Mons. Paolo Carnio: Affidiamo a Maria le nostre famiglie e la crisi economica

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Un momento della processione del 2013Il mio arrivo a S. Donà, il 21 settembre 2013, ha coinciso con la festa della Madonna del Colera. Ho potuto perciò rendermi subito conto della devozione dei sandonatesi nei confronti della Beata Vergine delle Grazie. La partecipazione alla Messa di domenica pomeriggio e, soprattutto, alla processione è stata davvero impressionante! Mi hanno colpito le parole che mons. Luigi Saretta scriveva il 24 settembre 1928: Non è sandonatese, non appartiene all'anima di questo popolo laborioso e cattolico chi non sente e non rispetta la festa della Madonna del Colera. Un'espressione forte, ma comprensibile se pensiamo a ciò che ha dato origine a questa forte devozione mariana.

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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (3)

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La statua dell'Ausiliatrice (Madonna La devozione alla Vergine Maria

Tra la popolazione di San Donà la devozione alla Vergine Maria è viva sin dall'antichità: già la prima chiesa del 1476 fu dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, titolo che mantiene tutt'oggi il Duomo.
Dal 1855, poi, su volere dell'allora Parroco mons. Biscaro, la Vergine viene ricordata nella festa votiva del 24 settembre come "Madonna del Colera". Maria è perciò venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.
In attesa dell'arrivo a San Donà delle reliquie di Don Bosco, ricordiamo l'aspetto della sua devozione per la Vergine. Egli diceva: "È quasi impossibile andare a Gesù se non ci si va per mezzo di Maria". E ancora: "Divenendo madre di Gesù vero Dio e vero uomo, Maria divenne anche madre nostra. Gesù nella sua grande misericordia volle chiamarci suoi fratelli, e con tale nome ci costituisce tutti figli adottivi di Maria."
Proprio nel nostro Duomo, dove il 24 novembre prossimo sarà trasportata l'urna, sono presenti due icone care al Santo:
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Aspettando l’urna di Don Bosco: 24 novembre 2013 (1)

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Cartolina spedita dal coad. Mauro Picchioni, uno dei primi salesiani arrivati a San Donà di Piave85 anni fa arrivavano i primi Salesiani a San Donà

85 anni orsono, il 24 settembre 1928, giorno della Festa Patronale di San Donà dedicata alla Madonna del Colera, arrivarono alla stazione ferroviaria di San Donà i primi tre Salesiani. Erano il direttore don Riccardo Giovannetto, il chierico Luigi Ferrari e il coadiutore Mauro Picchioni.

Per due anni, sino al completamento della costruzione del nuovo Oratorio, i tre religiosi vissero ed operarono nell'allora Orfanotrofio, l'attuale Casa Saretta.

Significativamente il giorno della Madonna del Rosario del 2007 si è ritrovata una cartolina del coad. Picchioni spedita ad una zia di Firenze il 13 ottobre di quel 1928, a nemmeno un mese dal suo arrivo a San Donà, in cui scriveva: "Zia carissima, ti scrivo dalla mia nuova residenza, qua mi trovo assai bene, e sono contento... Scrivimi se puoi, dandomi tue notizie: Orfanotrofio salesiano, San Donà di Piave (Venezia)... Vi ricordo al Signore e caramente vi saluto, in attesa P. Mauro".

La cronaca dettagliata dell'arrivo dei Salesiani è descritta nel Bollettino Salesiano n. 11 del novembre 1928, che riportiamo di seguito.

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70 anni fa il Voto dei Sandonatesi alla Vergine Maria

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La statua della Vergine benedicente San Donà sul timpano del DuomoQuasi un secolo dopo la liberazione miracolosa dal colera, la Comunità di San Donà, assieme al suo Pastore mons. Luigi Saretta, invocò ancora la protezione della Madonna delle Grazie per un "morbo" di ben altra entità. Una settimana dopo la firma dell'Armistizio da parte di Badoglio, il 3 settembre, le truppe tedesche occuparono l'Italia Centro-settentrionale. Il 23 settembre 1943 veniva fondata Repubblica di Salò.
Il giorno successivo, venerdì 24 settembre 1943, i fedeli di San Donà erano radunati nel cortile dell'Oratorio Salesiano per la tradizionale Festa della Madonna del Colera. In quell'occasione si supplicò la Vergine di liberare la città e la popolazione dalla guerra, le cui distruzioni sino ad allora non avevano ancora riguardato San Donà di Piave e il territorio italiano in generale, ma i suoi echi si facevano ormai vicini:
"San Donà di Piave ha fatto il suo voto alla Madonna; per la bocca del Vescovo, nella solennità del 24 Settembre; tutto un popolo immenso, rinnovato nello spirito della fede e dell'amore, ha presentato con umiltà e confidenza la sua promessa alla Celeste Regina. Lei, che è Madre e che tutto può sul Cuore del Figlio, siamo sicuri che non ci lascerà senza protezione e senza conforto.
In tutte le case sarà recitato ogni sera il S. Rosario (...) Verrà il giorno della gioia; allora scioglieremo il nostro voto, con tutta la generosità di cui saremo capaci (...) Siamo certi ormai che il cuore di S. Donà di Piave, in questa occasione sarà pari alla sua fede. Coraggio! La Madonna non ci abbandonerà. E negli anni venturi la festa del 24 settembre sarà per nuove grazie e per nuovi favori la festa della riconoscenza e della gratitudine." (F.P. 26 settembre 1943).
Ecco il voto alla Vergine Maria:
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35° anniversario dell’elezione di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I

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Albino Luciani, PapaDa Vescovo e Patriarca fu anche a San Donà.

"Il 26 agosto, dopo un rapidissimo conclave — due giorni e quattro votazioni — venne eletto Papa il patriarca di Venezia, che prese il nome di Giovanni Paolo I: Albino Luciani, «Papa del sorriso», «Papa umile», «Papa catechista», «Papa parroco del mondo», «sorriso di Dio». Il 17 ottobre 1978 avrebbe compiuto 66 anni, ma non festeggiò quel compleanno. Il suo pontificato durò appena 33 giorni. All'alba del 28 settembre il nuovo Pontefice fu trovato esanime nella sua camera da letto." (Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace).

Da Vescovo di Vittorio Veneto, prima, e poi da Patriarca di Venezia egli visitò anche San Donà di Piave...

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31 maggio, Festa della Beata Vergine delle Grazie

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Il Duomo con il titolo Beata Vergine Maria delle GrazieIl tradizionale titolo "Beata Vergine delle Grazie", in seno alla Chiesa cattolica, trova origine nell'opera di intercessione che la Vergine opera tra l'uomo e Dio, oltre che per il fatto che Ella porta la Grazia per eccellenza, ossia Gesù.
La Sacra Congregazione dei Riti ha fissato la festività della Madonna delle Grazie il 31 maggio, in coincidenza con il ricordo della Visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta, a coronamento del Mese Mariano.
In antichità (e in molte località ancora oggi) questa festa si svolgeva invece il lunedì "in Albis" e poi il 2 luglio.
Si presume infatti che la Vergine si sia fermata da sua cugina sino alla festa dell'imposizione del nome di Giovanni, che si teneva appunto otto giorni dopo la nascita del bambino: il 2 luglio è infatti a tre mesi e otto giorni dal 25 marzo, giorno dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te" (Lc 1,28).
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La devozione a Maria Ausiliatrice

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La statua di Maria Ausiliatrice dell'OratorioAll'inizio del Nuovo Millennio il beato (santo nel prossimo autunno!) Giovanni Paolo II ha affidato la Chiesa e il mondo intero a Gesù vivo nell'Eucarestia ed a Maria Madre sua e Madre nostra.
In particolare, l'invocazione "Maria Ausiliatrice dei Cristiani" fu voluta da Pio V in seguito alla vittoria di Lepanto sui Turchi (1571). Fu poi papa Pio VII ad istituire ufficialmente nell'anno 1815 la festa di Maria Ausiliatrice il 24 maggio.
La devozione all'Ausiliatrice ha preso un deciso impulso anche a San Donà sicuramente nel secolo scorso.
Quando nell'agosto del 1928 (dopo circa otto anni di contatti!) arrivò dai Superiori la conferma della venuta dei Salesiani a San Donà per aprirvi una nuova opera, mons. Saretta, che tanto si era prodigato per questo, proferì con gioia incontenibile: "Grazie! Stamattina quando ho ricevuto la sua desideratissima da Torino, ho pianto di consolazione. È un mese che la statua dell'Ausiliatrice stava esposta, in mezzo alla chiesa, perché il popolo la invocasse con particolare fervore e secondo la mia intenzione. E la buona madre celeste ha finalmente esaudito i miei voti più ardenti"
Quella statua fu donata nel 1918 dal dott. Pietro Perin, cooperatore salesiano, a guerra appena finita e con il Duomo ancora distrutto. È la statua che si porta in processione nella Festa della Madonna del Colera. Alla destra dell'altare del Duomo dove è collocata, si trova la vetrata (del 1939) raffigurante Don Bosco tra i suoi ragazzi, con le rose del sogno e... in alto Maria Ausiliatrice.
Mons. Saretta fu per l'ultima volta nel "suo" amato Oratorio il 24 di maggio 1964, proprio in occasione della tradizionale processione mariana nel cortile. Attendendo l'arrivo della statua sotto il porticato "Parlò di lei come poche volte aveva fatto." Di lì ad una settimana il sacerdote, sandonatese d'adozione, tornerà alla Casa del Padre, sull'uscio della sua casa di Treviso.

Icone della Vergine Maria nell'Oratorio Don Bosco
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