Duomo di S. Donà di Piave

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S. Maria delle Grazie – Diocesi di Treviso

20 Settembre 2026

Contenuti del sito

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Associazioni

Breve storia dell’Azione Cattolica in Italia e a San Donà

A San Donà, da qualche anno, è attivo come arciprete mons. Saretta, già assistente ecclesiastico della Gioventù Cattolica Trevigiana dal 1910 al 1915.

Attorno agli anni Venti operano a San Donà varie associazioni parrocchiali, che si riuniscono una volta la settimana: le Donne Cattoliche il giovedì, gli Uomini Cattolici la domenica pomeriggio come le Madri Cristiane, i più giovani (Fiamme tricolori e Beniamine, Aspiranti, Pre-Ju e Giovanissimi/e) la domenica mattina «dopo la messa terza» o «Messa del fanciullo». Tutte le associazioni sono dotate di una propria bandiera e di un assistente spirituale. Per opera del dott. Pietro Perin, poi, nasce la Lega dei Padri di Famiglia, la cui fondazione è ufficializzata il 2 gennaio 1921 e che confluisce in seguito nell’associazione uomini di Azione Cattolica (fondata a San Donà l’anno successivo). Attive ugualmente, ma con meno clamore, sono anche le Donne Cattoliche, la cui prima riunione è in data 13 gennaio 1921 e che hanno come coordinatrice la moglie del dott. Perin, Emma. Lucia Schiavinato (1900-1976), invece, promuove la costituzione della gioventù femminile di Azione Cattolica. Ne è animatrice fervida, convinta, instancabile. È stata presidente parrocchiale e zonale di AC. Dalla sua iniziativa nascono opere come la Protezione della giovane, le Conferenze di San Vincenzo, le unioni professionali femminili della stampa, delle missioni. Più tardi (1935) darà vita alle Volontarie della Carità che continuano la sua opera nei Piccoli Rifugi che essa stessa ha fondato. Sotto il suo impulso, l’AC si è impegnata nelle necessità pastorali, materiali, organizzative di cui S. Donà abbisogna dopo la I guerra mondiale. Infatti, le giovani di AC trovano in lei la guida per aiutare negli sgomberi e pulizia delle case, la cura delle malattie come pellagra e malaria. Come presidente di AC i suoi interventi non si esauriscono solo nella preparazione religiosa delle giovani, ma spaziano alla ricerca di chi è ai margini della comunità. Via via si orienta alla ricerca di persone disabili semi abbandonate, andando nelle baracche alla periferia di San Donà.

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