Breve storia dell’Azione Cattolica in Italia e a San Donà
Nell’ottobre del 1980, in un incontro avvenuto nelle sale del Piccolo Rifugio, è proposta la formazione del gruppo giovani della parrocchia per dare continuità formativa a coloro che già avevano vissuto l’esperienza del CDM ’77 e CDM ’78 (giovani di terza e quarta superiore). Questo gruppo non si propone come esplicitamente di Azione Cattolica, ma al suo interno raccoglie singoli aderenti, provenienti specialmente dalle fila degli animatori di ACR. Il gruppo è suddiviso in tre aree di attività, scelte dai giovani secondo la loro preferenza formativa: un gruppo liturgico, un gruppo culturale e un gruppo missionario, tutti con sede all’ultimo piano delle sale parrocchiali della canonica. Ogni due settimane si fa attività formativa unitaria, nella settimana libera attività pratica. Il gruppo liturgico si occupa della preparazione di momenti religiosi come le processioni e l’animazione di una messa domenicale (quella delle 11.30, mentre la messa delle 10.30 è frequentata dall’ACR). Nel 1982 si fa inoltre promotore di un’indagine conoscitiva riguardante i frequentatori delle messe parrocchiali. Il gruppo culturale riflette, invece, sulle realtà socio-politiche e culturali. Ha realizzato anche un recital sulla Passione di Cristo e una ricerca sull’Istituto Saretta nell’ambito del programma pastorale “Condizione giovanile e carità evangelica” (nell’anno associativo 1987-88). Il gruppo missionario, infine, cura la formazione e l’animazione missionaria in parrocchia e mantiene i rapporti con i nostri missionari nel mondo. I tre “settori” sono coordinati da un gruppo di collegamento formato dall’assistente, don Giorgio Piva, dai tre animatori e da alcuni giovani provenienti dai rispettivi ambiti formativi.
Nel frattempo per i giovanissimi di prima e seconda superiore si va strutturando una proposta formativa sempre incentrata attorno al nucleo forte della comunione di maturità, celebrata in prima superiore. La sede è l’Istituto Saretta, poi rinominata Casa Saretta. Il gruppo giovanissimi, che ha come assistente don Edmondo Lanciarotta, non è esplicitamente un gruppo di AC: solo una parte degli animatori vi aderisce, ma l’offerta associativa è ad ogni modo rivolta a tutti. Come attività di Azione Cattolica è proposta la partecipazione agli incontri diocesani e zonali (prima dei vicariati c’erano le zone, molto più grandi dei vicariati attuali, e come centro di zona si frequentava Ponte di Piave). In questi anni gli animatori dei giovanissimi periodicamente riflettono sull’opportunità o meno dell’adesione all’Azione Cattolica e i pareri sono notevolmente difformi. Si sente forte l’esigenza di dare un’identità più precisa al gruppo giovanissimi. In questo gruppo, inoltre, si va formando un’attenzione particolare all’inserimento di ragazzi con disabilità mentali o fisiche e molti disabili frequentano tutte le attività dell’associazione. Nel febbraio 1984 la partecipazione al gruppo giovanissimi è ampliata fino alla terza superiore, posticipando l’entrata nel gruppo giovani; nel settembre dello stesso anno si stabilisce che la Comunione di Maturità sia proposta ai ragazzi di seconda superiore (come è attualmente). Ma il 1984 è anche l’anno in cui l’AC sandonatese avverte la necessità di una più stretta collaborazione fra animatori ACR del Duomo e quelli dell’Oratorio. Anche la preparazione alla comunione di maturità portava a frequenti scambi ed incontri con i gruppi giovanissimi dell’ADS (Amici Domenico Savio) e AC dell’Oratorio, di Fiorentina e di Palazzetto, con la partecipazione di animatori dell’ADS alle attività dei gruppi del Saretta, rendendo la comunione di maturità un momento di unità nel panorama giovanile sandonatese. Si discute, inoltre, sull’inserimento a tutti gli effetti del gruppo giovani nell’Azione Cattolica per una migliore possibilità formativa.
Tutti questi dibattiti hanno una soluzione nel triennio 1986-1989, con la presidenza parrocchiale di Walter Pavan. Si dà avvio, infatti, in questi anni alla riorganizzazione della struttura dell’Azione Cattolica con la formazione di un consiglio di AC unitario Duomo – Oratorio che coordini l’attività generale dell’associazione, definita e condotta comunque poi dai rispettivi consigli di AC delle due sedi con modalità di ampia autonomia. Viene stilato un accordo tra i responsabili delle due sedi alla presenza del presidente diocesano, Dino Boffo: “Indicazioni particolari per l’Azione Cattolica che opera nella parrocchia Duomo di San Donà”. L’accordo prevede la creazione di un Consiglio di Presidenza unitario, formato dai membri dei due gruppi di coordinamento eletti nelle singole sezioni del Duomo e dell’Oratorio con l’obbligo di riunione due volte l’anno e in caso di necessità. In particolare, compito del Consiglio unitario è ricercare il modo di attuazione nella realtà sandonatese dei programmi proposti a livello nazionale e diocesano, determinare le parti da attuare in comune tra le due sezioni e informarsi reciprocamente sulle particolari attività di sezione, costruire forme di collaborazione con l’AC delle altre parrocchie della zona pastorale.
Nei consigli AC di questi anni è molto presente la necessità di dare identità agli aderenti, cercando di favorire il completamento del percorso formativo in tutti i settori dell’associazione, compreso il gruppo giovanissimi. Si inizia a pensare alla formazione di un gruppo giovani-adulti con proposte per fidanzati, coppie, lavoratori. Si prospetta la rifondazione di un gruppo di adulti di AC, già presenti ed attivi in parrocchia, ma con un’identità associativa non ben riconoscibile.
Le parole d’ordine dell’AC di questo periodo sono: identità e comunicazione. Nascono, quindi, iniziative come i giornalini associativi, segni di appartenenza come i foulard viola/verde per giovanissimi e giovani (con il viola che simboleggia la santità e il verde la gioventù), la promozione di scuole di formazione per animatori e convegni per adulti per approfondire l’identità ministeriale dei laici. Sul piano parrocchiale c’è grande attenzione per il sinodo diocesano e la sua attuazione nella realtà locale.
Nell’autunno 1988 viene avviato il gruppo 17-18enni (la quarta superiore) individuato come momento formativo di passaggio verso il gruppo giovani in cui sviluppare l’attenzione al servizio, maturazione di una scelta più personale per assumersi un impegno concreto nel territorio. Inoltre, prende vita un gruppo ACR specifico per i 6-8 anni e finalmente decolla il gruppo giovanissimi che aderisce in maniera esplicita all’AC come progetto formativo.


