Benedetta l’icona della Sacra Famiglia a Fiorentina

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L'Icona della Sacra Famiglia, nella chiesa di FiorentinaIn occasione dei festeggiamenti patronali, alla fine della Messa di domenica 9 settembre, "Festa delle famiglie", il Parroco don Cristiano Carraro, assieme al concelebrante padre Gino Sorgon, ha benedetto l'icona della Sacra Famiglia. Grazie all'opera di parrocchiani volontari l'immagine sacra è ora collocata in una nicchia, contornata di marmo e illuminata da una corona di luci, proprio di fronte all'altare della Madonna.


L'icona è stata realizzata nella Comunità Monastica di Bose e verrà illustrata e spiegata nel Un momento della Messasuo significato giovedì 6 dicembre alle ore 20.30. La preghiera della benedizione è stata letta da due coppie di sposi e da tutti i fedeli presenti.

Fiorentina, 09/09/2012

BENEDIZIONE ICONA SACRA FAMIGLIA

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Breve quadro storico sul profeta Geremia

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GeremiaSi riportano alcune note storiche a cura di Luciano Manicardi, monaco di Bose, sulla vita del profeta Geremia, il cui libro viene letto nella liturgia di questo periodo.

Geremia profetò sotto cinque re: Giosia (640-609 a.C.); Joacaz (tre mesi); Ioiakim (609-598); Iekonia (tre mesi); Sedecia (598-586).
Nato verso il 650 a.C. ad Anatot (villaggio a 6 km nordest da Gerusalemme), Geremia riceve la vocazione nel 627, sotto il re Giosia (durante la riforma religiosa da questi intrapresa: Ger 1,2).
La sua predicazione si può suddividere in quattro tappe:

Sotto il re Giosia (627-609)

Probabilmente appoggiò la riforma di Giosia (unico re dei cinque che gli furono contemporanei, che egli giudica positivamente), salvo poi giudicarla insufficiente. Geremia porta un messaggio di conversione e speranza alle tribù del regno del nord (la cui capitale, Samaria, era caduta sotto i colpi dell'Assiria nel 722). Capitoli 2-3; 30-31.

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A proposito di manovre fiscali, crescita economica, sviluppo sostenibile, deficit pubblico…

Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose La sobrietà che ci fa crescere

di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose
La Stampa, 3 luglio 2011

"Il P.I.L. misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Può dirci tutto sul nostro paese, ma non se possiamo essere orgogliosi di esserne cittadini". Mi viene spontaneo tornare al discorso che Robert Kennedy pronunciò all'Università del Kansas nel marzo 1968 – solo tre mesi prima di essere assassinato – ogni volta che sento parlare di manovre fiscali, crescita economica, sviluppo sostenibile, deficit pubblico... Sì, perché credo che siano argomenti che non riguardano solo politici ed economisti, ma che dovrebbero aprire la riflessione alla qualità della nostra vita quotidiana e della convivenza nella società civile. E tematiche di questo genere dovrebbero essere affrontate con uno sguardo più ampio, non limitato a facili contrapposizioni tra economia di mercato e stato sociale o improbabili alternative secche tra crescita dei consumi e povertà incombente.

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