San Prosdocimo, primo Vescovo di Padova, nella vetrata del Duomo

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Vetrata di San Pietro e san Prosdocimo, duomo di San Donà di Piave
San Prosdocimo, il santo festeggiato il 7 novembre è stato il primo vescovo di Padova, di cui è patrono assieme a Sant'Antonio, Santa Giustina e San Daniele.
Lo troviamo raffigurato anche nella vetrata della cappella del Sacro Cuore (dei bambini) nel Duomo di San Donà, rappresentato di spalle mentre riceve da San Pietro il mandato per evangelizzare le popolazioni venete.
Secondo la tradizione, ricevuto l'incarico dallo stesso San Pietro, Prosdocimo avrebbe infatti evangelizzato tutta la Venezia Occidentale.
Per alcuni studiosi, tuttavia, l'epoca di San Prosdocimo è lontana dal momento della diffusione dell'insegnamento di Gesù in questo nostro territorio ed è necessario posticipare la datazione di oltre un secolo per trovare le prime tracce della penetrazione cristiana, molto probabilmente dovuta all'apostolato di viaggiatori o di legionari che percorrevano la Via consolare Annia, attraversante anche il territorio della futura San Donà.
 Per il gran numero di battesimi celebrati, San Prosdocimo viene solitamente rappresentato con una brocca. Sarebbe stato lui a convertire Giustina, morta martire sotto Nerone. Lui, invece, scampò alla persecuzione e morì amato come un padre.
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La festa di sant’Antonio di Padova

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Vetrata del duomo di San Donà di PiaveNel 1227 Antonio si stabilì a Padova e divenne "il Santo della città", dalla quale la fama del suo sapere, dei suoi miracoli e delle conversioni da lui operate si diffuse ovunque.
Ezzelino III da Romano era il tiranno sanguinario che dominava la città di Verona, ad una settantina di chilometri da Padova. La sua fama sinistra fu così grande che Dante, nella Divina Commedia, lo colloca all'inferno tra gli assassini, nella fossa di sangue bollente. La gente, al suo nome, si faceva il segno della croce e bisbigliava: "Il figlio del diavolo!".
Antonio, sollecitato da alcune autorità di Padova, che temevano un colpo di mano di Ezzelino sulla loro città, si recò dal tiranno accompagnato da fra Luca. Arrivò al suo accampamento militare con l'unico scopo di ottenere la liberazione dei prigionieri per amor di Dio e per farlo riflettere sulla sua condizione, potente ma sempre umana. L'accoglienza ai due francescani fu fredda e beffarda.
Al momento dell'incontro, Sant'Antonio così proferì: "Sono venuto ad annunciarti che la giustizia di Dio ti raggiungerà presto. Cambia vita e libera quei poveri prigionieri". E il suo interlocutore: "Ti rendi conto di quello che stai dicendo, frate? Non hai paura di me?". "Io temo soltanto Dio", replicò Antonio. Quegli riprese: "Ma io ti posso uccidere, se voglio". "Lo so. Ma non potrai dare ordine ai tuoi uomini di difenderti davanti al tribunale di Dio. Là sarai solo e dovrai rendere conto di ogni tua azione. Cambia vita, dunque".
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