La Chiesa mistero e testimonianza. A confronto con la lettera agli Efesini
vv. 11-14 Un disegno che deve raggiungere tutti.
v. 11 – L’elezione funziona proprio come indirizzo, sollecitazione incessante, affinché l’uomo entri in questa maturità appagante, realizzando il progetto voluto da Dio amorosamente. Già dai vv. 4-10 l’apostolo elenca l’azione risanante di Dio in favore dei cristiani dall’inizio del mondo fino alla fine dei tempi.
Ora, nei vv. 11- 14, Paolo focalizza questa azione su due categorie: l’ebreo prima, il pagano poi.
Educati dalle promesse di Dio, conosciute mediante lo Spirito, i primi hanno sperato una vita divina (gloria) ricevuta proprio aderendo a Cristo (vv. 11-12). I secondi, (vv. 13-14) accogliendo il Vangelo non solo come promessa ma sperimentandone la sua forza nello Spirito (v. 14), riceveranno in anticipo i valori e la vita che vivranno pienamente nel futuro.
L’azione dello Spirito “segna” il movimento di crescita con un anelito insopprimibile e stimola quelle realtà che già ora viviamo, (anche se in uno stato iniziale) e che un giorno godremo in tutta la loro pienezza.
«La speranza, dice U. Vanni, attende dal futuro solo una maggiorazione del presente» (L’ebbrezza dello Spirito, pag. 135).


