Il Messaggio di Pasqua del nostro Vescovo

“Il Signore della vita trionfa. Il nostro augurio reciproco farà risplendere solidarietà, amicizia vera, impegno di vita”

“Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa” (Sequenza di Pasqua).
L’antica sequenza che risuona nelle nostre liturgie pasquali continua a dirci il senso profondo di quanto celebriamo: nella sconfitta della croce del Venerdì santo, nel silenzio sospeso del Sabato santo, si gioca tutto il mistero del tempo, della storia, della salvezza.

Nel momento in cui gli avversari di Gesù si illudono di avere risolto il loro problema, credendo di poter tornare all’ordine del giorno di sempre, e in cui i discepoli di Gesù sono dispersi e attoniti, colpiti da una

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Dai catechisti battesimali: un libretto per il tempo di Pasqua

libretto: ‘PASQUA: UNA FESTA LUNGA 50 GIORNI Dal Triduo Pasquale alla Pentecoste’

Cari genitori,

siamo ormai prossimi alla Pasqua, festa centrale nella vita cristiana, che per la prima volta in tanti secoli di storia non potrà essere celebrata in comunità.

Anche i nostri figli hanno capito che questo è un periodo particolare: mancano la scuola, gli insegnanti ed i compagni, mancano le attività di gruppo, le occasioni di incontro, di gioco e la gioia dello stare insieme.

Non potendo andare in chiesa per celebrare comunitariamente i misteri della nostra fede, vivremo la Pasqua nelle nostre case: ogni famiglia di credenti potrà celebrarla prendendo coscienza del Battesimo, mediante il quale ogni battezzato partecipa dell’unico sacerdozio di Cristo. Nella Settimana Santa, in …

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Dai catechisti battesimali: un libretto per il tempo di Pasqua

Scarica il pdf del libretto: ‘PASQUA: UNA FESTA LUNGA 50 GIORNI Dal Triduo Pasquale alla Pentecoste’

I catechisti battesimali hanno pensato di proporre un piccolo sussidio per incontrare Gesù nella piccola chiesa domestica, che coinvolga per quanto possibile anche i bambini più piccoli di 2-3 anni. Ciascun giorno della settimana santa e delle domeniche di Pasqua può essere indicato con qualche segno particolare. Nella seconda parte del libretto troverete i disegni dei simboli pasquali della tradizione, che si possono ritagliare e colorare.

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L’omelia della domenica di Pasqua

Omelia di mons. Paolo Carnio alla Domenica di Pasqua

Da giovedì sera stiamo celebrando il mistero fondamentale della nostra fede: la passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo.
Se il patire e il morire ci sono stati abbastanza familiari e non abbiamo avuto difficoltà a comprenderli e ad entrarvi, ci è certamente più faticoso comprendere cosa significa “risorgere”. Si tratta di un’esperienza meno familiare, meno immediata, anche se non ci è estranea del tutto. Per questo anche Maria Maddalena e gli apostoli hanno fatto fatica a riconoscere che Gesù aveva vinto la morte ed era vivo, risorto! Cosa significava infatti che “non dovevano cercarlo tra i morti, perché era vivo”?
Tentiamo di fare qualche passo insieme, a partire dal brano …

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Pasqua: Non più schiavi della paura

Road to Emmaus di Michael Torevell“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano I discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo soffiò e disse loro: «Ricevete Io Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
(Giovanni 20, 19-23).

È la sera del giorno di Pasqua. I discepoli sono ancora dominati dalla paura. La vicenda di Gesù …

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L’intervento di don Marco di Benedetto all’incontro con il Gruppo Liturgico

Casa Saretta, giovedì 10 marzo 2016

 

CELEBRARE E VIVERE LA PASQUA

Introduzione
Lo scopo di questo mio intervento non è quello di offrire indicazioni pratiche su come celebrare, come cantare, come leggere nei giorni di Pasqua…ma è quello di restituire ai nostri diversi servizi alla comunità il loro senso profondo, nella convinzione che i giorni della Pasqua annuale siano i giorni più difficili per farlo e, allo stesso tempo, i giorni migliori per provarci.

Se qualcuno ci chiedesse a bruciapelo: “in cosa credi?”, come risponderemmo? Chi di noi risponderebbe: “Vieni e vedi!”, come Gesù rispose ai discepoli di Giovanni che gli chiesero “Maestro, dove abiti?”. Siamo per caso solo dei ripetitori di frasi e di formule imparate a catechismo, o …

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Il messaggio del nostro parroco per la Pasqua

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Duomo di San Donà - Resurrezione “LA MORTE DI GESÙ È LA SOLENNITÀ DEL MONDO!”

Così si esprime sant’Ambrogio in un libro sulla morte del fratello Satiro. Gesù, infatti, si è donato sulla croce per tutto il mondo e non appena per un gruppo di privilegiati. E la sua morte è una solennità perché, attraverso di essa, ha sconfitto il male e la morte per gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni area geografica, inaugurando una vita radicalmente nuova.

Questa vita nuova si chiama “vita spirituale” che, badiamo bene, non va intesa come il contrario della vita umana concreta; anzi, si tratta proprio della vita umana normale, quotidiana, vissuta però “nello Spirito di Cristo risorto”, cioè illuminata e plasmata, penetrata e condotta dallo Spirito Santo, realizzata secondo i criteri di Dio.

Quando dunque parliamo di “vita spirituale” non intendiamo appena la vita di preghiera o le pratiche devozionali, ma la vita di ogni giorno. Questa Vita nuova ha iniziato a pulsare in noi il giorno del nostro battesimo, ma ha dimostrato la sua efficacia quando abbiamo cominciato a sceglierla, imitando Gesù. E questo può essere accaduto anche molto presto, quando eravamo ancora bambini. E scegliere la vita spirituale significa scegliere la via dell’amore, del dono di sé, come ha fatto Gesù.

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Messaggio del vescovo per la Pasqua 2014

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Mons. Gianfranco Agostino Gardin"Felice come una pasqua" è il detto popolare. Non so se una "felicità pasquale" appartenga davvero alla nostra esperienza di cristiani. Nel linguaggio liturgico e nei nostri sermoni noi usiamo piuttosto l'espressione "gioia pasquale". Forse perché "gioia" sembra dire qualcosa di più interiore e più legato alla fede. "Felicità" può suonare più esteriore, o più scomposto, o più – diciamo così – profano.

In realtà c'è una grande verità cristiana in quel detto popolare che per descrivere una contentezza incontenibile la paragona a quella che scaturisce dalla Pasqua; anche se dobbiamo riconoscere che tale contentezza non sembra particolarmente evidente, di solito, nei volti di chi esce di chiesa il giorno di Pasqua. È vero che è difficile cogliere tutta la portata della risurrezione di Gesù, il suo effetto su di noi, sulla storia, sul mondo; però, siamo sinceri, spesso noi credenti di fronte all'annunzio che Gesù è risorto restiamo piuttosto freddini, e sembriamo quasi dire: va be', si sa! Oppure abbiamo l'aria di chi dice: buon per lui, se è risorto; per noi la vita resta grama e il futuro incerto, e tanti problemi quotidiani rimangono irrisolti.

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Pasqua 2014: L’augurio del parroco

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Resurrezione - Sandro BotticelliUNA VITA NUOVA DA TESTIMONIARE CON GENEROSITÀ

Il mondo del commercio sembra avere meno appigli con la festa di Pasqua rispetto al Natale. Infatti, non vediamo molti segni nelle vetrine dei negozi che richiamino in qualche modo questa solennità della nostra fede. Certo, qualche segno compare: le colombe, le focacce, le uova di cioccolato, ecc., ma non sono invasivi come quelli che spuntano in occasione del Natale. D'altra parte la Pasqua è una ricorrenza un po' più impegnativa del Natale, è meno manipolabile!

Questa maggiore sobrietà nel mondo del commercio permette a noi cristiani di lasciarci distrarre un po' meno, di concentraci sul grande mistero di cui la Pasqua fa memoria: la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Il mistero fondamentale della nostra fede! Tutto infatti parte da qui, tutto parte da quell'annuncio incredibile che dal mattino di Pasqua di duemila anni fa si è diffuso nel mondo intero: Gesù, il crocifisso, è risorto! La tomba è vuota. Il suo amore è stato più forte del male e della morte!

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Quaresima tempo propizio di cammino verso Dio

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Il desertoIl digiuno nel tempo di Quaresima, assieme alla preghiera e alla carità, ci aiuta a camminare - disponibili e liberi - nella fede.
Nelle riflessioni che seguono si fanno delle proposte concrete di digiuno (da ciò che ci rende schiavi e tristi) per questo tempo quaresimale.

Il nostro secolo ha l'ossessione delle diete, ma non conosce più il digiuno, perché il digiuno non è faccenda di calorie o di dimagrimenti, ma ha a che fare con un altro cardine della buona vita: la temperanza. Il digiuno è educazione dei desideri, delle passioni, del cuore, dello spirito, dell'intelligenza. Il digiuno e la temperanza per essere apprezzati e poi coltivati hanno bisogno di persone capaci di vedere dei valori in cose che si chiamano limite, moderazione, sobrietà.
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