90 anni fa il Rettor Maggiore dei Salesiani incontrò mons. Saretta

Oratorio di San Donà di PiaveNel Bollettino Salesiano del luglio 1927, in un articolo scritto in occasione della posa della prima pietra dell’Oratorio (15 maggio 1927) si ricordavano gli antefatti che hanno preceduto la venuta dei Salesiani a San Donà di Piave (24 settembre 1928).
Di seguito si riporta il testo in questione, in cui si narra dello storico incontro del 1 giugno 1926 tra il beato Filippo Rinaldi, Rettore Maggiore dei Salesiani (e terzo successore di don Bosco), e mons. Luigi Saretta, che tanto si era prodigato per la venuta dei religiosi a San Donà di Piave.

Il desiderio che S. Donà avesse il suo Oratorio per l’educazione della gioventù maschile sarà presto un fatto compiuto. L’idea lanciata dallo zelantissimo Arciprete, accolta in modo particolare dai padri di famiglia, s’è impadronita dell’ambiente;

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Il Rettor Maggiore dei salesiani a San Donà

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fonte: sdb.org

Rettor Maggiore sdbÀngel Fernández Artime eletto dal Capitolo Generale 27° nuovo Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana e 10° Successore di Don Bosco arriverà nel nostro oratorio di San Donà sabato 28 febbraio 2015 alle ore 17.00.

Domenica 1 marzo sarà presente alla Festa dei Giovani (15-25 anni) al PalaArrex di Iesolo organizzata dal Movimento Giovanile Salesiano Triveneto.


Chi è Àngel Fernández Artime?

Àngel Fernández Artime è nato il 21 agosto 1960 a Gozón-Luanco, nelle Asturie, Spagna; ha emesso la sua prima professione il 3 settembre 1978, i voti perpetui il 17 giugno 1984, a Santiago de Compostela, ed è stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1987, a León.

Originario dell'Ispettoria di León, ha conseguito la Laurea in Teologia Pastorale e la Licenza in Filosofia e Pedagogia.

È stato Delegato di Pastorale giovanile, Direttore della scuola di Ourense, membro del Consiglio e Vicario ispettoriale e, dal 2000 al 2006, Ispettore (Provinciale).

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Festa dei Salesiani Cooperatori del Triveneto a San Donà

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Festa dei Cooperatori salesiani 2014All'Oratorio Don Bosco domenica 6 aprile 2014 si è tenuta la Festa dei Salesiani Cooperatori della "Provincia Veneta", che raggruppa i diversi centri (gruppi) del Triveneto.

Radunatisi da diversi luoghi di Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia e Veneto, sono convenuti a San Donà di Piave circa 140 Salesiani Cooperatori per la loro giornata annuale di riflessione, confronto e... ovviamente festa! Mentre gli adulti erano radunati per i momenti di scambio, alcune mamme intrattenevano i bambini presenti con giochi ed attività in allegria.

Don Enrico Peretti, delegato provinciale salesiano, già direttore del nostro Oratorio (1998-2004) ed ora direttore dell'Istituto Salesiano San Marco di Mestre, ha condotto la riflessione del mattino. Ha introdotto l'intervento ricordando che don Bosco è il Santo della Pasqua: è infatti l'unico canonizzato il giorno di Pasqua (il 1° aprile ricorrevano gli 80 anni dell'avvenimento) e ha ufficialmente posto la sede dell'Oratorio nella Cappella Pinardi a Torino il giorno di Pasqua del 1846.

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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (4)

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La vetrata di Don Bosco del DuomoI sogni

L'urna di San Giovanni Bosco è qui! Trasportata dalla Sicilia in aereo è arrivata mercoledì 20 novembre all'aeroporto Marco Polo di Venezia, da dove viene trasportata a Mogliano V.to, Porto Viro, Chioggia e finalmente, domenica 24 novembre, a San Donà di Piave.

In preparazione all'arrivo delle reliquie in Duomo e quindi in Oratorio proponiamo un ultimo aspetto del Santo dei giovani: i suoi sogni.

Ebbe a dire don Michele Rua, primo successore di Don Bosco: "Don Bosco nei sogni, oltre lo stato delle coscienze, annunziava cose che naturalmente non si possono conoscere con i mezzi umani... tanto più mi convinco che egli era dotato dal Signore dello spirito di profezia".

Riportiamo allora uno dei suoi sogni più conosciuti, rappresentato anche in Duomo:

Il sogno del pergolato di rose (1847)


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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (3)

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La statua dell'Ausiliatrice (Madonna La devozione alla Vergine Maria

Tra la popolazione di San Donà la devozione alla Vergine Maria è viva sin dall'antichità: già la prima chiesa del 1476 fu dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, titolo che mantiene tutt'oggi il Duomo.
Dal 1855, poi, su volere dell'allora Parroco mons. Biscaro, la Vergine viene ricordata nella festa votiva del 24 settembre come "Madonna del Colera". Maria è perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
In attesa dell'arrivo a San Donà delle reliquie di Don Bosco, ricordiamo l'aspetto della sua devozione per la Vergine. Egli diceva: "È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria". E ancora: "Divenendo madre di Gesù vero Dio e vero uomo, Maria divenne anche madre nostra. Gesù nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tale nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria."
Proprio nel nostro Duomo, dove il 24 novembre prossimo sarà trasportata l'urna, sono presenti due icone care al Santo:
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (2)

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Il Duomo di San Donà di PiaveFede, Speranza, Carità... e Paradiso
Le tre Virtù Teologali sono raffigurate sul timpano del pronao del Duomo con le statue in cemento collocate nel 1957, a più di trent'anni dalla costruzione della chiesa parrocchiale: "Tre artistiche statue per generosa offerta di persona pia saranno finalmente collocate sul timpano dell'atrio della Chiesa. Esse rappresentano la Fede, la Speranza, la Carità." (F.P. 8/9/1957)
In preparazione all'arrivo delle reliquie di San Giovanni Bosco a San Donà proponiamo gli insegnamenti del Santo piemontese ai suoi giovani – con il linguaggio e secondo la cultura del tempo - proprio su queste tre Virtù e sulla meta finale del Paradiso:
"L'apostolo san Paolo dice che senza la fede è impossibile piacere a Dio, sine fide impossibile est placere Deo (Eb 11,6).
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Omelia del Rettor Maggiore

don Pascual ChavezL’omelia di don Pascual Chávez, IX successore di Don Bosco, alla messa di sabato 26 gennaio 2013, per gli allievi del CFP don Bosco.

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“Don Bosco è amico e maestro dei giovani: e naturalmente per capire sia la sua persona sia il dono che lui rappresenta per tutti i giovani del mondo, ma anche per tanti adulti che abbiamo voluto assomigliare a lui, che abbiamo fatto nostro il suo programma di vita, le sue scelte, la sua

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