Riparte l’iniziativa di solidarietà per Quaresima 2026 promossa dalla comunità di San Donà di Piave insieme all’Asilo “San Luigi”, agli insegnanti IRC di Treviso e all’associazione “Una luce di speranza”. I viaggi della Colomba di Taybeh, simbolo di un legame che unisce le nostre case alla Terra Santa, trasformando i risparmi dei bambini raccolti nei salvadanai in un sostegno concreto per le rette di studio nelle scuole del “paese di Gesù”, nonostante le gravi difficoltà causate dai posti di blocco. Nei testi riportati troverete la commovente lettera di Samuel, un bambino di Gaza che racconta la gioia di tornare a giocare nel cortile della parrocchia dopo i bombardamenti e il resoconto del “pellegrinaggio di amicizia” di don Gianni Biasi, parroco di Negrisia, che ha riportato dalla Terra Santa nuove colombe artigianali come segno di una fraternità che cresce.
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Cari genitori, bambini, bambine, carissimi nonne e nonni,
sono anni ormai che all’inizio della quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua, i nostri bambini ritornano a casa con un “salvadanaio”.
Il bambino lo conosciamo già, ma quest’anno si è fatto più coraggioso: è salito sopra la colomba di Taybeh, che tutti ormai conosciamo e tiene sul becco una lettera, a dire il vero sono due che riceverete quando arriverà a casa vostra tra pochi giorni.
Due lettere: la prima da un bambino di Gaza che si affaccia dalla sua tenda e la seconda dal parroco di Negrisia, don Gianni Biasi, che alcune settimane fa con un gruppo di amici ha raggiunto per una settimana la Terra Santa.
Ha avuto la gioia di portare i nostri saluti alle famiglie di Taybeh, visitare alcune scuole, pregare a Gerusalemme nella basilica del Santo Sepolcro e visitare Betlemme dove quest’anno si sono “riaccese” le luci dell’albero di Natale.
Incontrando i bambini dell’orfanotrofio a pochi passi dalla grotta della Natività, ha parlato così a lungo e con entusiasmo delle nostre colombe che, ritornando in Italia, a sorpresa, si è trovato nella valigia altre otto colombe dono di un nonno artigiano di Taybeh e che in questi giorni stanno già volando in altre scuole e in diverse famiglie della nostra diocesi.
Grazie, amiche colombe, in molti vi aspettano.
Grazie, perchè accogliendovi nelle case e nelle scuole
“i bambini, aiutano altri bambini”.
Sappiamo che, di anno in anno, ci è richiesto
qualcosa di più, ma insieme ce la faremo.
Sono i gesti di amicizia che costruiscono la pace.
Ci siamo anche noi con i vostri genitori e con tutti vostri cari.
Gli amici dell’associazione “Una luce di speranza”, gli insegnanti dell’Ufficio IRC di Treviso con le vostre maestre della scuola dell’Infanzia san Luigi.
San Donà di Piave, 18 febbraio 2026

CARISSIMI CARI,
“da curiosa come sono”, ho potuto nei mesi scorsi vivere due momenti significativi. Il primo a Treviso in Casa Toniolo il 4 novembre 2025, organizzato dagli amici dell’associazione “Una luce di speranza”. Era presente don Yacoub Rafidi, palestinese di Ramallah, responsabile delle scuole dipendenti dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Ha raccontato ai presenti di come si sono organizzati per tenere aperte le scuole in questo periodo difficile nei rapporti tra israeliani e palestinesi. Con le difficoltà di studenti e insegnanti per raggiungerle a causa dei molteplici posti di blocco. Con i problemi per gli adulti di recarsi al lavoro e la mancanza dei pellegrini che da sempre con la loro presenza tengono vive tante attività.
Ho risentito con piacere anche il nome dell’ “asilo san Luigi” che ogni anno porta il suo contributo generoso alla scuola di Taybeh.
Come potete leggere nell’ultima pagina del foglio, un gruppo di trevigiani, dal 28 dicembre al -3gennaio, ha raggiunto la Terra Santa sostando a Betlemme, Nazaret e Gerusalemme con una sosta più prolungata a Taybeh e in altre scuole.
Non potevo, anche se era mio desiderio, ritornare nella mia terra natale, e sono rimasta in Italia. Ho gioito immensamente quando don Gianni, il parroco di Negrisia, è ritornato con altre otto colombe che hanno già preso il volo verso famiglie e scuole che ne avevano fatto richiesta. Grazie don Gianni. Il legame verso Israele e la Palestina si allarga e si costruiscono nuove amicizie.
Com’è bella abitudine, i bambini sono ritornati a casa con il “salvadanaio”, la destinazione di quanto raccoglieremo la conoscete bene: le scuole del paese di Gesù.
Allego una semplice preghiera da recitare ogni sera “in mia compagnia” con un lumino acceso.È il Padre nostro, che ci ha insegnato Gesù. Venga il tuo regno, ripeteremo più volte in una terra dove “si fa tanta fatica a volersi bene”. Mi farà piacere se un giorno mi accompagnate in visita ai nonni o accendete “illumino” su un davanzale di casa. Vedendomi, qualcuno dei passanti si chiederà: “Chi è in visita in quella famiglia?”.
PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI, SIA SANTIFICATO IL TUO NOME, VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’, COME IN CIELO COSÌ IN TERRA.
DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO, E RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME ANCHE NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI, E NON ABBANDONARCI ALLA TENTAZIONE, MA LIBERACI DAL MALE. AMEN.
Vostra COLOMBA DI TAYBEH

CARI AMICI DI SAN DONA’ DI PIAVE,
con quale gioia posso ora uscire dalla tenda che ospita la mia famiglia: mamma, papà e quattro fratelli e giocare con i miei amici nel cortile
I della parrocchia della Sacra Famiglia.
Per fortuna la chiesa non è stata colpita durante il periodo dei bombardamenti.
La nonna dice sempre che ci ha protetti la telefonata di papa Francesco che ogni sera chiamava il nostro parroco, don Gabriel Romanelli, per sentire come andava e per farei coraggio.
Fa freddo, piove, le strade sono piene di macerie, ma sono cessati i bombardamenti.
A dicembre è venuto a trovarci da Gerusalemme il patriarca Pizzaballa, ha battezzato un bambino e con lui abbiamo anticipato di alcuni giorni la festa del Natale.
Lo accompagnava un camion con cibo, medicinali, vestiti e… giocattoli per i più piccoli. Sappiamo che dietro a tanta generosità ci siete anche voi.
Un grazie grande dalle famiglie di Gaza.
Samuel
11 gennaio 2026
UN PELLEGRINAGGIO DI AMICIZIA E DI SOLIDARIETA’
Ritornare in Terra Santa, soprattutto quando fino a questo momento era la tensione belligerante a Gaza ad impedirmelo, è sempre una emozione molto forte. Ad aumentare quel cocktail di desiderio, di attesa (“chissà cosa troverò dal/’ultimo viaggio”), di pensieri e di appuntamenti programmati è quell’amicizia nata e cresciuta in questi quattordici anni di pellegrinaggi e visite con Maria Letizia, ora, presidente onoraria dell’Associazione “Alight for Hope”. Il progetto di sostegno al mondo della scuola del Patriarcato Latino di Gerusalemme promosso dall’Associazione offre l’opportunità di gettare ponti di conoscenza, di scambio, di aiuti reciproci. Il pellegrinaggio vissuto durante il periodo natalizio, nel suo programma, prevedeva una tappa a Taybeh, fissata per la mattinata del primo gennaio 2026. Taybeh è prima di tutto una Comunità amica, conosciuta agli albori dei miei viaggi per la quale ho iniziato a pregare e a sposare la causa di Pace per la Terra Santa; a coinvolgere altri nel sostegno delle rette di studio e nella diffusione della colomba della pace. Come da copione l’incontro presso la Parrocchia latina è con il Parroco Bashar Fawadleh. La sala parrocchiale, sempre accogliente, è il luogo del rito arabo del caffè: entrèe ad ogni incontro o riunione; del dialogo, dove si viene aggiornati della situazione del Villaggio, per poi passare alla visita della scuola, se aperta, della Casa delle Parabole, per chi non la conosce, e delle stanze dove soleva soggiornare Charles de Foucauld durante i suoi spostamenti da Nazareth a Gerusalemme. Con il piacere di rivederci, ci ha raggiunto un amico, don Yacoub Rafidi, parroco di Ramallah e direttore delle scuole in Cisgiordania. L’occasione si è data, anche, per parlare delle scuole; dell’importanza di sostenerle con le rette di studio per il bene dei cristiani della Terra Santa; di raccontare quanto di positivo si sta creando attraverso le varie iniziative, giusto per rimuovere quella patina di negatività data dalle ultime notizie su Israele e la Cisgiordania e per capire quanta vitalità e voglia di abitare la propria terra c’è in tutti.
L’appuntamento più atteso è stato quello della celebrazione eucaristica partecipata tra canti e preghiere in lingua araba. Vissuta nella totale fiducia nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle palestinesi presenti alla Messa, perchè non sempre risultava spontaneo pensare nel corrispettivo italiano. L’esperienza di preghiera porta con sé un carattere tutto speciale, perchè c’è la testimonianza concreta della fede della Chiesa di Terra Santa, di solidarietà e, perchè si tocca con mano, l’unità di essere Chiesa di Cristo nelle pecurialità e nelle diversità dei popoli. Per l’occasione la Solennità dedicata a Maria Madre di Dio e l’inizio del calendario civile hanno dato un valore aggiunto all’esperienza. Aprire l’anno nuovo nel giorno. dedicato, da san Paolo VI, alla giornata mondiale della pace in una Terra profondamente segnata, è scegliere la Speranza. Condividere quello sguardo orante verso Gesù, Re della Pace. La resilienza, nella loro semplicità, dei palestinesi cristiani è uno sguardo di speranza, uno spirito di tenacia che nasce dalla fede. L’arrivederci a Taybeh, anche se a volte l’amarezza per un’ingiustizia trova il suo spazio nei nostri pensieri, è sempre pieno di gioia per quanto ricevuto, accompagnato dalla voglia di non perdere i contatti di amicizia, di continuare la nostra vicinanza nella preghiera, con il sostegno delle rette di studio e di farvi ritorno nel più breve tempo possibile.
(don Gianni Biasi)