Meditazione per il tempo di Avvento – Il ritiro della Collaborazione pastorale
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ATTENDERE IL DIO CHE SI FA UOMO
per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9)
meditazione di don Francesco Garofalo
1. L’avvento: tempo di grazia
Un tempo forte, di grazia per accogliere la buona notizia della nascita di Gesù che dona una luce per i nostri cuori.
*L’avvento è dunque un tempo di gioia e di attesa
*L’avvento ci ricorda una dimensione fondamentale della vita umana: l’attesa
Sant’ Agostino: «Dio mediante l’attesa allarga il nostro desiderio, con il desiderio allarga l’animo e dilatando lo lo rende più capace».
* L’attesa educa all’accoglienza, ci educa a collocarci sempre nel punto di partenza della nostra vita che è l’amore.
*Il motivo dell’attesa di questo tempo è orientato all’accoglienza in noi della nascita di Gesù.
*Gesù ai discepoli ha detto che lui è la luce che illumina il mondo (Gv 3,16-17), e ha anche detto: «venite a me voi che siete stanchi e oppressi e io vi ristorerò … imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita» (Mt 11,28-29).
voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9).
«Gesù Cristo è Signore!, a gloria di Dio Padre.
Ma cos’è l’umiltà?
*Gesù credette di non doversi attaccare alla sua divinità come un tesoro geloso
*L’immagine dell’umiltà di Dio è quella della “mano aperta” …
2.«svuotò se stesso assumendo la condizione di servo diventando simile agli uomini».
*L’umiltà di Dio non è ripiegamento su di sé, ma servizio, dedizione … ospitalità!
*Gesù si svuota ci ospita: non trattenendo nulla di sé si lascia svuotare come un continuo “travaso”. Miracolo di condivisione!
*L’amore umile di Dio: dal concepimento di Gesù alla sua morte e risurrezione.
Il segno dell’amore umile di Dio è la fedeltà: obbedienza al Padre e agli uomini.
La via dell’umiltà è la via che guarisce il cuore dell’uomo da ogni paura, per questo «nel nome di Gesù ogni ginocchio si piega e proclama che Gesù è il Signore» (cfr Fil 2,10-11).
In questo avvento cosa attendo? Chi attendo? Da che cosa posso riconoscere la presenza umile di Gesù?
«L’umanità trepidi, l’universo intero tremi, e il cielo esulti, quando sull ‘altare, nelle mani del sacerdote, è il Cristo Figlio del Dio vivo. O amabile altezza! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’Universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, in poca apparenza di pane! Guardate frati, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a Lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché egli vi esalti. Nulla, dunque di voi, tenete per voi; affinché vi accolga tutti colui che a voi si dà tutto».
Quello è il criterio per riconoscerlo nella vita di tutti i giorni
*Gesù si rende presente e continua a rendersi presente nei segni umili che non vuol dire solo piccoli o miseri, ma semplici: la Parola, l’eucarestia, il perdono, il prossimo …
Segni: Dove sto sperimentando accoglienza, disponibilità? Ci sono attorno a me segni di dedizione, di fedeltà, di obbedienza, di generosità? Quali parole di Gesù, quali punti di riferimento ritornano nella mia vita, sono fedeli? Nella complessità della vita l’eucarestia è segno di consolazione, centro della mia vita e fonte della mia speranza e della mia carità? Attendo, accolgo il perdono di Dio e sono disponibile ad offrirlo agli altri?
Appelli: Nella famiglia in cui, nella comunità in cui prego e svolgo un servizio, nel cammino verso la collaborazione pastorale dove e come si stanno facendo presenti appelli a «non trattenere», a condividere, a ricevere (ospitare) la novità dell’altro e dare ciò che sono, che ho ricevuto (fede, consolazione, competenze, tempo .. )? .


