Cento anni dopo

CENTO ANNI DOPO
di Marco Franzoi
Una piccola riflessione per confrontare due 30 ottobre, distanti temporalmente un secolo.

Nel primo (era il 30 ottobre 1918) verso le 13, dopo un lungo anno, i soldati italiani riattraversavano il Piave su una passerella (a valle dell’attuale ponte), per dirigersi a Portogruaro. In quello stesso giorno, su permesso speciale concordato al momento, transitava di lì anche mons. G.B. Bettamin, il primo civile a ritornare tra le macerie di San Donà.

Ebbene, esattamente cento anni dopo lo “stesso” fiume è alto, minaccioso, rigonfio delle acque color caffelatte raccolte prevalentemente dal suo bacino montano; bacino che poi, come un grande imbuto, si stringe per tutta la pianura sino al mare Adriatico. Cento anni dopo, …

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Ricordando il novembre 1966

Ricorre in questi giorni il 50° anniversario dell’alluvione che nei giorni dal 3 al 6 novembre 1966 colpì più di seicento comuni dell’Italia. Gli eventi maggiormente ricordati sono l’allagamento di Firenze e la storica acqua alta (“aqua granda”) di Venezia.
Tuttavia anche il territorio di San Donà fu colpito pesantemente dall’evento. Il nostro patrono San Donato, Vescovo di Arezzo, è significativamente Protettore dalle alluvioni.

Nei giorni alla prima metà del novembre 1966 vennero allagati quasi 35.000 ettari (circa il 60% della superficie) del “Basso Piave”. Molte zone a quota più bassa rimasero sommerse per più di un mese.
Tra il 4 e 5 novembre, il 53% del territorio nord orientale del Comune di San Donà veniva sommerso dall’acqua di colma dei collettori di bonifica Grassaga, Bidoggia e Navigabile. Vennero evacuate 950 abitazioni, con una punta massima di quasi mille profughi e sfollati.

 

La cronaca degli eventi

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100 anni fa il Decreto su san Donato patrono della parrocchia

I compatroni san Donato e Beata Vergine delle Grazie (lunetta Duomo)I santi con il nome di Donato sono una dozzina nel martirologio romano.
Proprio un secolo fa, con decreto emanato il 16 maggio 1916, il beato vescovo di Treviso mons. A. G. Longhin stabilì essere il san Donato vescovo martire di Arezzo (IV secolo) il compatrono – assieme alla Beata Vergine delle Grazie - della Parrocchia del Duomo.
Il territorio di San Donà di Piave poteva contare su una sua identità propria almeno dall’VIII secolo d.C., quando era già vivo il culto a san Donato martire, che qualche studioso indicava però essere il vescovo dell’Epiro, cui è dedicata (assieme a Maria Santissima) la basilica minore di Murano.
In mancanza di una documentazione sicura cui fare riferimento per il patrono della parrocchia, ci fu una vera e propria disputa sull’identità di san Donato: di Arezzo o di Evorea nell’Epiro?
Ripercorriamo la storia della centenaria decisione vescovile, che risolse definitivamente la controversia.


L’origine della disputa sull’identità del Santo

La devozione a san Donato nel nostro territorio ha origini molto antiche. Per quanto riguarda l’identità del Santo, ricerche storiche indirizzarono verso i due vescovi rispettivamente di Arezzo e di Evorea nell’Epiro, attuale Grecia.

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La lunetta di San Donato nella chiesa di Musile

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Lunetta di S. Donato a MusileDalla "Vita del Popolo", segnaliamo questo articolo di Barbara Fornasier, su una nuova opera dedicata a S. Donato nella chiesa di Musile. E' un'opera significativa anche per la nostra parrocchia e città, che hanno S. Donato come patrono assieme a S. Maria delle Grazie.
Il dipinto va ad arricchire, con la vetrata, la pala d'altare, la lunetta nel duomo sandonatese e la statua lignea nella chiesa di Calvecchia, le raffigurazioni del santo che è patrono di tutto il nostro territorio fin dal medioevo. Infatti il nome di Terra Sancti Donati compare per la prima volta in un documento nel 1312, ma la sua venerazione risale ad alcuni secoli prima.

"Il 7 agosto la parrocchia di Musile di Piave vivrà un momento molto significativo: infatti durante la messa delle 19.00 in onore del patrono verrà benedetta la lunetta di San Donato posta all’esterno sopra la porta a sinistra, dalla parte della canonica.

Il costo della lunetta è stato sostenuto dall’associazione culturale 7 agosto che ha stanziato, 4 anni fa, la somma proprio per questo scopo ed è stata realizzata dall’artista romano Edoardo Riccoboni.

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Quando piove (molto)…

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Particolare della vetrata del Duomo di San Donà di PiaveLe particolari condizioni meteo di questo periodo, certamente al di fuori della norma, hanno evidenziato quel fatto forse non comunemente percepito nella nostra quotidianità: di vivere cioè in un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Un flusso di correnti atlantiche umide e tiepide ha causato le intense precipitazioni di queste ultime settimane, tanto che la quantità di pioggia caduta è nettamente al di sopra della media di questo periodo, che dovrebbe essere il più secco dell'anno. Ebbene, in una situazione meteorologica come questa sono da considerarsi due diversi livelli di gestione idraulica.
Un primo è rappresentato dalle "acque esterne", ossia i corsi d'acqua arginati e direttamente collegati con il mare: così i fiumi Piave e Livenza, ma anche i canali emissari Brian, Revedoli. L'altra gestione riguarda invece la rete di bonifica (le acque "interne"), che sono scaricate all'esterno (cioè in mare) prevalentemente con l'energia meccanica delle idrovore. Sempre se, appunto, le acque esterne di recapito non sono troppo alte...

Il Piave

Qualche giorno fa si era preoccupati per l'ingrossarsi del Piave (vedi i titoli dei giornali locali), ma fortunatamente le sue acque di piena sono rimaste entro i livelli di sicurezza. Infatti il nostro fiume è alimentato essenzialmente dal suo bacino montano, interessato in questo periodo soprattutto da precipitazioni (pur eccezionali) di carattere nevoso: quindi il suo livello è rimasto entro i limiti di guardia. Eventualmente se ne riparlerà allo scioglimento, comunque graduale, di questa copiosa neve...
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San Donato: patrono della parrocchia e della città

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Vetrata di San Donato e San Tiziano
Il 7 agosto si festeggia San Donato, vescovo martire di Arezzo del IV sec., eretto patrono di San Donà di Piave, cui dà il nome, e compatrono – assieme alla Beata Vergine delle Grazie - della Parrocchia del Duomo.
San Donato fu un grande taumaturgo. Si racconta che da molto tempo non cadeva la pioggia e le campagne erano riarse e i raccolti in pericolo. I sacerdoti pagani incolparono di ciò Donato, perché secondo loro gli dei si sarebbero offesi e adirati per la sua predicazione, decidendo così di non mandare più la pioggia.
Chiamato in giudizio, per dimostrare quanto gli dei pagani fossero falsi, Donato invocò la pioggia, che improvvisamente cadde abbondante su giudici ed accusatori, lasciando però completamente asciutto il santo...

Il territorio di San Donà di Piave poteva contare su una sua identità propria già dal VII secolo d.C. In quel periodo era già vivo il culto a San Donato martire, che qualcuno (Plateo e Agnoletti) voleva fosse il vescovo dell'Epiro ma che, in via definitiva, un documento di curia stabilì essere stato il vescovo di Arezzo.
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San Vincenzo Ferrer, nella pala del Cherubini nel Duomo

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Pala d'altare nel Duomo di San Donà di Piave: San Vincenzo FerreriVincenzo Ferrer nacque a Valenza (Spagna) nel 1350. Ammesso a far parte dei Frati Predicatori, insegnò teologia.
Vincenzo si trovò a vivere al tempo del grande scisma d'Occidente, quando i papi erano due e poi tre. Ancora giovane domenicano, era stato notato da Pietro de Luna, legato del papa avignonese. Seguendo da vicino il cardinale, si rese però conto che la Chiesa aveva più che mai bisogno del ripristino dell'unità e della riforma morale. Incominciò allora la sua attività di predicazione.
Nel 1394 il suo protettore, il cardinale de Luna, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, lo nominò suo confessore, cappellano domestico, penitenziere apostolico. Egli intensificò la sua attività ma nel 1398 si ammalò ed ebbe una visione nella quale gli apparve il Salvatore accompagnato da san Domenico e san Francesco. Il Signore toccò la guancia del malato e gli ordinò di mettersi in viaggio e conquistare molte anime. Vincenzo lasciò così Avignone ed intraprese vere e proprie campagne di predicazione in Spagna, Svizzera e Francia, in cui parlava dell'Anticristo e del giudizio finale. Contribuì così in modo decisivo alla fine dello scisma e al miglioramento dei costumi.
Andò camminando e predicando per una ventina d'anni. Morì a Vannes (Francia) nel 1419 e fu canonizzato nel 1458 da papa Callisto III, suo compatriota (fonte: Domenico Agasso in https://www.santiebeati.it; Famiglia Cristiana)

San Vincenzo è ritratto in una pala d'altare del Duomo di San Donà di Piave.
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Cittanova in festa per la Patrona Santa Maria del Monte Carmelo

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la chiesa di CittanovaLa Frazione e soprattutto la Parrocchia di Cittanova sono in festa per la Patrona Santa Maria del Monte Carmelo (16 luglio).
Da alcuni mesi si sono avviati gli attesi lavori di ristrutturazione della chiesa, che dovrebbero concludersi entro questo 2012, restituendo ai Parrocchiani ed al culto un edificio sacro rinnovato.
Questo piccolo centro, con la sua antichissima storia ("Sede della Serenissima" indicano dei laconici cartelli turistici), è un emblema di pluralismo: diviso tra i comuni di San Donà di Piave ed Eraclea e confinante con Torre di Mosto; facente parte del Patriarcato di Venezia e confinante con le Diocesi di Treviso e Vittorio Veneto.
Cittanova ha un legame particolare con la Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà risalente alla storia recente...
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Ricordando il novembre 1966

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Alluvione del 1966a San Donà. Foto di Angelino e Filiberto Battistella

Mentre il pensiero e la preghiera vanno per le persone morte e le popolazioni colpite nelle recenti alluvioni di Genova, Cinqueterre e Lunigiana, teniamo desta l'attenzione perché ci sia una migliore gestione del nostro territorio.

Ricorre quest'anno, proprio in questi giorni, il 45° anniversario dell'alluvione che nei giorni dal 3 al 6 novembre 1966 colpì più di seicento comuni d'Italia. Gli eventi maggiormente ricordati saranno l'allagamento di Firenze e la storica acqua alta di Venezia.  Anche il territorio di San Donà, il cui Patrono, San Donato, Vescovo di Arezzo, è significativamente il Protettore dalle alluvioni, fu colpito dall'evento.

In quei giorni del novembre 1966 vennero allagati quasi 35.000 ettari (circa il 60 % della superficie) del "Basso Piave". Molte zone a quota più bassa rimasero sommerse per più di un mese. Tra il 4 e 5 novembre, il 53% del territorio nord orientale del Comune di San Donà veniva sommerso dall'acqua di colma dei collettori di bonifica Grassaga, Bidoggia e Navigabile. Vennero evacuate 950 abitazioni, con una punta massima di quasi mille profughi e sfollati.

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La lunetta del Galletti nel Duomo

Lunetta del DuomoClicca qui per la foto completa.

Sopra la bussola in legno della porta principale del Duomo di San Donà di Piave si può ammirare l’opera del sandonatese Giuseppe Galletti (1911-93), che ricopre appunto la lunetta, nascosta all’esterno dal pronao.

Il dipinto a mezza luna fu completato dell’artista sandonatese nell’autunno 1940.

L’annuncio dell’imminente completamento di quest’opera venne dato nel Foglietto Parrocchiale dell’1 settembre 1940:

Qualcuno si chiederà: quando finirà il dipinto che sta nascosto dietro l’armatura – sopra la porta maggiore?

Siamo lieti di poter dire che ormai il lavoro è quasi perfetto e ci pare anche di poter assicurare che il grande quadro sarà veramente il poema sacro della Parrocchia di S. Donà verso la celeste Protettrice. Fin d’ora ci rallegriamo col giovane ma valente prof. Giuseppe Galletti, che in quest’opera afferma trionfalmente le sue preziose doti di artista cristiano.”

Il valente artista aveva ventinove anni.

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La Festa di San Donato

Pellegrini sandonatesi nel duomo di Arezzo davanti all'arca del santo7 agosto, Festa di San Donato Vescovo Martire di Arezzo e compatrono della Parrocchia del Duomo

Il 7 agosto di cinquant’anni fa, una domenica, così veniva ricordata la Festa del Patrono di San Donà di Piave e compatrono della Parrocchia del Duomo:

Oggi è anche la festa del Santo Vescovo e Martire che ha dato il Suo nome venerato e glorioso alla nostra terra. Non manifestazioni mondane, ma sincera pietà e devozione ci deve raccogliere, oggi, intorno alla maestosa figura del Vescovo eroico, che nei primi secoli del Cristianesimo ha difeso eroicamente la sua fede e per essa ha versato il suo sangue.

In suo onore, nell’Altare di Maria Bambina, davanti alla Celeste Madre e insieme con S. Liberale abbiamo voluto la bella figura di S. Donato e a Lui, in suo onore, nella frazione più antica di S. Donà, a Calvecchia, abbiamo costruito una Chiesetta, che ormai da trent’anni educa e accoglie le anime delle nuove generazioni nel nome di S. Donato Vescovo e Martire. In onore di Lui abbiamo anche portato il nome venerato nella nuova Parrocchia di Pedrinhas, nel Brasile, dove insieme con noi, oggi, nella bella Chiesa di quella Parrocchia, sotto la guida del carissimo Don Ernesto Montagner, centinaia, migliaia di fratelli celebrano e onorano il grande Vescovo Martire.

O caro Santo, che i nostri Padri hanno voluto come protettore e hanno sempre invocato in tutte le vicende della storia, memori della pietà antica noi oggi ci avviciniamo al tuo Altare e, baciando la tua reliquia, rinnoviamo il patto d’amore e di fede, nel tuo Nome venerato e potente.” (F.P. 7 agosto 1960)

San Donato è ritratto nel Duomo in tre opere:

 

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Ricordando mons. Angelo Dal Bo a cent’anni dalla nascita (parte 2)

Link: Mons. Angelo Dal Bo a cent'anni dalla nascita (parte 1)

Una foto di mons. Angelo dal Bo da giovaneMons. Angelo Dal Bo (San Trovaso, 15/10/1910 - San Donà di Piave, 28/5/1974), arrivò nella nostra città quale nuovo arciprete della Parrocchia Santa Maria delle Grazie il 3 settembre del 1961, accompagnato dal Vescovo di Treviso mons. Antonio Mistrorigo.

Ad una settimana dall’insediamento presentò nel Foglietto Parrocchiale il suo programma pastorale:

Carissimi Sandonatesi,

ripeto a tutti il mio saluto e il mio augurio avvalorato dalla benedizione che assieme al nostro Vescovo vi ho dato domenica subito dopo la cerimonia della mia immissione in possesso della parrocchia di S. Donà.

Sono ormai tra voi, Padre e Pastore delle vostre anime, desideroso di formare assieme una bella e cristiana famiglia parrocchiale. Da ora in poi le vostre gioie saranno anche le mie, come i vostri dolori saranno pure miei dolori.

Al Vangelo della prima Messa celebrata per voi ho esposto il mio programma pastorale, e non vi dispiaccia se riporto qui alcuni punti di esso, affinché almeno un’eco di quanto ho detto, arrivi a coloro che non hanno potuto essere presenti.

Sono venuto tra voi quale maestro per indicarvi la via sicura del Cielo.

E lo farò continuando ad intensificare il catechismo ai piccoli, l’istruzione religiosa agli adulti nelle varie forme di prediche, conferenze, conversazioni, convegni di studio, per una  formazione cristiana che basata su saldi principi non abbia a tentennare e a venir meno di fronte alle prove e ai pericoli che si incontrano, oggi più che mai, nella vita.

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La devozione a San Donato (7 agosto)

La reliquia di S. Donato d'Arezzo Vescovo e martire conservata in DuomoÈ assodato che la devozione a San Donato, nel nostro territorio, ha origini molto antiche. In un passato non troppo lontano sorse però una discussione sull'identità di Donato, perché di Santi con questo nome ce ne sono ben dodici, anche se le ricerche più precise indirizzano verso i due Vescovi rispettivamente di Arezzo e dell'Epiro.

In particolare, i due studiosi Plateo e Agnoletti avanzavano la tesi che si trattasse di San Donato Vescovo dell'Epiro, le cui reliquie - secondo il primo - agli inizi del XII secolo furono trasportate e quindi conservate nella chiesa di S. Maria a Murano (Diocesi di Torcello), che fu poi (1140) intitolata appunto a San Donato.

La fama e quindi la devozione del Vecovo dell'Epiro - sempre secondo Plateo (1907) - si diffuse rapidamente in queste terre, tanto da "indurre i Vescovi di Torcello, Treviso, Eraclea e Jesolo a costruire una cappella presso la Torre del Caligo dedicata a S. Donato (...) La cappella fu consacrata dopo il 1186".[1]
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