P. Siro da Sucua (Ecuador)

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Missione tra gli ShuarCarissimi,
vi ricordo con affetto e ringrazio di cuore per la vostra generosa offerta e le vostre preghiere. Noi missionari siamo sempre meno, però gli Shuar, anche se pochi, prendono poco a poco il nostro posto.
Con le strade sparisce la selva. La televisione, il telefonino, le compagnie minerarie dividono le comunità cristiane, creando molta confusione nel cuore degli indigeni.
La invasione di moltissime sette religiose, e i partiti politici, mettono uno contro l'altro. Da una cultura monolitica a una pluralistica è un passo difficile.
Ci vuole molto dialogo, cosa quasi impossibile in un gruppo disperso, che corre dietro alle novità. Grazie alle strade, posso ancora visitare i villaggi. Dio farà l'impossibile.
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Da Sucua, Ecuador, notizie da padre Siro Pellizzaro, missionario

padre Siro PellizzaroSucua, Pentecoste 2011
Carissimi amici,
ringrazio di cuore la vostra generosa offerta e le vostre preghiere. Ritorno adesso da un villaggio dove i veri cristiani sono pochi, perché molti si fanno protestanti e Testimoni di Geova per ricevere regalini. Anche oggi si vende Gesù per pochi soldi come Giuda. Anche nel seminario Shuar le vocazioni sono sempre meno. Adesso che sono arrivate le strade e le compagnie petroleras e mineras la gente va a lavorare come operai abbandonando le loro terre, o stanno in casa alla tivu e pochi si radunano per le funzioni religiose. I missionari invece di aumentare sono sempre meno e più vecchi.

In questi ultimi anni sono morti 5 missionari senza essere sostituiti per altri. Cosicchè abbiamo più lavoro e meno forza. Anche se le mie gambe non mi permettono lunghe camminate posso arrivare in macchina a quasi tutti i villaggi.

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Lettera di p. Siro Pellizzaro – Ecuador – gennaio 2005

alcuni stralci della lettera da P. Siro Pellizzaro dall'Amazzonia Ecuadoriana


Sucua 1, Gennaio 2005.

Carissimo Gruppo Missionario, (...) le lettere arrivano e partono sempre in ritardo, perchè, come sapete già, non c'è la posta in questo paese.

Anche se il gruppo missionario non si rinnova con elementi giovani, non deve scoraggiarsi, ma illuminare sempre di più la chiesa locale con lo spirito missionario, affinchè non perda la sua identità. La chiesa è missionaria e se perde questa qualità, non è più la chiesa di Cristo.

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Lettera di p. Siro Pellizzaro – Ecuador – maggio 2004

Sucua, 31 Maggio 2004.

Carissimi,

vi mando una circolare, perchè la lettera che ho scritto a ognuno mesi fa non è arrivata. Hanno licenziato il postino corrotto che si metteva i soldi in tasca e non spediva le lettere. Adesso Sucua non ha postino e devo imbucare le lettere a Macas, città capitale della provincia, a circa 25 Km di distanza.

Ringrazio di cuore tutti voi che coi soldi e le preghiere avete aiutato questa missione, sperduta nella selva delle Amazzoni.

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Lettera di p. Siro Pellizzaro – Ecuador – marzo 2004

Sucua, 15 Marzo 2004

Carissimi amici del Gruppo missionario,

Finalmente trovo un pò di tempo per scrivere. Anzitutto sento il bisogno di ringraziare di cuore tanti favori ricevuti durante la mia permanenza in Italia. Il vostro affetto e la vostra bontà mi hanno fatto sentire in famiglia. Ringrazio anche la vostra collaborazione economica che mi ha aiutato a risolvere molti problemi della missione.

Ringrazio soprattutto le vostre preghiere, che operano il miracolo della conversione a Cristo degli indigeni. Tutti voi mi avete fatto sentire che la missione non è mia ma nostra e che tutti insieme siamo missionari in modo differente. Mi sento veramente un inviato della chiesa di San Donà, per impiantare la chiesa di Cristo fra gli shuar dell'Amazzonia.

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Lettera di p. Siro Pellizzaro – Ecuador – marzo 2003

Sucua, 19 Marzo 2003.

Carissimi del gruppo missionario, ringrazio di cuore la vostra generosa offerta, che risolve tanti problemi di questa missione, che vive della Provvidenza. Ringrazio anche l'anonimo dell'offerta anteriore. Che Dio vi paghi e vi colmi di benedizioni.
Io vi ricordo sempre, specialmente nella S.ta Messa. Sento anche che formo comunità con voi nel lavoro missionario. Tutti lavoriamo secondo il nostro carisma per l'impiantazione del Regno di Dio: io in prima fila a contatto diretto coi pagani e voi assieme a me con la preghiera e anche l'appoggio materiale per la mia sopravvivenza e le spese della missione (La casa di formazione dei ministri indigeni; i veicoli per visitarli nei villaggi sparsi nella foresta: gli alimenti nei giorni di ritrovo e nei corsi di formazione, l'educazione dei trovatelli, la manutenzione dei religiosi indigeni che sto formando e che collaborano nella pastorale...).

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