Rosarno un anno dopo
Un anno dopo la rivolta di Rosarno poco è cambiato nella piana di Gioia Tauro.
Ricominciata la stagione degli agrumi i braccianti stranieri sono ricomparsi. Si mettono ai bordi delle strade, quando ancora è buio, in attesa che i “caporali” li portino a fare giornata. Riempiono cassette di arance e mandarini da mattina a sera per pochi euro, fino a sfinirsi dalla fatica.
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L’Azione cattolica si interroga sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione degli stranieri. Qualche settimana fa, il gruppo Gaag (Giovani adulti-Adulti Giovani) dei tre vicariati di San Dona di Piave, Ponte di Piave e Monastier si è trovato a parlare sul tema, programmato da mesi, giusto pochi giorni dopo i fatti di Rosarno.