Testimoni digitali – volti e linguaggi nell’era crossmediale
Francesco Casetti, dell’Università Cattolica e relatore al convegno pensa che la Chiesa debba parlare il linguaggio del proprio tempo, anche se questo si chiama web 2.0, e dunque essere presente nella rete per portarvi la testimonianza di Cristo.
Ci sono due rischi da evitare: il primo è non avere una voce netta abbastanza. Il secondo è legato ai linguaggi che si usano.
I rischi sono quelli di adagiarsi senza rivitalizzare questo linguaggio del web dal di dentro, non dargli una forma”.
Casetti suggerisce di “mettere l’accento sul tema della carità. La carità è la virtù di chi, come il comunicatore, sta dentro la situazione e si trova in faccia all’altro. Non c’è verità senza carità.
La ricetta giusta è allora portare la carità nella rete evitando il rischio di non essere capaci di testimoniare o di usare linguaggi imposti”.


