Quel Buon Pastore che prende Giuda sulle spalle

don Primo Mazzolari
A 56 anni dalla  morte di don Primo Mazzolari
 
don Primo Mazzolari Venne a San Donà nella quaresima del 1958, per una Missione al popolo. Con lui arrivarono anche altri sacerdoti 'missionari', per predicare alla popolazione sandonatese...

Quel Buon Pastore che prende Giuda sulle spalle

Il Papa in un recente intervento ha citato l’esempio del capitello della basilica di Santa Maria Maddalena a Vèzelay, che ritrae l’apostolo traditore portato da Gesù. Nel suo discorso ricorda una omelia di don Primo Mazzolari. Clicca qui per leggere l'intervento di papa Francesco.
 
Leggi l'omelia citata da papa Francesco o ascolta l'audio originale: Registrazione effettuata a Bozzolo – Giovedì Santo 1958, ascolta l'audio, clicca qui
 
Nostro fratello Giuda
di Don Primo Mazzolari
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Don Primo Mazzolari predicò a S. Donà

Venne nella quaresima del 1958, per una Missione al popolo.

Con lui arrivarono anche altri sacerdoti ‘missionari’, per predicare in centro e nelle frazioni. A Mazzolari fu assegnato il centro, con prediche giornaliere rivolte agli uomini. Si trova traccia della sua presenza nel ‘foglietto parrocchiale’, conservato nell’archivio del duomo, dove assieme al programma veniva comunicato anche l’elenco dei sacerdoti chiamati per “la grande missione”.
In quel periodo mons. Saretta era costretto a letto da un malessere che non gli

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Come San Donà entrò nell’Italia unita

Regio decreto 3300 del 1866 -Le Provincie Venete fanno parte del Regno d'Italia

Teodegisillo Plateo (Maniago 1839 - San Dona' di Piave 1909), Segretario comunale di San Dona' di Piave alla fine del 1800, ha raccontato l'esperienza risorgimentale sandonatese nel suo libro "Il territorio di S. Donà nell'agro di Eraclea", pubblicato nel 1907. Riportiamo in questo articolo la parte che descrive con altisonante prosa ottocentesca come San Donà entrò nel Regno d'Italia: "I cittadini erano in preda ad una gioia indicibile: molte giovanette colle coccarde tricolore presero parte alla festa applaudite. Fu una solennità spontanea, commovente, improvvisata, alla quale parteciparono cittadini d'ogni classe con espressioni di letizia indescrivibile."

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Il Risorgimento nel nostro territorio

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 Anniversario Unità d'ItaliaIl Comitato dei Garanti - istituito dal governo per le celebrazioni del 150° dell'unita d'Italia - ha inserito San Donà tra i "Luoghi della Memoria".
San Donà fu uno dei luoghi simbolo delle battaglie della Terza Guerra d’Indipendenza, che nel 1866 unì il Veneto all’Italia. Il generale modenese Enrico Cialdini, che guidava l’avanzata delle truppe italiane dal Po fino a Udine, dopo aver occupato Rovigo, Padova e Treviso, il 18 luglio 1866 entrò trionfalmente a San Donà, per proseguire la sua avanzata che in 4 giorni lo avrebbe portato poi a Oderzo, Valdobbiadene e Udine.


 

In un articolo della Vita del Popolo lo storico Ivano Sartor descrive come è stato il processo risorgimentale nel trevigiano.

Lo proponiamo anche nel nostro sito parrocchiale in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, per la chiarezza con cui espone fatti storici così importanti per il nostro territorio, ma talvolta completamente dimenticati.

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80 anni di storia dell’Oratorio don Bosco di S. Donà

80 anni di storia dell'Oratorio di San DonàLa festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia ci dà l'occasione di riguardare alla storia della nostra comunità sandonatese e come è andata a svilupparsi nei decenni.

Marco Franzoi ha tratteggiato i momenti salienti della nascita e del cammino di una delle istituzioni più care di San Donà, l'Oratorio salesiano "don Bosco".

E' un piccolo opuscolo tratto in parte dal suo ben più esteso libro  "Più futuro che passato - Biografia di un ambiente educativo" pubblicato nel 2010 in occasione della ricorrenza del 150° anniversario della fondazione della Congregazione Salesiana.

La festa per l'Unità d'Italia è quindi anche un invito bello, un tempo favorevole per conoscere il passato, capirlo, e sapere che c'è ancora più futuro per continuare a costruire un buon cammino.

L'opuscolo che è in formato testo in questo articolo, può essere scaricato da qui in un più comodo  PDF. E a questo link c'è anche il formato libro da piegare e rilegare.

(Vedi anteprima del libro)

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Casa di riposo e unzione degli infermi

Unzione degli infermiL’assistenza religiosa agli ospiti della casa di riposo vede la presenza costante dell’opera di mons. Bruno Gumiero, per il dialogo, la visita, le benedizioni.
Da quando ha lasciato la responsabilità della parrocchia del duomo, si è messo a disposizione per il servizio religioso agli ospiti del Piccolo Rifugio e tra gli anziani della casa di riposo. Una volta alla settimana si fa presente anche don Francesco Santon, penitenziere del Duomo, per la messa domenicale. Un momento importante è
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Microcredito

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MicrocreditoAnche a S. Donà di Piave, con sede a Casa Saretta, da luglio 2009 è aperto lo sportello di microcredito per attivare il progetto “il granello di senape” rivolto a:
• persone che si trovano in situazioni di bisogno;
• persone capaci comunque di superare temporanei momenti di difficoltà economiche;
• persone che si impegnano nella restituzione.

La Caritas diocesana Tarvisina ha stipulato una convenzione con un gruppo di Banche di Credito Cooperativo, presenti nella diocesi di Treviso e che cercano anch’esse di attuare i valori della solidarietà e della prossimità. E’ stato così costituito un apposito fondo per finanziare il “progetto di Microcredito e di educazione all’uso del denaro” per ridare speranza all’uomo d’oggi, riconsegnargli la bellezza della sua vita, le coordinate della speranza e la promessa di una vita migliore.
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La festa di S. Donato Vescovo e Martire (7 agosto)

Cronaca della Parrocchia di S. Donà di Piave
Domenica 4 agosto 1935

Molto si è scritto intorno al Patrono della nostra Parrocchia. La tradizione sembra favorevole, per il martire S. Donato di Arezzo, che festeggiavasi in questa zona nel secolo ottavo, al tempo di Polencio (sic!) Anafesto e che nel 740 era il Protettore Titolare della Plebs Sancti Donati, come si legge in un documento esposto nella Sacristia.
A togliere ogni dubbio, nel campo liturgico, è intervenuta l'Autorità Ecclesiastica con un decreto del 16 maggio 1916, che pubblichiamo nella sua integrità:
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Fatta San Donà, bisogna fare i sandonatesi?

Fatta San Donà, bisogna fare i sandonatesi?

Probabilmente questa, come affermazione, è vera per tutti i contesti ma, nel caso del sandonatese, territorio che ha visto in questi ultimi anni una massiccia immigrazione non solo di stranieri ma anche di “mestrini”, essa assume un significato alquanto problematico e particolare.
Siamo così invitati a pensare a che cosa costituisca il nucleo fondante una comunità cittadina, vale a dire: attorno a che cosa si costituisce (i cristiani direbbero “costruisce”) una città? E, prima ancora: che cos’è una città? E poi: come vogliamo che sia la nostra città?

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