La pace soffia forte… a Casa Saretta

Domenica 23 febbraio, Casa Saretta ha aperto i suoi cancelli a circa 200 persone tra ragazzi, educatori e genitori provenienti oltre che dalla Parrocchia del Duomo anche da Calvecchia-Fiorentina, Mussetta, Noventa di Piave, Fossalta, Musile, Millepertiche, San Giuseppe Lavoratore, Passarella, San Pio X.

Dopo alcuni anni, infatti, l’Azione Cattolica del nostro vicariato ha deciso di tenere la Festa della Pace, uno dei più importanti eventi annuali per l’ACR, proprio nella nostra parrocchia.

Il tema è stato grandioso come al solito: “La pace soffia forte” e il vento della pace è proprio lo Spirito Santo con i suoi sette doni. Un argomento ricco di spunti e significativo per i nostri ragazzi, trattato in pieno stile ACR, con giochi e …

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Messaggio di papa Francesco per la 47a Giornata della pace “Fraternità, fondamento e via per la pace”

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Papa FrancescoLink al testo completo del messaggio "Fraternità, fondamento e via per la pace"

Sintesi:

Senza fraternità è impossibile costruire una società giusta e una pace solida e duratura. E’ quanto sottolinea Papa Francesco nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2014. Tema del documento è “Fraternità, fondamento e via per la pace”. Il Papa leva, anche, un appello vibrante affinché quanti seminano violenza e morte rinuncino alla via delle armi e una denuncia contro la corruzione e il crimine organizzato.

“Rinunciate alla via della armi e andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi”. E’ il pressante appello che il Papa rivolge a “quanti con le armi seminano violenza e morte”. E aggiunge: “Riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la mano!”. Dal Pontefice, che auspica dunque una “conversione dei cuori”, anche un forte appello per il “disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico”. Anche perché, rileva con amarezza, “finché ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione”, “si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità”.

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La preghiera per la pace di cinque Pontefici

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Riportiamo il testo delle preghiere di cinque Pontefici per la pace, lette nella veglia in Piazza San Pietro sabato 7 settembre 2013

Pio XIIPio XII

Caro Gesù,
anche tu fosti un giorno bambino come noi, e ci hanno detto che amavi di avere i piccoli vicino a te.
Così noi veniamo ora, fanciulli di tutte le nazioni del mondo, ad offrirti i nostri ringraziamenti e ad elevare a te la nostra preghiera per la pace.
Tu brami di essere con noi in ogni ora e in ogni luogo; fa' dunque dei nostri cuori la tua dimora, il tuo altare e il tuo trono.
Fa' che tutti formiamo una sola famiglia, unita sotto la tua custodia e nel tuo amore.
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Digiuno e preghiera per la Pace sabato 7 settembre, Vigilia della Festa della Natività di Maria

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Papa FrancescoNell'Angelus di domenica 1 settembre 2013 il Papa invita a digiunare e pregare per la Pace:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Quest'oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall'unica grande famiglia che è l'umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace!
E' il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.
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L’Angelus di Papa Francesco di domenica 11 agosto 2013

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Papa FrancescoCari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa domenica (Lc 12,32-48) ci parla del desiderio dell'incontro definitivo con Cristo, un desiderio che ci fa stare sempre pronti, con lo spirito sveglio, perché aspettiamo questo incontro con tutto il cuore, con tutto noi stessi. Questo è un aspetto fondamentale della vita. C'è un desiderio che tutti noi, sia esplicito sia nascosto, abbiamo nel cuore. Tutti noi abbiamo questo desiderio nel cuore.
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Necessaria una pedagogia dell’operatore di pace

La pedagogia della pace richiede una ricca vita interiore, chiari e validi riferimenti morali, atteggiamenti e stili di vita appropriati.

Difatti, le opere di pace concorrono a realizzare il bene comune e creano l’interesse per la pace, educando ad essa. Pensieri, parole e gesti di pace creano una mentalità e una cultura della pace, un’atmosfera di rispetto, di onestà e di cordialità…

Incoraggiamento fondamentale è quello di dire no alla vendetta, di riconoscere i propri torti, di accettare le scuse senza cercarle, e infine di perdonare, in modo che gli sbagli e le offese possano essere riconosciuti in verità per avanzare insieme verso la riconciliazione. Ciò richiede il diffondersi di una pedagogia del perdono…”
(Messaggio del papa

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Costruire il bene della pace mediante un nuovo modello di sviluppo economico

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pace"Per uscire dall'attuale crisi finanziaria ed economica - che ha per effetto una crescita delle disuguaglianze - sono necessarie persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo la creatività umana per trarre, perfino dalla crisi, un'occasione di discernimento e di un nuovo modello economico. Quello prevalso negli ultimi decenni postulava la ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo, in un'ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacità di rispondere alle esigenze della competitività. In un'altra prospettiva, invece, il vero e duraturo successo lo si ottiene con il dono di sé, delle proprie capacità intellettuali, della propria intraprendenza, poiché lo sviluppo economico vivibile, cioè autenticamente umano, ha bisogno del principio di gratuità come espressione di fraternità e della logica del dono.

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Sermig – Il mondo si può cambiare con i giovani

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SERMIGRichard Zanutto, dal Sermig, ci ha inoltrato questa "Lettera agli Amici", è un invito di Ernesto Olivero.

Cari amici,
sabato 4 febbraio 2012 il Santo Padre Benedetto XVI riceverà diecimila Giovani della Pace.
Dopo l'Appuntamento dei Giovani della Pace de L'Aquila e quello di Torino del 2010, ci ritroveremo tutti a Roma, Aula Paolo VI, alle ore 10 per portargli le nostre convinzioni: "Il mondo si può cambiare con i giovani".

Il passato ci ha lasciato una sfida apparentemente impossibile da superare: fame, guerre, malattie, violenze sui più deboli, una crisi economica senza precedenti... Noi queste sfide vogliamo affrontarle a viso aperto, con coraggio, con speranza, con passione per gli uomini, con Dio nel cuore, con Dio nei nostri comportamenti.

Al Papa diremo la nostra determinazione nell'assumerci le responsabilità, giovani come siamo e qualunque cosa facciamo e faremo nella vita.

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1 gennaio 2012 – 45^ Giornata mondiale della pace

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PaceMessaggio di papa Benedetto: EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

1. L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all'umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace.

Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine. Il Salmista dice che l'uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle l'aurora » (v. 6), lo attende con ferma speranza, perché sa che porterà luce, misericordia, salvezza. Tale attesa nasce dall'esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non lasciarsi abbattere dalle tribolazioni. Vi invito a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. È vero che nell'anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l'economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno.

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Terza domenica di Avvento

Continua la tua preparazione al Natale, riprendendo durante la settimana la riflessione sulle letture della messa di domenica: omelia di don Matteo Volpato per la terza domenica di Avvento, 11 dicembre 2011. (link diretto)

1^  lettura: Is 61, 1-2. 10-11; Vangelo: Gv 1, 6-8. 19-28.

2^ lettura: 1 Ts 5, 16-24: “Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la

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Ripudiare la guerra, davvero

mons. Luigi Bettazzi«L’Italia ripudia la guerra», dice la nostra Costituzione del 1948 all’articolo 11.

Ma non la ripudiano gli italiani, per lo meno quelli che contano sul piano economico e politico. E per questo si continuano a costruire armi, anche dispendiose (come i cacciabombardieri da 16 miliardi di euro), che fanno lavorare e guadagnare molte imprese, e così si va a bombardare in Libia (come già in Iraq ed in Afghanistan), perché ci si copre con l’ombrello dell’Onu o della Nato.

Non è che il ripudio della guerra della Costituzione corrispondesse al disinteresse per la pace. Anzi ripudiare la guerra era un’espressione di amore alla pace, se è vero quanto scriveva nel 1963 papa Giovanni XXIII, nella Pacem in terris, che è follia (alienum a ratione...fuori dalla ragione) pensare che la guerra possa portare alla giustizia e alla pace.

E ne dà, papa Giovanni, anche la ragione:

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L’amore dei nemici

“Tra le inaudite parole di Gesù eluse, che il Concilio ha saputo riprendere, la seconda è quella dell’amore dei nemici.

Sia nei testi del Concilio, sia nella Pacem in terris (1963) di Giovanni XXIII, l’orientamento di fondo conduce a vedere in chi è altro, diverso o lontano, un fratello. Pertanto si delinea la coscienza del fatto che non si tratta tanto di essere benevoli con i nemici, quanto di dissolvere la relazione di ostilità, perché la Chiesa e i cristiani non hanno, per quel che li riguarda, nemici, avversari da umiliare e da eliminare.

E così il tema della cosiddetta “guerra giusta” viene lasciato in ombra, benché non senza esitazioni e residui del passato, per mettere in …

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