Duomo di S. Donà di Piave

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S. Maria delle Grazie – Diocesi di Treviso

20 Settembre 2026

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Associazioni

Breve storia dell’Azione Cattolica in Italia e a San Donà

E finalmente arriva il giorno della Liberazione. Per San Donà avviene fra il 26 e il 27 aprile 1945 per opera di giovani partigiani locali; il 29, quando arrivano gli alleati, la città è libera. Il problema è ora la ricostruzione dopo le distruzioni della guerra e dell’occupazione. La parrocchia e le associazioni, fra cui l’Azione Cattolica e i Giovani Esploratori Cattolici (ricreati a San Donà già il 12 settembre 1943), riprendono le loro attività.

 

A livello nazionale, con la fine della guerra è approntata una nuova riforma organizzativa dell’AC: nell’ottobre del 1946 Pio XII approva lo statuto rinnovato che ripristina le giunte ai vari livelli dando nuovamente la responsabilità ai laici, i quali «svolgono una speciale e diretta collaborazione con l’apostolato gerarchico della Chiesa». Si sviluppano inoltre opere collaterali, come le Unioni professionali e le Associazioni di categoria. L’AC italiana, sull’esempio di quella francese, è chiamata a vivere in questo periodo un rinnovato slancio missionario e riceve il compito di «formare l’uomo». C’è, però, anche il compito di “formare” il nuovo Stato dopo l’esperienza della dittatura fascista. Attraverso la Democrazia Cristiana, l’AC è presente nell’Assemblea costituente per la stesura della Carta Costituzionale; il dibattito sulla Costituzione è reso pubblico dalla stampa associativa. I lavori per la rinascita dello Stato e della democrazia si svolgono in un primo momento in un clima di collaborazione fra le varie forze politiche (DC, PCI, Psiup, Repubblicani); più tardi, però, si creano rapporti tesi fra la parte democristiana e cattolica e quella comunista e socialista. L’Azione Cattolica sostiene la DC anche attivamente, con, per esempio, le “missioni religioso-sociali” (fine 1947-primavera 1948) che si avvalgono di materiale audiovisivo e logistico fornito sotto il patrocinio di Pio XII, e i Comitati civici di Luigi Gedda (presidente della GIAC, movimento giovanile maschile, dal 1934 al 1946 e presidente dell’Unione Uomini dal 1946 al 1949), una organizzazione elettorale che sensibilizza la popolazione sull’importanza del voto, e del voto a favore della DC.

 

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