Alla Festa di San Pietro di 50 anni fa…

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Prima S. Messa di P. Sergio Sorgon... Si tenne a San Donà la prima Messa solenne di p. Attilio di San Giuseppe, al secolo P. Sergio Sorgon, ordinato sacerdote nella Basilica di San Marco dal Patriarca Urbani il 30 marzo. In quel sabato 29 giugno 1963, festa di San Pietro, il novello sacerdote carmelitano scalzo, originario di Fiorentina, concelebrò nel Duomo assieme a mons. Angelo Dal Bo, assistito dai confratelli Alberto Tonetto, Marcello Sorgon e dall'altro cugino Gino Sorgon.
Predicò p. Emilio, superiore carmelitano: le sue parole, a distanza di anni e dopo la morte del missionario carmelitano, risuonano quasi di profezia... (clicca per ascoltare)

L'indomani, domenica 30 giugno, il card. G.B. Montini veniva incoronato Papa in Piazza San Pietro. Nello stesso giorno p. Sergio celebrò la sua prima Messa nella chiesa di Fiorentina, sua comunità natale, e ricordò alla predica la felice coincidenza.
Così come quella del superiore il giorno prima in Duomo, anche le parole di p. Sergio a Fiorentina ebbero il sapore della profezia: "Non ignoro che la mia missione sacerdotale, come ora conosce il momento della gioia, così in seguito e forse in misura più abbondante potrà assaporare il calice dell'amarezza. Con la forza però che umilmente imploro da Cristo, affronterò, se Lui lo vorrà, e berrò fino all'ultima goccia il calice dell'amarezza, fiducioso che anche il mio sacrificio, unito a quello di Cristo, sarà più fecondo e più utile alle anime".
Cinque anni dopo p. Sergio Sorgon ricevette da Papa Paolo VI il crocifisso del mandato missionario. Partì quindi per il Madagascar nel giugno 1969 assieme a p. Gino Pizzuto (raggiunti poi da p. Angelo Doriguzzi): furono i pionieri delle missioni carmelitane in Madagascar.

Il crocifisso ritrovato
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Sant’Antonio di Padova (1195, Lisbona-1231, Padova)

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La vetrata del miracolo di Sant'Antonio e in basso il ritratto di p. Sergio SorgonSi chiamava Fernando ed era nato a Lisbona (Portogallo) nel 1195, da nobile famiglia. Giovanissimo era entrato tra i canonici regolari di sant'Agostino di Coimbra ed acquisì una notevole cultura in campo biblico, teologico, filosofico e scientifico. Ordinato sacerdote, tutti ponevano in lui le più belle speranze.
Fernando rimase profondamente scosso assistendo ai funerali di cinque umili Frati Minori, inviati in Marocco da Francesco, che erano stati uccisi dai maomettani. Decise allora di prendere il loro posto. Entrato nell'Ordine Francescano, prese il nome di Antonio e partì missionario per le coste africane.
Una violenta bufera lo costrinse invece ad approdare in Sicilia da dove, dopo aver predicato alcuni mesi, decise di raggiungere Francesco ad Assisi.
Lì, partecipò silenziosamente al capitolo generale e si affidò al provinciale francescano dell'Emilia Romagna, che lo portò con sé. Dapprima visse in un eremo nei pressi di Forlì, impegnato in cucina, finché fu invitato a predicare durante un'ordinazione sacerdotale, non avendo trovato nessun altro.
Scoperte così le grandi doti di scienza e di oratoria possedute da Antonio, i confratelli lo costrinsero a predicare nei principali centri del tempo. Iniziò allora a pellegrinare a piedi, per l'Europa e l'Italia, a predicare. Fu così il primo dei francescani ad insegnare teologia ai confratelli.
Si stabilì a Padova nel 1227 e vi morì nel 1231: è compatrono della città assieme ai santi Prosdocimo, Giustina e Daniele.

È tra i Santi più popolari e maggiormente presente - assieme alla Vergine Maria - nei capitelli (dove viene raffigurato con il Bambino Gesù in braccio) del nostro territorio, nonchè il protagonista di due vetrate del Duomo di San Donà.

La vetrata destra dell'Altare di Sant'Antonio
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P. Marcello Sorgon: “Torno anche per condividere l’esperienza missionaria”

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P. Marcello Sorgon, carmelitano scalzo, dal 1973 in MadagascarP. Marcello partì per il Madagascar 40 anni fa, con il quarto gruppo missionario dei Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta: i primi tre padri (tra cui il confratello e cugino p. Sergio Sorgon) arrivarono nell'"Isola rossa" nel 1969.
Dopo due anni è rientrato in Italia per un consueto breve periodo di riposo, in cui approfitta anche "per sensibilizzare e condividere l'esperienza missionaria".
P. Marcello Sorgon ha incontrato volentieri il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" nella nuova sede ricavata nei locali rinnovati al piano terra della casa parrocchiale, lunedì 27 maggio scorso.
"L'importante non è il fare, ma il vivere la missione: chiamata e missione fanno parte della vita cristiana." Racconta di un Paese in cui stanno aumentando i poveri: lo si vede dalle sempre più numerose persone che nei dintorni della capitale vanno a rovistare nelle discariche; sono molti i funerali di persone giovani e pochi arrivano alla vecchiaia.
Se a livello sociale si sta peggiorando, la Chiesa cattolica invece, pur con le sue difficoltà, sta camminando bene e non mancano le vocazioni...

La fede cristiana in Madagascar
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