Cento anni fa (novembre-dicembre 1917)

In seguito alla disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917), con l’attestazione del fronte di guerra sul Piave, anche i paesi del basso corso del fiume divennero tragico teatro di guerra: alla sinistra del fiume si insediarono le armate austro-ungariche, mentre alla destra la terza armata italiana.
Negli ultimi due mesi del 1917 si consumò così la prima battaglia del Piave (la seconda sarebbe stata quella del Solstizio nel giugno del nuovo anno). Con la “battaglia d’arresto” si era passati dalle rocce del Carso alle paludi del Basso Piave.
All’inizio dell’occupazione, il Comando dell’Isonzo Armee s’insediò a Villa Ronchi di Palazzetto e, per una decina di mesi, nella azienda De Faveri in località Fiumicino (Cittanova) di San …

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La Festa dell’Assunzione di Maria

Particolare della tela dell'Assunzione presente nel Duomo di San DonàLa Festa dell'Assunzione di Maria fu sancita con il dogma del 1° novembre dell'anno santo 1950 (Costituzione apostolica «Munificentissimus Deus»).
Si tratta dell'ultimo dogma finora proclamato da un Papa.


"Pio XII, con la proclamazione solenne di Maria Assunta, ha inteso annunciare solennemente a tutto il mondo la nobiltà e la dignità del corpo umano, mortificato, umiliato, avvilito e profanato in mille modi durante la seconda guerra mondiale da poco conclusa. Di fronte ai lager di Dachau e di Auschwitz, dove si era consumata la violazione più dissacrante del corpo umano, il mistero dell'Assunzione proclama il destino soprannaturale e la dignità eccelsa di ogni corpo umano, chiamato dal Signore a diventare strumento di santità e a partecipare alla sua gloria." (Giovanni Paolo II, Catechesi di mercoledì 9 luglio 1997, n. 5 in www.mariedenazareth.com)

La solenne definizione
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Festa dei Salesiani Cooperatori del Triveneto a San Donà

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Festa dei Cooperatori salesiani 2014All'Oratorio Don Bosco domenica 6 aprile 2014 si è tenuta la Festa dei Salesiani Cooperatori della "Provincia Veneta", che raggruppa i diversi centri (gruppi) del Triveneto.

Radunatisi da diversi luoghi di Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia e Veneto, sono convenuti a San Donà di Piave circa 140 Salesiani Cooperatori per la loro giornata annuale di riflessione, confronto e... ovviamente festa! Mentre gli adulti erano radunati per i momenti di scambio, alcune mamme intrattenevano i bambini presenti con giochi ed attività in allegria.

Don Enrico Peretti, delegato provinciale salesiano, già direttore del nostro Oratorio (1998-2004) ed ora direttore dell'Istituto Salesiano San Marco di Mestre, ha condotto la riflessione del mattino. Ha introdotto l'intervento ricordando che don Bosco è il Santo della Pasqua: è infatti l'unico canonizzato il giorno di Pasqua (il 1° aprile ricorrevano gli 80 anni dell'avvenimento) e ha ufficialmente posto la sede dell'Oratorio nella Cappella Pinardi a Torino il giorno di Pasqua del 1846.

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San Francesco d’Assisi

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Vetrata di San Francesco e Santa CaterinaNella Festa di San Francesco, Papa Bergoglio visita per la prima volta Assisi.
Francesco nacque ad Assisi nel 1181. Suo padre era il commerciante di tessuti Pietro Bernardone. Da ragazzo, allegro e malinconico, si abbandonava volentieri a sogni cavallereschi. Partecipò anche alla guerra tra Assisi e Perugia, che gli costò un anno di prigionia pieno di ripensamenti.
La luce gli venne da un ardente incontro con Cristo. Dapprima Francesco lo "riconobbe" quando riuscì a superare l'orrore che provava per i lebbrosi, al punto da abbracciarne e baciarne uno per amore Suo. In seguito, ne udì la voce mentre pregava nella chiesetta diroccata di San Damiano: "Francesco, ricostruisci la mia casa".
Si mise così a ricostruire quella chiesetta semidistrutta, vendendo anche della merce presa alla bottega del padre. Quando costui pretese la restituzione delle sue stoffe, Francesco si spogliò di tutto, anche dei suoi abiti, lieto di poter finalmente riconoscere Dio come unico Padre. Comprese che gli chiedeva di lavorare alla costruzione della Sua Chiesa, sofferente per le troppe ricchezze e per la mancata evangelizzazione degli umili.
Francesco sposò "Madonna povertà" e divenne un mendicante che, nel suo pellegrinare, annunciava il Vangelo prendendolo alla lettera. Fu presto attorniato da uno stuolo di discepoli e di sorelle spirituali, prima tra tutte Chiara.
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70 anni fa il Voto dei Sandonatesi alla Vergine Maria

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La statua della Vergine benedicente San Donà sul timpano del DuomoQuasi un secolo dopo la liberazione miracolosa dal colera, la Comunità di San Donà, assieme al suo Pastore mons. Luigi Saretta, invocò ancora la protezione della Madonna delle Grazie per un "morbo" di ben altra entità. Una settimana dopo la firma dell'Armistizio da parte di Badoglio, il 3 settembre, le truppe tedesche occuparono l'Italia Centro-settentrionale. Il 23 settembre 1943 veniva fondata Repubblica di Salò.
Il giorno successivo, venerdì 24 settembre 1943, i fedeli di San Donà erano radunati nel cortile dell'Oratorio Salesiano per la tradizionale Festa della Madonna del Colera. In quell'occasione si supplicò la Vergine di liberare la città e la popolazione dalla guerra, le cui distruzioni sino ad allora non avevano ancora riguardato San Donà di Piave e il territorio italiano in generale, ma i suoi echi si facevano ormai vicini:
"San Donà di Piave ha fatto il suo voto alla Madonna; per la bocca del Vescovo, nella solennità del 24 Settembre; tutto un popolo immenso, rinnovato nello spirito della fede e dell'amore, ha presentato con umiltà e confidenza la sua promessa alla Celeste Regina. Lei, che è Madre e che tutto può sul Cuore del Figlio, siamo sicuri che non ci lascerà senza protezione e senza conforto.
In tutte le case sarà recitato ogni sera il S. Rosario (...) Verrà il giorno della gioia; allora scioglieremo il nostro voto, con tutta la generosità di cui saremo capaci (...) Siamo certi ormai che il cuore di S. Donà di Piave, in questa occasione sarà pari alla sua fede. Coraggio! La Madonna non ci abbandonerà. E negli anni venturi la festa del 24 settembre sarà per nuove grazie e per nuovi favori la festa della riconoscenza e della gratitudine." (F.P. 26 settembre 1943).
Ecco il voto alla Vergine Maria:
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Festa Patronale a Cittanova, alla vigilia dei suoi sessant’anni

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la chiesa di CittanovaIl giorno dedicato alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Madonna del Carmine) è festa patronale a Cittanova, frazione di San Donà la cui parrocchia fa parte del Patriarcato di Venezia.
Il prossimo anno, si festeggeranno i primi sessanta anni della Parrocchia dedicata alla Madonna del Carmine.
Infatti, Il 28 febbraio 1954, giorno dell'inaugurazione della visita della diocesi del Patriarca Angelo Roncalli, la Sacra Congregazione concistoriale emanò il decreto che sanciva l'ampliamento del Patriarcato sul confine nord-orientale, la zona di Cittanova, appunto.
Così la zona soggetta alla Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave, e quindi della Diocesi di Treviso, fu aggregata ad una parte della Parrocchia San Tiziano di Stretti di Eraclea e quindi al Patriarcato di Venezia.
Di lì a meno di due mesi, il 20 aprile 1954, il Cardinale Roncalli erigeva la nuova Parrocchia di Cittanova di Eraclea dedicata alla Madonna del Carmine, che raccoglieva seicento anime.
Domenica 5 dicembre 1954 fece il suo ingresso il nuovo e primo Parroco don Giovanni Bessegato, già cappellano di mons. Saretta e dal 1949 attivo a Cittanova. Nell'occasione venne anche benedetto il nuovo Asilo.
Nel Foglietto Parrocchiale del Duomo di San Donà del 12 dicembre 1954 mons. Saretta commentava l'avvenimento:
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Un secolo di carità: dal 1913 le Suore di Maria Bambina a San Donà

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Santa Bartolomea Capitanio fonte: https://digilander.libero.it/nonsoloperfede/Santi/Capitanio_Gerosa.htmSanta Vincenza Gerosa fonte: https://www.santiebeati.it/dettaglio/32700Nell'occasione della Festa liturgica di S.ta Bartolomea Capitanio e S.ta Vincenza Gerosa, ricordiamo i cento anni di presenza a San Donà dell'Istituto religioso fondato nel 1832, chiamato Suore di Maria Bambina (Suore di Carità), per la particolare devozione a Maria nascente.
Le prime suore arrivarono infatti a San Donà nel 1913, in occasione della fondazione dell'Ospedale Civile Umberto I, chiamate dal comm. Antonio Trentin, in accordo con il parroco mons. Bettamin, per l'assistenza ai malati e la direzione interna dell'opera.
Erano accompagnate dalla madre Generale suor Angela Ghezzi e la prima superiora di quella prima comunità fu la sandonatese suor Santa Tomasoni, che morirà solo tre anni dopo.
Santa Vincenza Gerosa (1784-1847) e Santa Bartolomea Capitanio (1807-1833), entrambe di Lovere (Bergamo), si sono santificate nell'opera comune di assistere e curare i malati, per i quali crearono appunto il nuovo Istituto religioso.
Il loro carisma è "prolungare nel tempo la carità di Gesù Redentore che dà la vita, perché l'uomo abbia vita, attraverso le opere di misericordia".

Le diverse comunità delle Suore di Maria Bambina a San Donà

Nell'agosto del 1915, con il nuovo Parroco mons. Saretta, arrivarono altre Suore di Maria Bambina per fondare una nuova comunità, cui fu affidato l'Asilo infantile nella sede provvisoria di Casa Lizier a Calvecchia.
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La lunetta del Galletti nel Duomo

Lunetta del DuomoClicca qui per la foto completa.

Sopra la bussola in legno della porta principale del Duomo di San Donà di Piave si può ammirare l’opera del sandonatese Giuseppe Galletti (1911-93), che ricopre appunto la lunetta, nascosta all’esterno dal pronao.

Il dipinto a mezza luna fu completato dell’artista sandonatese nell’autunno 1940.

L’annuncio dell’imminente completamento di quest’opera venne dato nel Foglietto Parrocchiale dell’1 settembre 1940:

Qualcuno si chiederà: quando finirà il dipinto che sta nascosto dietro l’armatura – sopra la porta maggiore?

Siamo lieti di poter dire che ormai il lavoro è quasi perfetto e ci pare anche di poter assicurare che il grande quadro sarà veramente il poema sacro della Parrocchia di S. Donà verso la celeste Protettrice. Fin d’ora ci rallegriamo col giovane ma valente prof. Giuseppe Galletti, che in quest’opera afferma trionfalmente le sue preziose doti di artista cristiano.”

Il valente artista aveva ventinove anni.

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