Il “Cerchio Mariano” nel giorno dell’Immacolata

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Cerchio marianoVerso le 12.00 di domenica 8 dicembre in Oratorio si è svolto il tradizionale "Cerchio Mariano". È il momento vissuto in tutte le case salesiane del mondo, che consiste nel ricordare l'incontro tra don Bosco e Bartolomeo Garelli (un muratore astigiano di 16 anni) l'8 dicembre 1841, Festa dell'Immacolata.
Il sagrestano, vedendo Bartolomeo in un angolo della sagrestia, dapprima lo invitò a servire Messa, poi, poiché il giovane si rifiutava di farlo, lo picchiò e cominciò a cacciarlo via in malo modo. Ma in sua difesa intervenne lo stesso don Bosco che doveva presiedere la Messa, dicendo che era suo amico e doveva lasciarlo in pace.
Al termine della Santa Messa don Bosco raggiunse Bartolomeo per fargli un po' di catechismo, ma prima pregò la Madonna con un'Ave Maria. Come ricordò don Bosco: "Questo è l'inizio del nostro Oratorio, che fu benedetto dal Signore e crebbe come non avrei mai immaginato". Quest'anno c'è stata anche la semplice rappresentazione dell'episodio. L'incontro si è concluso con la recita dell'Ave Maria, come il Santo invitava i suoi ragazzi a fare.
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Don Bosco tra noi, Domenica 24 novembre 2013

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L'Eucarestia delle 9.30 in Duomo con l'urna di Don Bosco (foto Luigi Basso)Dopo vari giorni di attesa, la preparazione con momenti di riflessione, di preghiera e le confessioni, finalmente l'urna con le reliquie di san Giovanni Bosco è arrivata da Chioggia a San Donà di Piave, accompagnata dal salesiano coadiutore Raffaele Penzo, in rappresentanza della comunità religiosa dell'Oratorio.
Prima dell'arrivo nella nostra città l'urna ha peregrinato (dal 2010) nei diversi continenti e in diverse regioni d'Italia, dove sono presenti case salesiane. E dopo il Triveneto ancora continuerà in Piemonte e Lombardia.
Accolta dalle campane suonate a festa, l'urna è arrivata poco prima delle 9 davanti al Duomo, "scortata" da una lunga fila di ragazzi e adulti in bicicletta, tutti con palloncini arancione, e dagli allievi del Centro di Formazione Professionale in moto.
Appena scaricata dall'apposito furgone che sta girando l'Italia, i numerosi presenti vi si sono stretti attorno ed hanno applaudito di gioia.
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (4)

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La vetrata di Don Bosco del DuomoI sogni

L'urna di San Giovanni Bosco è qui! Trasportata dalla Sicilia in aereo è arrivata mercoledì 20 novembre all'aeroporto Marco Polo di Venezia, da dove viene trasportata a Mogliano V.to, Porto Viro, Chioggia e finalmente, domenica 24 novembre, a San Donà di Piave.

In preparazione all'arrivo delle reliquie in Duomo e quindi in Oratorio proponiamo un ultimo aspetto del Santo dei giovani: i suoi sogni.

Ebbe a dire don Michele Rua, primo successore di Don Bosco: "Don Bosco nei sogni, oltre lo stato delle coscienze, annunziava cose che naturalmente non si possono conoscere con i mezzi umani... tanto più mi convinco che egli era dotato dal Signore dello spirito di profezia".

Riportiamo allora uno dei suoi sogni più conosciuti, rappresentato anche in Duomo:

Il sogno del pergolato di rose (1847)


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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (3)

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La statua dell'Ausiliatrice (Madonna La devozione alla Vergine Maria

Tra la popolazione di San Donà la devozione alla Vergine Maria è viva sin dall'antichità: già la prima chiesa del 1476 fu dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, titolo che mantiene tutt'oggi il Duomo.
Dal 1855, poi, su volere dell'allora Parroco mons. Biscaro, la Vergine viene ricordata nella festa votiva del 24 settembre come "Madonna del Colera". Maria è perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
In attesa dell'arrivo a San Donà delle reliquie di Don Bosco, ricordiamo l'aspetto della sua devozione per la Vergine. Egli diceva: "È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria". E ancora: "Divenendo madre di Gesù vero Dio e vero uomo, Maria divenne anche madre nostra. Gesù nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tale nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria."
Proprio nel nostro Duomo, dove il 24 novembre prossimo sarà trasportata l'urna, sono presenti due icone care al Santo:
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (2)

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Il Duomo di San Donà di PiaveFede, Speranza, Carità... e Paradiso
Le tre Virtù Teologali sono raffigurate sul timpano del pronao del Duomo con le statue in cemento collocate nel 1957, a più di trent'anni dalla costruzione della chiesa parrocchiale: "Tre artistiche statue per generosa offerta di persona pia saranno finalmente collocate sul timpano dell'atrio della Chiesa. Esse rappresentano la Fede, la Speranza, la Carità." (F.P. 8/9/1957)
In preparazione all'arrivo delle reliquie di San Giovanni Bosco a San Donà proponiamo gli insegnamenti del Santo piemontese ai suoi giovani – con il linguaggio e secondo la cultura del tempo - proprio su queste tre Virtù e sulla meta finale del Paradiso:
"L'apostolo san Paolo dice che senza la fede è impossibile piacere a Dio, sine fide impossibile est placere Deo (Eb 11,6).
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (1)

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Cartolina spedita dal coad. Mauro Picchioni, uno dei primi salesiani arrivati a San Donà di Piave85 anni fa arrivavano i primi Salesiani a San Donà

85 anni orsono, il 24 settembre 1928, giorno della Festa Patronale di San Donà dedicata alla Madonna del Colera, arrivarono alla stazione ferroviaria di San Donà i primi tre Salesiani. Erano il direttore don Riccardo Giovannetto, il chierico Luigi Ferrari e il coadiutore Mauro Picchioni.

Per due anni, sino al completamento della costruzione del nuovo Oratorio, i tre religiosi vissero ed operarono nell'allora Orfanotrofio, l'attuale Casa Saretta.

Significativamente il giorno della Madonna del Rosario del 2007 si è ritrovata una cartolina del coad. Picchioni spedita ad una zia di Firenze il 13 ottobre di quel 1928, a nemmeno un mese dal suo arrivo a San Donà, in cui scriveva: "Zia carissima, ti scrivo dalla mia nuova residenza, qua mi trovo assai bene, e sono contento... Scrivimi se puoi, dandomi tue notizie: Orfanotrofio salesiano, San Donà di Piave (Venezia)... Vi ricordo al Signore e caramente vi saluto, in attesa P. Mauro".

La cronaca dettagliata dell'arrivo dei Salesiani è descritta nel Bollettino Salesiano n. 11 del novembre 1928, che riportiamo di seguito.

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