Breve storia dell’Azione Cattolica in Italia e a San Donà
Si arriva così alla Seconda guerra mondiale. L’AC si rende protagonista con attività di carattere assistenziale e caritativo e di collegamento con i soldati al fronte attraverso la produzione di circolari e di stampa. Suoi membri prestano servizio sotto le armi e quelli che rimangono a casa pregano per loro: a San Donà, domenica 3 maggio 1942 la gioventù di AC, durante la messa delle 8, si riunisce attorno all’altare della Madonna presentando alla Patrona della parrocchia un quadro a forma di stella con le foto di tutti i giovani di Azione Cattolica impegnati nell’esercito. Già nel 1942, quando le sorti della guerra propendono a favore degli Alleati, Pio XII lancia messaggi via radio che invitano i cattolici a prepararsi alla ricostruzione del Paese: con i suoi discorsi il pontefice avvia e incoraggia la rinascita delle organizzazioni laicali cattoliche sciolte dal fascismo e il rafforzamento dell’Azione Cattolica, tutti strumenti della Chiesa per un’eventuale lotta all’imminente minaccia comunista. In questo senso si fa rinascere un partito cattolico, la Democrazia Cristiana, futura protagonista della storia del nostro Paese, si dà vita ad un movimento sindacale, le ACLI, e alla Coldiretti, entrambe nate nell’ambito dell’AC ma che mantengono una loro autonomia. Nel frattempo, sul fronte bellico si stanno avverando le previsioni di una sconfitta dell’Asse nazi-fascista. In Italia, dopo l’8 settembre 1943, si apre il periodo della Resistenza, cui partecipano anche membri dell’AC sia da un punto di vista militare e politico-organizzativo, sia come impegno morale in difesa di valori considerati assoluti, come la libertà. Anche a San Donà l’Azione Cattolica è attiva sotto questo aspetto; l’esempio più illustre è sicuramente quello del maggiore Attilio Rizzo, presidente foraniale degli uomini di AC e delle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli, comandante del Battaglione partigiano “Eraclea”, poi “Piave” e punto di collegamento con il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di Venezia. Fin dal 1940, Rizzo comincia a riunire i primi antifascisti, che siano cattolici, comunisti, azionisti o monarchici non ha importanza. La prima riunione di questo gruppo, poi impegnato durante la Resistenza, si tiene a Passarella nel marzo del 1940. Attilio Rizzo è catturato il 14 agosto 1944, in ottobre è portato a Bolzano in un campo di concentramento per civili e più tardi è deportato a Mathausen: qui muore il 15 gennaio 1945. Alla notizia della sua morte, giunta a San Donà il 6 marzo successivo, Saretta scrive: «Primo annunzio ufficiale della morte del mio caro fratello e amico geom. Attilio Rizzo a Mathausen, ivi avvenuta il 15 gennaio p.p. alle ore 5.50 antimeridiane per bronco polmonite. Mio Dio! Quanto deve aver sofferto». Anche le donne di AC hanno il loro bel daffare durante questo periodo difficile: ad esempio, Lucia Schiavinato collabora con la Brigata “Piave” e nasconde ebrei perseguitati nel suo Piccolo Rifugio che è anche centro di smistamento e nascondiglio del materiale reperito con gli aviolanci alleati.


