Incontro diocesano di apertura della Visita Pastorale: «Vide la grazia di Dio e si rallegrò»
Oggi il Consiglio Pastorale Parrocchiale della parrocchia Santa Maria delle Grazie – Duomo ha accolto con gioia l’invito del Vescovo Michele Tomasi, partecipando all’assemblea diocesana presso il tempio di San Nicolò per l’apertura ufficiale della Visita Pastorale. Questo importante cammino ecclesiale si è aperto con il tema guida «Vide la grazia di Dio e si rallegrò», richiamo evangelico all’esperienza dell’apostolo Barnaba ad Antiochia e invito a riconoscere con gratitudine l’azione del Signore nelle nostre comunità.
La mattinata è iniziata con una profonda meditazione biblica curata dalla biblista Roberta Ronchiato, incentrata sulla Prima Lettera ai Corinzi e in particolare sul versetto: «Noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato» (1Cor 2,12). La riflessione ha ripercorso la realtà di Corinto, una metropoli complessa e segnata da divisioni interne e dalle lusinghe della sapienza del mondo. Come San Paolo superò le difficoltà della comunità proponendo non il fascino della retorica o delle alleanze umane, ma la potenza e il paradosso della sapienza della croce, così le nostre parrocchie sono chiamate a superare frammentazioni ed egocentrismi per radicarsi autenticamente nell’amore di Cristo e nell’azione dello Spirito Santo.
A seguire, l’Arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, ha offerto una preziosa testimonianza condividendo i frutti della Visita Pastorale nella sua diocesi. Monsignor Tisi ha sottolineato l’urgenza di abbandonare l’abitudine del lamento per adottare il metodo della conversazione nello spirito e della confessio laudis. Attraverso un ascolto fraterno e il coraggio di evidenziare il bello e la grazia già operanti sul territorio, la Visita si trasforma da controllo burocratico a momento di festa e riscoperta della messe abbondante che il Risorto dona alla sua Chiesa, valorizzando in modo primario il protagonismo dei laici e degli organismi di partecipazione.
Nel suo intervento, il Vescovo Michele Tomasi ha tratteggiato con calore e franchezza lo stile con cui intende incontrare la diocesi. Richiamando il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini e gli orientamenti di Papa Francesco, il Vescovo ha spiegato che la Visita non sarà una passerella formale né un’ispezione, ma la scelta di sostare con cura tra le persone, ascoltando le storie, i volti, le gioie e le fatiche di ciascuno. Le parrocchie sono invitate a presentarsi con «verità detta con amore», esattamente così come sono nella vita di tutti i giorni, senza maschere o cerimoniali festivi, affinché sia possibile discernere insieme i germogli di speranza da custodire e le necessarie conversioni personali e comunitarie.
Al termine dell’incontro, il Vescovo ha firmato il Decreto solenne di indizione e consegnato il documento orientativo per le collaborazioni pastorali.
La presenza dei Consigli pastorali della nostra Collaborazione segna l’inizio di un’esperienza che ci vedrà tutti protagonisti a San Donà. Accogliamo con entusiasmo il dono della Visita Pastorale per fare spazio al Signore, rafforzare l’unione tra le parrocchie e testimoniare il Vangelo in città.
C.D.
Sito ufficiale: https://visitapastorale.diocesitv.it/
Approfondimenti (sintesi degli interventi non rivisti dai relatori):
- Riflessione Biblica: Corinto e la Sapienza della Croce (1 Cor 2,1-16)
La riflessione biblica guidata dalla biblista Roberta Ronchiato ha preso le mosse dalla Prima Lettera ai Corinzi, individuando nella metropoli greca del I secolo un nitido e provocatorio specchio delle attuali comunità cristiane. Corinto era una realtà urbana complessa, multiculturale e multireligiosa, economicamente fiorente ma segnata da profonde disparità socio-economiche, individualismo e pervasività delle mode culturali e filosofiche dell’epoca.
Analizzando il percorso dell’Apostolo, la relatrice ha evidenziato come la giovane comunità di Corinto, fondata da Paolo tra il 49 e il 52 d.C., fosse rapidamente caduta preda di lacerazioni e divisioni interne:
- L’attrazione per le mode culturali e la sapienza mondana: I fedeli, pur avendo aderito a Cristo, restavano affascinati dallo gnosticismo, dalle dottrine orientali e dagli esercizi di retorica, cercandovi sicurezze ed efficacia esteriore. Nelle comunità odierne: la tentazione costante di cedere ai linguaggi e alle logiche del mondo, arrivando a percepire il Vangelo come una proposta debole o riservata ai “perdenti”.
- Le disparità socio-economiche ed ecclesiali: I membri benestanti arrivavano a umiliare i più poveri persino durante l’agape eucaristica. Nelle comunità odierne: la mancanza di carità concreta e la difficoltà di costruire relazioni trasparenti capaci di superare le barriere sociali e le diseguaglianze.
- La logica delle fazioni e dei personalismi: L’insorgere di partiti legati a figure carismatiche («Io sono di Paolo», «Io di Apollo», «Io di Cefa»). Nelle comunità odierne: l’appartenenza rigida a gruppi, movimenti o associazioni (Azione Cattolica, AGESCI, CL, San Vincenzo, ecc.) vissuti come eccellenze da difendere in chiave competitiva anziché come carismi al servizio dell’unico Corpo.
Per comprendere la risposta pastorale di Paolo a tali criticità, la biblista ha richiamato il decisivo passaggio pedagogico vissuto dall’Apostolo ad Atene. Nella piazza dell’Areopago, Paolo aveva vissuto un momento di difficoltà: nel metodo, emulando la retorica e i modi di parlare persuasivi dei filosofi greci; nel contenuto, elogiando genericamente la religiosità naturale degli ateniesi ed evitando di mettere subito al centro lo scandalo della croce. Il risultato fu un insuccesso quasi totale, poiché per la cultura greca la risurrezione dei corpi appariva inconcepibile, essendo il corpo considerato la prigione dell’anima.
Forte di questa lezione, giunto a Corinto Paolo compie un radicale cambio di paradigma: rinuncia alla “sapienza di parola” e decide di annunciare esclusivamente «Gesù Cristo e Cristo crocifisso». La croce, scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, diviene la manifestazione della potenza di Dio che capovolge le categorie umane.
Richiamando il versetto guida dell’incontro (1 Cor 2,12), la riflessione ha ricordato la necessità di “creare vuoti” nelle comunità. Anziché affannarsi a riempire ogni spazio con strategie umane, la Chiesa è invitata a invocare lo Spirito Santo per riconoscere e riattivare quel potenziale divino e quei carismi che già abitano il popolo di Dio, ricordando che Dio sceglie ciò che è debole e imperfetto per confondere i forti.
- La testimonianza dell’Arcivescovo di Trento: Conversazione nello Spirito e Confessio Laudis
L’intervento dell’Arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, ha riletto la Visita Pastorale partendo da un’esperienza vissuta sul campo e giunta al suo terzo anno di attuazione. Il cuore di questo percorso non risiede nel controllo burocratico o nell’ispezione amministrativa delle parrocchie, ma nella possibilità di sperimentare la potenza e la gioia del Risorto che già abita la storia e le nostre comunità.
Alla base dell’intero metodo vi è la Conversazione nello Spirito, uno stile di ascolto attivo in cui ciascun intervento viene accolto come un dono condiviso, escludendo a priori la logica del dibattito o dello scontro. La riflessione teologica di monsignor Tisi ridefinisce la natura stessa del lavoro pastorale: gli operatori non sono chiamati a “generare” il Regno con le proprie forze, ma ad agire come levatrici. Come la levatrice non crea la vita ma scorge dove sta nascendo e ne accompagna la venuta alla luce, così la Chiesa è invitata ad abbandonare la cultura del lamento per riconoscere l’opera di Dio già presente tra le persone.
Ispirandosi all’insegnamento del cardinale Carlo Maria Martini, la Visita supera il tradizionale approccio statistico per imperniarsi sulla Confessio Laudis. Invece di richiedere moduli formali o cifre amministrative, a ogni comunità viene chiesto di raccontarsi attraverso tre tappe semplici e concrete:
- Evidenziare due realtà belle per le quali rendere grazie;
- Mettere in luce una situazione difficile da affrontare con franchezza;
- Tratteggiare un piccolo sogno da realizzare insieme per il futuro.
Attraverso questo metodo, i laici e i consigli pastorali diventano i veri protagonisti del percorso, accompagnando la comunità a riflettere su sé stessa mentre il Vescovo si pone in un ascolto profondo. A questa dinamica si affianca la scelta prioritaria del Vescovo di recarsi personalmente nelle case degli ammalati e degli anziani, portando vicinanza e consolazione e aiutando l’intera Chiesa locale a riscoprire la bellezza del Vangelo.
- La Visione del Vescovo Michele Tomasi: Sostare nelle Comunità con Verità e Amore
Nel suo discorso all’assemblea, il Vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, ha delineato l’orizzonte spirituale della Visita Pastorale, definendola come il passaggio essenziale dal semplice “passare” al “sostare”. Richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco nell’udienza ai nuovi vescovi – in cui si ricorda che il Vescovo impara ogni giorno ad amare il suo popolo – mons. Tomasi ha sottolineato che l’amore pastorale si apprende frequentando le persone, guardando i volti e ascoltando le storie con una presenza distesa e prolungata nel tempo.
Riprendendo esplicitamente il testo del 2011 del cardinale Carlo Maria Martini sulla Visita Pastorale, il Vescovo ha richiamato l’esigenza di porre le parrocchie in uno “stato di allerta” inteso come vigilanza evangelica, sollecitandole a un'”autocritica realista”. La Visita richiede di mostrare la parrocchia così com’è, senza finzioni né infingimenti («senza tirare fuori per l’occasione il servizio di piatti belli»). Si tratta di vivere la “verità detta con amore”, riconoscendo con franchezza cali numerici e fatiche, ma senza lasciarsi paralizzare dal pessimismo.
A livello simbolico ed ecclesiale, questo passaggio dal singolare al plurale è stato espresso nell’assemblea anche dal canto composto da Sorella Monica per la Visita Pastorale: se nell’icona biblica di Antiochia è Barnaba che «vide la grazia di Dio e si rallegrò», l’inno assembleare invita l’intera comunità a cantare e a riconoscere, insieme, i segni dello Spirito.
Per guidare il cammino di preparazione e svolgimento della Visita, il Vescovo ha indicato tre domande fondamentali:
- Quali sono i punti di forza delle nostre comunità e le radici delle Collaborazioni Pastorali in atto?
- Quali le fragilità, i cantieri aperti e le conversioni a cui siamo chiamati?
- Quali sono i germogli di speranza da custodire e i sogni da sviluppare per il futuro?
Mons. Tomasi ha confermato che la Visita Pastorale non blocca né sospende l’ordinaria attività della Chiesa diocesana. Continuano a pieno ritmo i percorsi del cammino sinodale, la riflessione corale sui ministeri ordinati e battesimali, e la riorganizzazione operativa della Curia diocesana (guidata dal nuovo Consiglio di Curia composto dal Vicario per il Clero, dal Delegato per le Collaborazioni Pastorali, dal Cancelliere e dai laici coordinatori delle diverse aree).
Calendario delle Prime Tappe (2027)
La Visita Pastorale prenderà avvio sul territorio a partire dal mese di gennaio 2027:
- Gennaio – Luglio 2027: Collaborazioni Pastorali di Caerano, Montebelluna, Trevignano, Resana e Castelfranco.
- Settembre – Dicembre 2027: Collaborazioni Pastorali di Vedelago, Giavera, Arcade-Spresiano/Covolo e Silea.



