Sintesi dei grandi temi paolini, di don Firmino Bianchin
Una seconda area di approfondimento:
2. 1 Lettera ai Corinti 1,4-9:
Dio ci chiama alla koinonia (comunione) col figlio suo gesù cristo, signore nostro.
L’apostolo tratta qui il tema vocazionale della sequela evangelica con una terminologia che gli è consueta. Come si articola il cammino vocazionale? In un clima di preghiera Paolo ringrazia Dio per la chiamata, da notare l’insistenza sul dono gratuito. Poi ricorda che il Vangelo ci arricchisce in tutto e per tutto, concedendoci la conoscenza e la testimonianza (vv 4-5). Infine Dio stesso si fa garante della nostra perseveranza (vv 8-9), indirizzandoci e chiamandoci continuamente alla condivisione (koinonia) di vita del Figlio suo (cf Rom 8,29-30).
Il dono vocazionale arricchisce. Dio vigila e non ci farà mancare la forza e la luce per perseverare affinchè condividiamo i valori del Figlio suo! La comunità originata dal Vangelo vivo persevera nella relazione con Gesù; questa stimola e disegna il percorso di vita e l’identità della persona, aprendola verso la pienezza.
Il tempo si profila segnato dalla crescita sorretta da Dio, il quale ci indirizza verso i valori evangelici, mentre la chiamata si manifesta nel nostro essere in relazione con Cristo: nasce così la chiesa, la comunità dei figli. Tale progetto necessita di una trasformazione permanente e profonda, fondata sulla relazione (koinonia) con Cristo, arricchita e stimolata dalla viva chiamata del Padre.
La koinonia col Figlio implica innanzitutto l’accoglienza, l’impegno di crescita, il consolidamento e la creatività di una risposta. Questi elementi richiedono la pazienza e l’approfondimento sapienziale per trasformarci.
Ne consegue la pluralità di risposta, in un crescendo che esprime la persona e la comunità come relazione a Cristo. L’apostolo teorizza quello che lui stesso, discepolo del Signore, mette in atto e dice in 1Cor 6,12-11,1 che la risposta della vita dovrà essere scandita dall’evento centrale di Gesù e divenire sequela. Egli si propone come l’esempio di chi sa rinunciare a privilegi e diritti attraverso la legge della condivisione servendo la causa del Vangelo, per guadagnare a Cristo gli uomini. Paolo non si stanca di condividere la vita dei suoi fratelli, vivendo le istanze operative di Cristo (1Cor 9,20-21) anche con i deboli (9,22) per salvare qualcuno (cf Mt 18). Egli conclude con la solita frase ad effetto: “Tutto fa per il Vangelo, per diventare compartecipe insieme agli altri” (v 23).
per la riflessione
Come esprimere con la vita personale e comunitaria la grazia di essere chiamati a condividere la vita di Gesù?
Quali vie proporsi, nell’oggi, per promuovere il divenire assimilativo e irradiante del Vangelo?
Come realizzare la propria vocazione rinunciando a privilegi o garantismi, rimanendo aperti e sensibili alle nuove domande che si affacciano anche alla vita ecclesiale?


