Duomo di San Donà
2 Gennaio 2026

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S. Maria delle Grazie – Diocesi di Treviso

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Comunità parrocchiale Anno 90 n.2 – giugno 2025

Comunità parrocchiale Anno 90 n. 2 giugno 2025
“La pace sia con tutti voi”

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L’editoriale di don Massimo:
“Perché fare memoria del centenario del Duomo?”

Ci stiamo preparando alla celebrazione del Centenario della dedicazione del Duomo di San Donà di Piave, avvenuta con il vescovo A. G. Longhin il 19 settembre 1925.

Dalle macerie del precedente edificio sacro devastato durante la guerra, sotto la guida solerte di mons. Luigi Saretta, la comunità parrocchiale si impegnò a ricostruire il Duomo in pochi anni. In tale occasione il Duomo sarà chiesa giubilare, precisamente dal 15 fino al 24 settembre. Così sarà possibile accedere alla grazia dell’indulgenza per tante persone impossibilitate a spostarsi a Roma oppure in altri santuari giubilari.

Inoltre la comunità di Palazzetto ha da poco celebrato il centesimo anniversario della chiesa parrocchiale, sorta per commemorare le 141 vittime della guerra. Fu inaugurata il 23 maggio 1925 alla presenza del vescovo Longhin e del parroco Saretta. La comunità scelse di votare la chiesa a Maria Regina della Pace per invocare tempi di prosperità e di concordia dopo il flagello della guerra.

Infine anche per la bella realtà del Piccolo Rifugio quest’anno ricorre un importante anniversario: presto festeggeremo il 90° anno dalla fondazione avvenuta il 23 dicembre 1935 per volere di Lucia Schiavinato. Per la ricorrenza, martedì 10 giugno con il vescovo Michele c’è stato il giubileo dedicato alle persone disabili del nostro territorio. Una bella festa vissuta tutti insieme con semplicità e tanta gioia.

Cosa significa per noi celebrare questi anniversari?
Queste date sono solo commemorazioni storiche oppure assumono significati più profondi e significativi?
Innanzitutto è l’occasione per ricordare l’opera della salvezza compiuta dal Signore nella nostra città in tutti questi anni, un’opera che ha avuto come centro il Duomo per le tante liturgie e gli avvenimenti che hanno convocato generazioni di credenti nello scorrere degli anni. Pensiamo a quante persone hanno ricevuto i sacramenti che hanno segnato la loro vita per sempre: il battesimo, le nozze, il congedo con le esequie…
Fare memoria ci porta a ringraziare il Signore per i tanti doni ricevuti come comunità parrocchiale e civile. Coltivando la memoria custodiamo la gratitudine del cuore perché Dio è fedele e guida il cammino della Chiesa nella storia.
Inoltre l’anniversario vuole essere un invito a rinsaldare il senso di appartenenza a questa comunità, nel legame con le altre parrocchie sorte nel corso dei decenni in città e ora unite come Collaborazione pastorale.

Infine celebrare queste ricorrenze ci porta a rinnovare la cura del legame tra di noi, nelle nuove condizioni sociali e culturali che ci troviamo a vivere. Prendo spunto da Sant’Agostino, un Padre della Chiesa tanto amato da Papa Leone. In una omelia per la Dedicazione, il santo affermava che “se queste pietre materiali non fossero unite tra di loro con la carità, se non combaciassero facilmente, se non si amassero in qualche modo aderendo tra di loro vicendevolmente, questo tempio non ci sarebbe”. E aggiungeva: “anche noi dobbiamo essere uniti nella carità”.

Noi oggi abbiamo la parte basamentale del Duomo senza intonaco, con le pietre a vista. Così guardando le pietre scoperte possiamo percepire che noi tutti siamo chiamati a essere come pietre vive a servizio della chiesa, per la costruzione della comunità, mettendoci a disposizione degli altri con spirito di servizio, sentendoci tutti uniti in una comunione profonda che ci lega tra noi e con le generazioni che ci hanno preceduto e ci hanno consegnato la fede in Gesù Cristo.

Questa eredità spirituale non è solo da conservare ma da annunciare e diffondere a tutti. Così questi anniversari vissuti nell’anno giubilare risveglino in tutti noi la chiamata a vivere la bellezza del Vangelo e la responsabilità di consegnarlo con gioia e convinzione a chi verrà dopo di noi.

don Massimo

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