Le origini della festa della “Madonna del colera”

Le devozione alla Vergine Maria è sempre stata viva tra le popolazioni del nostro territorio ed in particolare a San Donà, dove fu suggellata con la nascita ufficiale della Parrocchia, avutasi con la costruzione della prima chiesa (1476) dedicata appunto alla Beata Vergine delle Grazie.
Con il titolo “delle Grazie” si intende il mistero della visitazione di Maria ad Elisabetta e, un tempo, era riferito all’Assunzione in cielo della Madonna.
Il tradizionale titolo “Beata Vergine delle Grazie” trova origine nell’opera di intercessione che la Vergine opera tra l’uomo e Dio, oltre che per il fatto che Ella porta la Grazia per eccellenza, ossia Gesù.
Nella Parrocchia del Duomo (e in tutta la città) Maria viene quindi venerata come donatrice di Grazie e in particolare, a partire dal XIX secolo, per quella della liberazione dal colera.

La prima celebrazione solenne della Festa della Madonna del colera risale al 1856. L’anno precedente, infatti, ci fu a San Donà (come in altre parti d’Italia) una violenta epidemia di colera che, tra giugno e settembre colpì 145 abitanti, molti dei quali già indeboliti dalla pellagra e malaria, malattie comuni della maggior parte della popolazione rurale, dalla precaria situazione igienica. Nel solo Veneto si ammalarono ben 80.000 persone, metà delle quali con esito mortale.

Questo morbo batterico arrivato dall’India ad inizio secolo, con primi casi in Italia nel 1835, sino ad allora non era certo sconosciuto nel nostro territorio. Infatti, due delle sei lanterne votive presenti nel Presbiterio del Duomo di San Donà portano la data del 1849: sono il voto dei sandonatesi durante una epidemia di colera.
Ebbene, il 24 settembre 1855, dopo l’affidamento alla Vergine Maria, vi fu la cessazione improvvisa dell’epidemia, che fu accolta da tutti come un suo miracolo. Così il parroco mons. Giuseppe Biscaro (a San Donà dal 1853 al 1881, per essere destinato poi a Scorzè) istituì nell’allora unica parrocchia di San Donà la festa votiva della “Madonna del Colera”. La Vergine da allora viene da noi venerata come donatrice di Grazie e, in particolare, per quella della liberazione dal colera.

Ricordiamo due brevi passaggi dei saluti finali dei vescovi presenti assieme ai fedeli di San Donà nelle recenti feste della Madonna del colera.

Vescovo Michele Tomasi: “Gesù stesso vuole che noi ci avviciniamo con fiducia di figli a Maria. Dalla croce lui affida noi come compito, come figli, come oggetti della sua cura, del suo amore e a noi dona una madre.” (20 settembre 2020)

Vescovo Andrea Bruno Mazzocato: “…Essere un popolo in preghierache ringrazia e che supplica, non solo per sé stessi ma per tutta la comunità e per tutti gli uomini… e la preghiera si fa più potente quando la uniamo all’intercessione di Maria,… che non si stanca di intercedere come madre per noi” (18 settembre 2022).
M.F.