Notizie su missione e salute di don Sergio Teker.

padre Sergio Teker, CileCaro gruppo “Padre Sergio Sorgon”, grazie per i vostri saluti natalizi.
Veramente sono felice di aver dedicato tutta la mia vita ai poveri.
Scrivo un po’ male, perché ho forti dolori alle braccia. La mia salute va di male in peggio, ma finché posso starò in piedi tra i miei ragazzi e dando amore a questa grande famiglia. (in casa siamo 14, ma spesso a tavola siamo 25-30, tutti in gran armonia).

Quest’anno per la prima volta gli aiuti sono …

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Padre Ugo Montagner, ci scrive dal Brasile e racconta della sua missione

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 Padre Ugo Montagner nell'ultimo viaggio a San Donà di PiaveCarissimi amici

NATALE 2012

Tempo marcato per l'attesa allegra della nascita di Gesù che ci porta il dono di una vita nuova e piena di speranza, di pace e di amore, e ci invita a seguire i suoi passi.

Natale è un momento privilegiato per approfondire la nostra fede e il nostro appartenere a LUI.

Natale è celebrare la bontà di Dio con noi, che viene a curare i nostri mali e a riempire la nostra vita con la sua presenza. Presenza di amore e pace per tutti gli uomini, questo è il canto degli Angeli nella notte della nascita di Gesù, e che sia anche il nostro canto.

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Ricordato p. Sergio Sorgon alla Messa vespertina dell’Epifania

anniversario della morte di P. Sergio SorgonAnche quest’anno all’Eucarestia della sera dell’Epifania si è ricordato il nostro concittadino missionario p. Sergio Sorgon, ucciso in Madagascar il 7 gennaio 1985.
A ricordare il confratello c’erano a concelebrare i due carmelitani scalzi, il sandonatese p. Italo e p. Ignazio da Castelfranco. Quest’ultimo è stato assieme a p. Sergio negli ultimi quattro anni del suo apostolato, sino alla morte violenta. Il giorno dell’Epifania di quel 1985 padre Sergio era andato all’aeroporto della capitale Tananarivo per salutare proprio p.
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Padre Marcello Sorgon ha incontrato il gruppo missionario

Padre Marcello SorgonP. Marcello Sorgon, carmelitano scalzo sandonatese, in Madagascar da 38 anni, a pochi giorni dal suo rientro in missione, ha voluto incontrare i componenti del Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon", il cui nome deriva appunto da quello del cugino e confratello, ucciso nell'Isola Rossa nel 1985.

Prima di raccontare alcuni episodi del suo passato ed attuale operato, ha voluto fare una premessa indispensabile, che sente necessaria dopo i vari incontri con i gruppi qui in Italia.

"Prima di voler fare i missionari o di aiutarli, bisogna essere missionari; è necessario essere aperti al mondo, non chiusi nei nostri problemi". Ancora, p. Marcello ha ricordato che non deve essere il "fare" la prima preoccupazione, ma il domandarsi come vivere la missionarietà, cui tutti siamo chiamati.

"Bisogna avere la passione di amare tutti gli uomini, con la dimensione del cuore di Cristo; bisogna sforzarci a portare nel cuore tutta l'umanità e anche quelli che non sopportiamo, che non amiamo, senza preoccuparsi di non essere ricambiati. Tutti sono infatti nostri fratelli in Cristo, anche se ci fanno del male".

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Lettera di Padre Italo Padovan, già missionario in Madagascar

Padre Italo PadovanCarissimi Amici delle Missioni,

pace e gioia in Colui che può donarcene tanta!

Vi scrivo dal Convento di TREVISO, dove sono stato trasferito. Questa Comunità di Frati è tutta dedicata all'attività apostolica tra i giovani: aiutarli nella ricerca della loro personale chiamata alla missione nella Chiesa e nel Mondo.

Continuerò il mio incarico di Zelatore delle Missioni Carmelitane e continuerò anche a interessarmi delle Adozioni a Distanza dei bambini orfani e poveri della nostra Missione del Madagascar. (...)

La situazione della nostra Missione in Madagascar, benché nel paese regni ancora la confusione politica, è abbastanza serena e tranquilla: non ci sono rivolte violente; ma la decisione delle potenze mondiali di sospendere tutti gli aiuti economici al paese, a causa della instabilità politica, ha bloccato e sta mandando in rovina la già misera economia del paese.

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Don Bruno Zamberlan racconta il suo viaggio per arrivare alla nuova missione.

padre Zamberlan2011,6-18 Agosto: viaggio Lusaka - Moshi

La Toyota Hilux cc 3000 era pronta il giorno prima. Abbiamo dovuto aggiungere il "trailer" per caricare le valigie. Infatti la macchina, di doppia cabina, può avere davanti solo 5 passeggeri e noi eravamo in 9. Quindi gli altri 4 hanno dovuto sistemarsi nel di dietro, che per fortuna era coperto da una capotta. Avevamo già usato questa macchina un mese prima per andare alle cascate Vittoria, distanti 500 Km, però adesso ne dovevamo percorrere 2.600 , attraversando una frontiera a mezza strada.

Dopo aver fatto 30 Km abbiamo dovuto chiedere soccorso: con un'altra macchina ci siamo portati fino alla parrocchia salesiana di Kabwe, a 150 Km da Lusaka, mentre l'altro salesiano polacco ha dovuto ritornare indietro e lavorare fino all'una del mattino per saldare meglio l'aggancio del trailer: la nuova saldatura fatta il giorno prima aveva ceduto completamente. Quella sera siamo andati a dormire alle 22.

La partenza del giorno era stata programmata alle 3 del mattino, però alle due eravamo già tutti svegli; cosicché, dopo aver bevuto un po' di tea, abbiamo ricominciato il nostro viaggio. A 930 Km ci attendeva Nakonde, la frontiera con la Tanzania. Dovevamo attraversarla prima delle 6 della sera, ora nella quale viene chiusa fino alle 6 del giorno dopo.

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I saluti di Don Bruno Zamberlan dalla nuova missione.

Vista del Kilimanjaro dal seminario di don B. ZamberlanCarissimi amici,

ecco come si vede il Kilimanjaro dal Seminario dove mi trovo.

Pensavo di ritornare in patria per celebrare i 40 anni di sacerdozio in Novembre! Non è possibile per causa delle classi all’università. Ritornerò, Dio volente, in Giugno del prossimo anno!

Mi sto adattando al nuovo clima (caldo, umido) al nuovo cibo (riso bollito per pranzo e cena) alla nuova lingua (il Swachili!) che si parla anche in Kenya.

Vi confesso che dovrei essere più giovane per …

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Ricordando p. Vincenzo Tonetto

Padre Vincenzo TonettoIl 10 settembre è trascorso un anno dalla scomparsa del nostro concittadino saveriano p. Vincenzo Tonetto, originario di Calvecchia. Si è ricordato e pregato per lui nella Messa vespertina, in cui ha concelebrato p. Franco Lizzit, suo compagno di studi, e proveniente dalla casa saveriana di Zelarino.

All’amato missionario, chiamato “pai dos pobres” (il “padre dei poveri”) e anche padre Vicentão dalla sua gente, il 15 maggio scorso è stata dedicata la piazza di Piracicaba (Brasile), dove …

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Il vescovo Fabien visita la comunità di Fiorentina

Mons. Raharilamboniaina presso la casa natale di p. Sergio SorgonUNA FIORENTE PRIMAVERA

Mons. Marie Fabien Raharilamboniaina, Vescovo della diocesi malgascia di Morondava, ha presieduto la S. Messa delle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Fiorentina, dedicata alla "Esaltazione della Croce" e quella delle 18 in Duomo, domenica 28 agosto. A Fiorentina concelebravano il parroco don Cristiano, p. Italo Padovan e il segretario del Vescovo p. Solofo, anch'egli carmelitano e già dell'ufficio di p. Marcello Sorgon.

Durante l'omelia, dopo il commento al Vangelo in ottimo italiano, mons. Fabien ha ricordato: "Sono il primo frutto della morte di padre Sergio Sorgon. Egli è stato la «stella» della mia vocazione carmelitana".

P. Fabien infatti, pur non avendo incontrato direttamente il missionario originario di Fiorentina, ne conobbe la figura dopo la sua morte, nel 1985. Rimase talmente colpito, che un anno dopo chiese di entrare tra i Carmelitani Scalzi, della cui missione in Madagascar p. Sergio fu tra i pionieri.

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“Vado, fondo la mia chiesa e torno”.

È il curioso titolo di un interessante articolo del numero 6 di giugno 2011 della rivista "Noti Cum" del Centro Unitario per la cooperazione Missionaria tra le chiese (CUM)* di Verona, promosso dalla CEI.

Il redattore del testo, don Ubaldo Ripa (Parrocchia Pedaso, Diocesi di Fermo), riporta i risultati di un'inchiesta giornalistica che "aiuta ad aprire gli occhi sulla nascita di nuovi culti in Brasile".

Il problema delle sette in Sudamerica e, in particolare in Brasile, è spesso evidenziato anche dai nostri missionari quando rientrano in Italia. P. Ugo Montagner, nel suo recente incontro con il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" ha riferito che solo nella città di Alto Parnaiba, sede della sua nuova parrocchia, vi sono una decina di sette: quando egli arrivò in Brasile, più di trent'anni, fa i cattolici erano il 90% dei fedeli; attualmente sono il 60%...

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don Giancarlo Zanutto chiede le nostre preghiere dall’Ecuador

don Giancarlo ZanuttoBombojza, 1 giugno 2011
Carissimi, (…) Anch’io vi ricordo sempre, direi uno per uno. L’anno prossimo (2012) si compiono i miei 50 anni di Ecuador. Sarà un’occasione per rivederci? Speriamo che il mio ginocchio, intanto, si metta in sesto… mi raccomando alla carità delle vostre preghiere, anche per poter riprendere appieno il mio lavoro missionario.
E un ricordo tutto speciale per don Bruno e don Gino. (…)

Sempre Vostro, D. Giancarlo.

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