La Parola di Dio cammina anche nella nostra parrocchia: testimonianze
Il primo ricordo
Il primo ricordo chiaro che possiedo legato alla Parola di Dio, si rifà ai miei cinque o sei anni e all’ascolto della costruzione delle due case: sulla sabbia e sulla roccia. A quell’età non andavo ancora alla messa delle nove in oratorio, ma con mio papà partecipavo a quella delle dieci. Quella domenica il Vangelo parlava della solidità della casa sulla roccia che può resistere alle intemperie più violente. Mi colpì così tanto l’ immagine del vento che si abbatteva con forza contro l’abitazione, della pioggia che cadeva provocando quasi un’ alluvione, che alla fine della messa chiesi subito a mio papà con grande preoccupazione se la nostra casa di via Marconi fosse costruita sulla sabbia o sulla roccia. Dopo molti anni “vedo” quelle immagini usate da Gesù per colpire i suoi ascoltatori e le gusto in maniera diversa rispetto alle prime letture.
Non sono figure – la pecora, l’acqua nel deserto, l’albero e i suoi frutti, il bimbo in braccio alla mamma e molte altre- fine a se stesse, per abbellire i discorsi, ma sono linguaggi divini. Al di là delle parole difficili che ho usato – linguaggio divino -, trovo che adoperare immagini forti non lasci scampo a tante interpretazioni.
Vi è una paura diffusa nell’avvicinare per esempio i Salmi che ne fanno ampio uso. Sono quadretti quotidiani che non hanno significati misteriosi. Parlano con la vita di tutti, non nascondono messaggi incomprensibili: sono parole che tutti possono fare proprie.
Non sono figure – la pecora, l’acqua nel deserto, l’albero e i suoi frutti, il bimbo in braccio alla mamma e molte altre- fine a se stesse, per abbellire i discorsi, ma sono linguaggi divini. Al di là delle parole difficili che ho usato – linguaggio divino -, trovo che adoperare immagini forti non lasci scampo a tante interpretazioni.
Vi è una paura diffusa nell’avvicinare per esempio i Salmi che ne fanno ampio uso. Sono quadretti quotidiani che non hanno significati misteriosi. Parlano con la vita di tutti, non nascondono messaggi incomprensibili: sono parole che tutti possono fare proprie.


