Adulti nella fede: Dori Dus racconta il suo cammino di fede

Ripubblichiamo un articolo del 25 Gennaio 2012 quando il Consiglio pastorale parrocchiale ha invitato Dori Dus a raccontare il suo percorso di fede.

Un percorso di fede in continuo divenire.

Ringrazio per l’invito rivoltomi a partecipare alla riunione del Consiglio pastorale parrocchiale.
Superando il disagio causato dalla mia “povertà” e “fragilità”, in me sempre presenti, mi pongo dinanzi a voi con semplicità, cercando di rispondere alla domanda: com’è maturata la mia fede?
Una esigenza profonda mi è stata sempre …

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Mistica – mistici

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> 15 febbraio 2013

Don Divo BarsottiIn questi giorni la decisione di Papa Benedetto XVI ci induce a dedurre: Papa Benedetto XVIè il mistico che si fa monaco, la sua decisione parla.

Il 15 febbraio 2006 moriva il mistico del novecento, così dichiarato dagli studiosi, padre don Divo Barsotti, fondatore della Comunità dei Figli di Dio.

Due mistici: Benedetto XVI e don Divo Barsotti, la parte più profonda della struttura intrinseca dell'uomo che non si può sottacere, omettere, alfine di non cadere nel nulla della propria esistenza.

I due mistici sono entrati nella mistica vera: ascolto della propria profondità.

Sotterrarla, la mistica, è impossibile, continuamente scuote, perché è Persona, Dio Unico che ama la creatura da Lui creata a Sua Somiglianza, dotata di intelligenza, di capacità di discernere e di volontà.

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Dalla festa dell’Assunta alla festa di Maria Bambina

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Scoprire, riscoprire la Bellezza dell'Assunta al Cielo: si viene ad una maggiore intuizione, comprensione della Sua Bellezza splendida unica. Si può intuire la Sua Bellezza allorchè la contemplazione umile, semplice si fa sbalorditiva.
L'uomo creato da Dio "a Sua Immagine e Somiglianza" (Gn. 1,27) usufruisce dell'intelletto per conoscere, del discernimento per vedere con gli occhi, o con la mente, della libertà di scegliere; prerogative per l'uomo essere pensante, a differenza dell'animale che agisce per istinto. Essenziale per la creatura umana vivere con il cosmo, con se stessi e con gli altri è la pace, esigenza primaria: se non arriva a questa comprensione l'uomo è infelice, può dichiararsi un fallito: deve farsi cercatore di senso della vita.
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La comunicazione interiore nel frastuono della società odierna

Conferenza di p. Stefano Albertazzi per il trentennale dell'AIART di San Donà di Piave
San Donà di Piave, 18 marzo 2010
(fonte: www.aiart.org)

1. Premessa
Ringrazio i membri dell'AIART di San Donà di Piave per l'invito che mi avete rivolto, in particolare nella persona di Dori Dus, e tutti voi presenti. Cercherò di essere breve e il più possibile fedele al tema che mi è stato affidato.

Parlare di comunicazione interiore significa innanzitutto presupporre che esiste un uomo interiore e un uomo esteriore. Il dato non è così scontato come sembra. Ognuno di noi, cioè, non è solo quello che vedono gli altri, quello che appare all'esterno: in ogni uomo esiste anche un'interiorità, che c'è, ma che non si vede e non si tocca.

Dovremmo essere tutti d'accordo - spero che voi siate d'accordo con me - nell'affermare che questo uomo interiore è il cuore e il fondamento dell'uomo esteriore. Nei nostri giorni questo rapporto sembra essersi però rovesciato: l'uomo dà l'impressione di essere come bloccato, incollato all'esteriorità e sembra aver perduto la capacità di leggere dentro quello che vede, di saper andare oltre quello che vede. Ciò che conta, ciò che vale è prima di tutto ciò che si vede, ciò che si tocca, che si sperimenta attraverso i sensi. Noi sappiamo bene che non è così: sappiamo bene che ognuno di noi è molto di più di quello che mostra - o che può mostrare - agli altri.
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