Ricordando Leandro Rizzo

Leandro Rizzo si è spento a 94 anni domenica scorsa 5 agosto. Lui e la sua famiglia hanno vissuto e costruito un pezzo di storia della nostra comunità civile e religiosa.
Sposato con la cara Antonia (che è mancata qualche anno fa) Leandro è stato papà di cinque figli, di cui una adottata. Tra le associazioni umanitarie in cui era impegnato, c’era appunto un’organizzazione per le adozioni internazionali, che lo portò con la moglie a decidere di adottare una bambina …

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Un contributo di riconoscenza

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Don Ettore Andreatti (1930-2015), direttore dell'Oratorio di San Donà tra il 1970 e il 1976In questo mese di luglio sono tornati alla Casa del Padre don Enrico Dario e don Ettore Andreatti, Don Enrico Dario, all'Oratorio di San Donà dal 1973 al 1981che hanno fatto parte della comunità salesiana del nostro Oratorio negli anni '70. Ci pare doveroso (e lo si fa volentieri) dedicare qualche riga di ricordo a questi due sacerdoti, che sono ancora nella viva memoria di molti che li hanno conosciuti a San Donà.

Don Andreatti, morto il 22 luglio a Trento, all'età di 85 anni fu direttore dell'Oratorio tra il 1970 e il 1976. Don Enrico Dario (morto il 7 luglio scorso a 80 anni) arrivò a San Donà come coadiutore salesiano nel 1973, per partire poi missionario in Bolivia nel 1981.


Don Andreatti e i fermenti dei primi anni '70

I primi anni '70 furono per l'Oratorio un periodo di transizione, con la "modernità" che bussava alle porte, le prime applicazioni del Concilio, lo scontro tra generazioni e vari altri cambiamenti della società che non potevano non influire anche sulla gestione dell'opera educativa salesiana. Leggi tutto

Attilio Rizzo, una significativa figura cristiana del ‘900 sandonatese

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Attilio RizzoSettanta anni fa, il 15 gennaio 1945, Attilio Rizzo moriva nel campo di concentramento di Mauthausen.
(Un documento dal campo di concentramento, ritrovato di recente, segnala però la data effettiva della morte al 5 gennaio)
Era nato a Villadose in provincia di Rovigo il 16 marzo 1891. E' stato una significativa figura cristiana del '900 a San Donà. A lui è dedicata Piazza Rizzo dove era situata la sua casa, ora segnalata da una lapide apposta sul nuovo edificio che sorge in quel luogo.
Giovedì 15 gennaio 2015 verrà ricordato al Centro Culturale Leonardo da Vinci alle ore 18 dai suoi figli, Leandro ed Emilio Rizzo, dalla storica Morena Biason che ne illustrerà il ruolo nella resistenza lungo il Basso Piave. Conclusioni a cura di Giovanni Rizzo, nipote di Attilio.


Attilio Rizzo (1891-1945), modello di coerenza ed energia

Attilio Rizzo fu insignito della Medaglia d'Argento, proprio come la città di San Donà di Piave, dove giunse da Rovigo nel 1919, appena terminata la prima guerra mondiale come tecnico del comune. Tenne l'incarico di geometra come dipendente comunale sino al 1923. Poi, non accettando i compromessi del neonato regime fascista, si dedicò alla libera professione. Nonostante le difficoltà economiche incontrate, la libera professione permetteva al geometra Rizzo di perseguire ciò che gli piaceva, la vita sociale e religiosa, e di dedicarsi alla poesia, passione trasmessa anche al figlio Arturo. Divenne presto amico del parroco mons. Luigi Saretta di cui divenne stretto collaboratore.
Progettò vari edifici sacri a San Donà: la chiesa di Calvecchia (1936), la chiesa del Piccolo Rifugio (1941), la chiesetta Rubinato in via Aquileia, la chiesa Ancillotto (1941) in via Noventa a San Donà.

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1944-2014 – 70 anni fa la guerra da noi (parte 3)

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Ragazzi, giovani, adulti e Salesiani all'esterno della chiesetta Zingales (1944-45)Le vicende del 1944 per molti sono pagine scritte di storia e per qualcuno magari anche racconti ascoltati; per altri ancora, appunto, vicende vissute dal vero nell'età dell'infanzia o giovinezza. Su questi ultimi scendono ancora lacrime nel ripercorrere, con la memoria, fatti e avvenimenti pur lontani 70 anni.


Sfolla l'Oratorio Don Bosco

Da quando - verso la metà di luglio - i bombardieri anglo-americani (i "pippo") cominciarono a individuare obiettivi da distruggere anche nel nostro territorio per fiaccare le truppe nazi-fasciste, i bombardamenti si susseguirono sempre più violenti nei mesi a seguire: il 3 e 29 agosto, il 23 e 26 settembre e quelli ancor più tragici ad ottobre.
Mons. Saretta, già all'inizio di agosto, cercava di mantenere un qualche contatto con la gente che ormai sempre più numerosa sfollav lontano dal centro città non più sicuro: "Agli sfollati... da S. Donà. Non poche famiglie, in seguito alle ultime incursioni, hanno abbandonato il Centro del Paese e si sono portati alla periferia o in altra parrocchia vicina, presso qualche agricoltore o dipendente (...) A tutti poi rivolgo il mio affettuoso pensiero e vi assicuro che ora vi ricorderò più di prima ogni giorno al santo altare, nel sacrificio della Messa e nella benedizione della sera, davanti al SS. Sacramento." (F.P. 6/8/1944)
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Ricollocata la Statuetta dell’Ausiliatrice nel “Capitello della Riconoscenza”

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Il Capitello della Riconoscenza restauratoNon poteva essere scelta data migliore, quella della festa della Natività della B.V. Maria, per la semplice, ma significativa cerimonia della benedizione e ricollocazione della statuetta dell'Ausiliatrice nel capitello all'incrocio tra Via Calvecchia e Via Carozzani.
Sono trascorsi quasi tre anni da quando una telefonata all'allora direttore dell'Oratorio don Alberto Maschio – la mattina dell'8 dicembre 2010 – comunicava il furto della statuetta.
Fu un gran dispiacere per i Salesiani, ma soprattutto per le famiglie che da sempre hanno curato quel capitello.
Alle 17.30 di domenica 8 settembre 2013, il neo direttore dell'Oratorio don Enrico Gaetan, alla presenza del confratello don Mario Del Rizzo e di una quarantina di altre persone, ha condotto la cerimonia, con preghiere e benedizione finale della statuetta e dei presenti. Due bambini hanno poi ricollocato nel capitello completamente rinnovato la piccola statua restaurata di Maria Ausiliatrice con il Bambino Gesù.
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I sessant’anni della chiesa dell’Oratorio Don Bosco

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Il pieghevole sulla chiesa dell'OratorioEra l'8 dicembre 1952, Festa dell'Immacolata, quando si ebbe l'inaugurazione ufficiale della nuova chiesa dell'Oratorio, la cui costruzione era iniziata nel settembre 1947 con la posa della prima pietra, con direttore don Domenico Trivellato. Il direttore che portò a termine l'opera era un altro Domenico, don Moretti.
Al freddo di un ambiente ancora grezzo e disadorno, si era celebrata la prima messa aperta ai fedeli (alle 5 del mattino...!), fra la commozione generale della gente che aveva invocato la Vergine con le parole riportate nell'immaginetta ricordo.
"Celebrata la santa messa delle 8 Monsignor Saretta accolto festosamente dalla banda, (...) preceduto dagli Scouts e da molte bandiere, entra nel magnifico tempio stipatissimo di giovani per la solenne benedizione. Al vangelo monsignore rivolge la sua vibrante e commossa parola alla gran massa di giovani (un migliaio), loda don Bosco e i Salesiani. Alle 10 solenne messa cantata con accompagnamento di orchestra di archi perché manca l'organo... Sono presenti l'architetto Brenno Del Giudice che disegnò l'altare e la chiesa, il signor Mario Moretti di Murano che regalò le lampade della chiesa ed altri benefattori..." (tratto dal volantino ricordo a cura dell'Oratorio).
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Rubata la statuetta dell’Ausiliatrice del capitello Montagner

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Capitello dell'Ausiliatrice di Casa Montagner, vuoto

Nel giorno della Festa dell'Immacolata 2010 una telefonata dei Carabinieri al direttore dell'Oratorio Don Bosco ha comunicato il furto della statuetta dell'Ausiliatrice presente nel piccolo capitello di Casa Montagner, all'incrocio tra via Carozzani e la Triestina.

Il grave fatto ci priva di un'amata immagine religiosa, che suscitava in molti l'occasione di un segno di croce; ma viene meno anche un pezzo caro e importante della storia della nostra Comunità.

Wally Perissinotto nel suo libro "Ancora un giro di giostra" scrive: "Oggi quel capitello, segnato dal tempo, ha solo alle spalle la tranquilla compagnia dei campi. La statale 14 lo aggredisce con i suoi rumori assordanti e pochi, forse, ne riconoscono il valore del passato. Eppure don Trivellato, al momento del congedo, lo aveva affidato a tutto il popolo «pregando che provveda ai necessari restauri quando il tempo e le intemperie rapinatrici l'avessero a deturpare»".

Ripercorriamo allora, di seguito, questa storia

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Consacrazione del Duomo.

La ricorrenza degli 80 anni dalla consacrazione del Duomo di San Donà di Piave cadeva significativamente nell'anno 2005 dedicato all'Eucarestia. Infatti, la consacrazione dell'edificio sacro, sabato 19 settembre del 1925, avvenne per mano del vescovo di Treviso, il beato Mons. Longhin, all'inizio delle celebrazioni del Congresso Eucaristico (21-27 settembre 1925).

"La devastazione del paese, che fino dai primi giorni della resistenza sul Piave si trovò necessariamente sotto i tiri delle nostre possenti artiglierie, si ripercosse anche sugli edifici sacri. La chiesa distrutta non ha in piedi che i muri perimetrali, tormentati e torturati dal fuoco..."

Così si esprimeva mons. A. Giacinto Longhin, il beato Vescovo di Treviso, dopo la sua visita alle macerie del Duomo di San Donà, distrutto nell'anno di guerra combattuto nel Basso Piave (1917-18).

Il parroco di San Donà, mons. Saretta, si prodigò, a pochi mesi dopo l'armistizio, per organizzare le pratiche necessarie alla sua ricostruzione. Così, già un anno dopo la fine della guerra (dicembre 1919), iniziarono i lavori di costruzione del nuovo edificio sacro. Il progetto fu affidato all'architetto veneziano Giuseppe Torres.

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