Presentato il libro sui 90 anni dello scoutismo sandonatese

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La copertina del libroÈ stato presentato domenica 23 novembre 2014, nella sala teatro dell'Oratorio Don Bosco, il libro "Storia dello Scautismo Sandonatese dalle origini ai giorni nostri", in cui si raccontano con testo, ma soprattutto con centinaia di foto, i 90 anni degli scout a San Donà: un vero e proprio "album di memorie visive", come lo definisce don Guerrino.
In realtà, più che in una semplice presentazione del libro, la mattinata si è trasformata in una festa del movimento scoutistico sandonatese, rappresentato da più generazioni (presenti anche alcune delle prime Guide che iniziarono il gruppo femminile sandonatese dell'AGI nel 1947!). Sotto il porticato esterno sono stati predisposti dei pannelli con numerose foto delle varie attività.
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La route nazionale rover e scolte “Strade di coraggio” a San Rossore

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Route Nazionale rover e scolteFonte: Diocesi Treviso

La lunga attesa dei rover e delle scolte dell’Agesci di tutta Italia è finita. La route nazionale, che porterà a San Rossore (PI) dal 7 al 10 agosto ben 30 mila giovani tra i 16 e 21 anni, è alle porte. dalla nostra diocesi saranno oltre un migliaio i giovani che, accompagnati dai loro capi e assistenti ecclesiastici, prenderanno parte a questo grande evento sul terma “Strade di coraggio - Diritti al futuro”. Sarà la terza edizione, dopo quella del 1975 a La Mandria, in Piemonte, che teneva a battesimo la nuova associazione nata nel 1974 dall’unione di Asci e Agi (i rami maschile e femminile dello scautismo italiano) e quella del 1986 a Piani di Pezza, in Abruzzo, che chiudeva idealmente la buia pagina della storia italiana che ha preso il nome di “anni di Piombo”. Ora la route 2014, affronta il tema del coraggio in questo passaggio delicato in cui l’Europa sembra avviarsi all’uscita della terribile crisi economica. “L’associazione negli ultimi anni si è a lungo chiesta come vede il mondo un ragazzo di 16-20 anni che da sei anni sente parlare di crisi – spiega Valerio Vendrame, incaricato regionale per rover e scolte – I ragazzi così si sono preparati leggendo la realtà attraverso il filtro del coraggio e hanno compiuto alcuni gesti concreti".
 
89 campi mobili in Veneto.
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Thinking day a San Donà di Piave

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Thinking day 2014 per gli Scout, Giornata del pensiero, appuntamento unitario per i gruppi scout delle parrocchie di S. Donà di Piave.

Clicca qui per ascoltare l'omelia di don Matteo Volpato alla S. Messa delle 11.30 in Duomo.

Questo il testo dell'omelia, dal blog di don Matteo:

"Pare davvero di avere tutta l’America davanti da quella collina verde nel centro di Washitngton.
E’ il Campidoglio, sede del congresso degli USA: da li J.F.K., appena nominato presidente, pronunciò nel ’61, uno dei suoi discorsi più memorabili. Le parole conclusive son passate alla storia: “Non chiedetevi cosa il vostro Paese possa fare per voi.. ma cosa voi possiate fare per il vostro Paese.”
Anche se magari non le avete mai sentite, penso che stamattina voi scout le abbiate messe in pratica. Era per certi versi, la provocazione che il nostro sindaco Andrea aveva lanciato.
Si cercava un impegno concreto per alzare il nostro sguardo dall’ombelico e ricordarci del bene comune, educandoci ad una cittadinanza più attiva e consapevole.
Per dirla con don Milani all’“I care” o con don Puglisi al credere che “se ognuno fa qualcosa”..
I 4 gruppi scout della città hanno risposto sul serio: ecologia e raccolta differenziata, ridipingere i muri dello stadio, fare la mappa delle barriere architettoniche da abbattere in città. Modi concreti con cui bambini, ragazzi e giovani hanno detto assieme “ci pensiamo noi”, stimolati a sporcarsi le mani, sentendosi a casa propria nella nostra città.


Credo sia bello ricordarlo oggi per almeno tre motivi:
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La Carta di comunità del Movimento adulti scout cattolici

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Carta di comunità del MASCIM.A.S.C.I. Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani di SAN DONA' DI PIAVE
Via del Campanile n. 5 San Donà di Piave - Venezia

Carta di Comunità (Download: Carta di comunità in PDF)

La CARTA DI COMUNITÀ è il documento in cui si riconoscono tutti i componenti della comunità stessa.
La Comunità MASCI di San Donà di Piave prende il nome di "COMUNITÀ MASCI SAN GIORGIO", richiamandosi alle qualità del Santo: responsabilità, senso del dovere, devozione al proprio compito, cuore coraggioso, animo nobile, dedizione nell'aiuto del prossimo.

PREMESSA

La Comunità MASCI di San Donà di Piave si è costituita il 28 maggio 1986 e la prima Carta di Comunità è stata approvata dalla Segreteria nazionale MASCI in data 4 settembre 1989. Sono passati molti anni da allora e c'è la necessità di un aggiornamento e di una sua migliore definizione, ribadendo il credo nei valori della Legge e della Promessa scout, nel pieno rispetto dello Statuto, del Regolamento e del Patto Comunitario del MASCI.

La carta di comunità è inoltre testimonianza della grande sintonia e fratellanza che unisce tutti i componenti che con questo documento intendono sancire e confermare il loro desiderio di vivere insieme lo scautismo in spirito fraterno e solidale, alla luce della parola di Cristo.

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Educatori in grado di “narrarsi”…: Convegno Nazionale Scout sulla Fede

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 Convegno Fede 2013 (fonte Agesci.org)

"Voi chi dite che io sia?" questa è la domanda che ha fatto riunire a convegno circa 2500 Capi Scout adulti tra Trento, Loreto e Catania nei giorni 15, 16 e 17 novembre; scopo dell'incontro era ragionare sui passi fatti dall'Agesci nell'ambito dell'educazione alla fede, confrontandosi su difficoltà e nuove sfide emergenti.

Ritrovarsi assieme è già stato di per sé una sensazionale esperienza di chiesa: laici, religiosi e sacerdoti che assieme, in modo corresponsabile e complementare fanno del loro meglio per educare. Nulla, al giorno d’oggi, di più trasgressivo e necessario. Adulti che s’impegnano a educare loro stessi prima di educare gli altri. Sia questa, per caso, una strada profetica per cominciare a levarsi di dosso quella crisi culturale, umana e sociale che respiriamo?

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Il Vajont 50 anni fa…

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La statua della Madonna Immacolata nell'attuale chiesa parrocchiale di LongaroneLa tragedia del Vajont, consumatasi 50 anni fa, ha in qualche modo "legato" nel suo dramma le comunità presenti lungo il corso del Piave da Longarone alla foce.
Nella limpida notte del 9 ottobre 1963, alle ore 22.39, un'immensa frana compatta con il profilo ad "M" si staccò dal Monte Toc, precipitando sul sottostante lago artificiale del Vajont. Le tre enormi onde d'acqua e detriti che si sollevarono causarono più di 1900 vittime: una delle tre si riversò nella valle del Piave.
Dopo 18 ore, il giorno 10 ottobre, tutto ciò che l'acqua del Piave trasportò a valle arrivò nel Basso Piave. Tra i vari detriti c'era anche la statua lignea della Vergine Maria, custodita nella chiesa parrocchiale di Longarone: fu trovata incagliata al ponte di barche di Fossalta di Piave e quindi recuperata da W. Zamuner. (leggi la storia)
La statua fu in seguito trasportata in processione a Longarone. La sera del 9 ottobre 1982 la statua della Patrona fu collocata nella posizione che già le apparteneva ed è tuttora conservata all'entrata della nuova e moderna parrocchiale.

Gli scout di San Donà a Longarone

Il salesiano don Ottorino Cariolato, allora assistente del gruppo scout maschile (l'ASCI, che nel 1974 fu unito all'AGI femminile per creare l'attuale AGESCI) dell'Oratorio di San Donà, era stato contattato dalla Casa Madre di Verona delle suore cui apparteneva sua sorella, che aveva lasciato Longarone assieme alle consorelle, intuendo in anticipo la portata dell'evento che poi si consumò.
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Le Collaborazioni pastorali – Nuova forma di cammino tra parrocchie dello stesso territorio

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> La Collaborazione pastorale è "una forma stabile di collaborazione tra più parrocchie, chiamate a vivere un cammino condiviso e coordinato di comunione, attraverso la realizzazione di un preciso progetto pastorale". Leggi tutto

Provare a lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato!

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Ecco il sogno di Baden Powell, fondatore dello scoutismo nel mondo, ormai 105 anni fa. Per questo aveva in mente un certo tipo di società, costituita da un certo tipo di persona... Essere scout significa condividere questo sogno e cercare di fare la propria parte per essere buoni cittadini e buoni cristiani.

Il nostro gruppo "San Donà 1" (assieme agli altri tre) da decenni ormai cerca di vivere questa dimensione in e per la città, a partire da quella fucina di valori ed esperienze cristiane che é il nostro Oratorio don Bosco.

Anche questa estate sono state tante le iniziative scout e non é facile raccogliere le tante idee ed emozioni vissute durante i due campi ai quali ho partecipato come capo e assistente. Due settimane trascorse totalmente immerso nel Creato, sia esso inteso come "natura", donataci da Dio, sia come Sue creature...cioè alcuni dei nostri giovani, letteralmente inzuppato, assieme ad altri quattro nostri capi, dei loro sogni e dubbi, desideri e bisogni, dei loro progetti e paure. Bellissimo. Inebriante.

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Ricordando il novembre 1966

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Alluvione del 1966a San Donà. Foto di Angelino e Filiberto Battistella

Mentre il pensiero e la preghiera vanno per le persone morte e le popolazioni colpite nelle recenti alluvioni di Genova, Cinqueterre e Lunigiana, teniamo desta l'attenzione perché ci sia una migliore gestione del nostro territorio.

Ricorre quest'anno, proprio in questi giorni, il 45° anniversario dell'alluvione che nei giorni dal 3 al 6 novembre 1966 colpì più di seicento comuni d'Italia. Gli eventi maggiormente ricordati saranno l'allagamento di Firenze e la storica acqua alta di Venezia.  Anche il territorio di San Donà, il cui Patrono, San Donato, Vescovo di Arezzo, è significativamente il Protettore dalle alluvioni, fu colpito dall'evento.

In quei giorni del novembre 1966 vennero allagati quasi 35.000 ettari (circa il 60 % della superficie) del "Basso Piave". Molte zone a quota più bassa rimasero sommerse per più di un mese. Tra il 4 e 5 novembre, il 53% del territorio nord orientale del Comune di San Donà veniva sommerso dall'acqua di colma dei collettori di bonifica Grassaga, Bidoggia e Navigabile. Vennero evacuate 950 abitazioni, con una punta massima di quasi mille profughi e sfollati.

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“Chi è il mio prossimo”: prima viene la relazione.

Sono ormai venti i giovani di gruppi scout o di Azione cattolica che hanno prestato servizio al Piccolo Rifugio di San Donà nell'ambito dell'iniziativa "Chi è il mio prossimo", il progetto di educazione e di pratica del servizio proposto dalla Caritas di Treviso è arrivato al decimo anno di esperienza.

L'aspetto positivo sta nel fatto che di questi venti, sono stati ben sette i ragazzi che hanno condiviso le loro giornate con gli ospiti del Piccolo Rifugio nell'anno scolastico appena concluso: Mara Paneghel ed Aurora Bellinaso, Giulia Marcuzzo, Emiliano Roccomani e Federico Fortunato presso la comunità residenziale, Beatrice Belluzzi e Francesca Pavan al centro diurno.

Da quanto si legge nella newsletter informativa realizzata dal Piccolo Rifugio, a ciascuno sono stati proposti servizi pratici diversi, affiancando gli ospiti.

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Anniversari del movimento scout sandonatese: l’AGESCI e il MASCI

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Processione delle Palme 14 aprile 1962Ricorrono quest'anno due importanti anniversari per il "movimento scout" sandonatese: il 65° della rifondazione del gruppo maschile dell'ASCI, dopo la soppressione del periodo fascista, ed il 25° di fondazione del Movimento Adulti Scout Cattolici italiani (MASCI).

Ripercorriamo allora qualche tappa delle storia dello scoutismo maschile e femminile sandonatese, costituito agli inizi dall'ASCI e dell'AGI, confluiti poi nell'AGESCI.

 

Il gruppo maschile: l'ASCI

L'esperienza degli scout a San Donà di Piave fu avviata da Celeste Bastianetto (1899-1953) nei primi anni '20 del Novecento, con l'ASCI (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana - Gruppo Esploratori Cattolici), poi sciolta nel periodo fascista. Durante il secondo conflitto mondiale gli Scout avevano funzione di collegamento con i comandi militari, svolgendo compiti di sostegno come infermieri, cuochi, portantini ecc.

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La relazione al centro – Riflessioni per un nuovo contesto educativo

Il Movimento degli Adulti Scout di San Donà (Masci)  e i gruppi Scout AGESCI, in occasione dei festeggiamenti per il 25° e 65° della loro fondazione a San Donà, hanno deciso di proporre a tutta la cittadinanza un approfondimento sul tema dell’educazione.

«Abbiamo posto l’attenzione sull’atteggiamento che meglio può esprimere il nostro gusto per “l’opera più bella e rinvigorente che possa toccare in sorte a una persona, quello cioè di costruire una nuova e migliore generazione di cittadini per il nostro Paese” (B.-P. da Life’s snags and how to meet them 1927): la relazione, con uno sguardo che cerca di cogliere nelle dinamiche interpersonali una risposta a quelle emergenze che coinvolgono giovani e adulti …

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Ecco il “mio prossimo”

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CaritasBelle esperienze di volontariato grazie ad un progetto Caritas
Per Aurora e Mara “il mio prossimo” non è un concetto astratto o una formula imparata a catechismo.
Per Aurora il “prossimo” è Alessia, che non può né muoversi né parlare. Per Mara invece è Margaret, che ama essere aggiornata sull’attualità.
Alessia e Margaret sono due ospiti del Piccolo Rifugio di San Donà di Piave. Aurora Bellinaso e Mara Paneghel invece sono due studentesse di II B, quarto anno di classico al liceo Montale della città. Aurora è anche scout, fa parte del clan del gruppo Agesci San Donà 1 che ha sede presso l’oratorio Don Bosco.

Due ragazze che hanno scelto di partecipare al progetto “Chi è il mio prossimo?” organizzato dalla Caritas diocesana di Treviso, che dal 2001 propone ai giovani tra 17 e 25 anni, nei vicariati di Treviso e San Donà, un servizio a chi ha più bisogno da portare avanti con costanza. Oltre a loro anche altri giovani partecipano a “Chi è il mio prossimo” e sono presenti ogni settimana al Piccolo Rifugio.
Aurora e Mara hanno iniziato l’avventura del volontariato a gennaio 2010 e arrivano al Piccolo Rifugio ogni mercoledì, verso le 16, per fermarsi un’oretta e mezza.

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