono portati alla periferia o in altra parrocchia vicina, presso qualche agricoltore o dipendente (...) A tutti poi rivolgo il mio affettuoso pensiero e vi assicuro che ora vi ricorderò più di prima ogni giorno al santo altare, nel sacrificio della Messa e nella benedizione della sera, davanti al SS. Sacramento." (F.P. 6/8/1944)
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (1)

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Cartolina spedita dal coad. Mauro Picchioni, uno dei primi salesiani arrivati a San Donà di Piave85 anni fa arrivavano i primi Salesiani a San Donà

85 anni orsono, il 24 settembre 1928, giorno della Festa Patronale di San Donà dedicata alla Madonna del Colera, arrivarono alla stazione ferroviaria di San Donà i primi tre Salesiani. Erano il direttore don Riccardo Giovannetto, il chierico Luigi Ferrari e il coadiutore Mauro Picchioni.

Per due anni, sino al completamento della costruzione del nuovo Oratorio, i tre religiosi vissero ed operarono nell'allora Orfanotrofio, l'attuale Casa Saretta.

Significativamente il giorno della Madonna del Rosario del 2007 si è ritrovata una cartolina del coad. Picchioni spedita ad una zia di Firenze il 13 ottobre di quel 1928, a nemmeno un mese dal suo arrivo a San Donà, in cui scriveva: "Zia carissima, ti scrivo dalla mia nuova residenza, qua mi trovo assai bene, e sono contento... Scrivimi se puoi, dandomi tue notizie: Orfanotrofio salesiano, San Donà di Piave (Venezia)... Vi ricordo al Signore e caramente vi saluto, in attesa P. Mauro".

La cronaca dettagliata dell'arrivo dei Salesiani è descritta nel Bollettino Salesiano n. 11 del novembre 1928, che riportiamo di seguito.

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La cappella del piccolo Rifugio compie 70 anni

Cappella del Piccolo Rifugio (foto di Susanna Paulon)Il 28 aprile 1941 veniva benedetta e inaugurata a S. Donà la cappella del Piccolo Rifugio; si compiva così in tutta la sua verità l’espressione di Lucia: “Il primo Rifugio è nato con il primo ostensorio”.

Se nei primi anni non c’era ancora una chiesetta per l’adorazione, si era però adattata una stanza perché divenisse il cuore orante del Rifugio. Alla morte del padre, Lucia poté acquistare con i soldi dell’eredità una villa adiacente la casa paterna. Tra le …

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Rubata la statuetta dell’Ausiliatrice del capitello Montagner

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Capitello dell'Ausiliatrice di Casa Montagner, vuoto

Nel giorno della Festa dell'Immacolata 2010 una telefonata dei Carabinieri al direttore dell'Oratorio Don Bosco ha comunicato il furto della statuetta dell'Ausiliatrice presente nel piccolo capitello di Casa Montagner, all'incrocio tra via Carozzani e la Triestina.

Il grave fatto ci priva di un'amata immagine religiosa, che suscitava in molti l'occasione di un segno di croce; ma viene meno anche un pezzo caro e importante della storia della nostra Comunità.

Wally Perissinotto nel suo libro "Ancora un giro di giostra" scrive: "Oggi quel capitello, segnato dal tempo, ha solo alle spalle la tranquilla compagnia dei campi. La statale 14 lo aggredisce con i suoi rumori assordanti e pochi, forse, ne riconoscono il valore del passato. Eppure don Trivellato, al momento del congedo, lo aveva affidato a tutto il popolo «pregando che provveda ai necessari restauri quando il tempo e le intemperie rapinatrici l'avessero a deturpare»".

Ripercorriamo allora, di seguito, questa storia

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Figure cristiane del ‘900 a S. Donà

Ci hanno consegnato “il testimone” della fede

Sentiamo il dovere di fare memoria di coloro che “ hanno annunciato il Vangelo dando la vita per amore”
Con questo sentire, si è voluto offrire ai sandonatesi il ricordo di alcuni nostri fratelli nella fede, che durante il XX secolo hanno dato testimonianza di vita evangelica: è una attivazione della memoria, senza enfatizzazione e senza banalizzazione, che può aiutarci a iniziare il nuovo millennio con lo stesso impegno e la stessa fedeltà.…

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