Veglia dei Giovani e dei Giovanissimi con il Vescovo Michele

Sabato 4 Aprile, in occasione della GMG 2020, ci sarà la veglia dei Giovani e dei Giovanissimi con il nostro Vescovo Michele.
Un momento in cui ritrovarci insieme per pregare, riflettere e ascoltare quello che il Signore ha da dirci in attesa della Pasqua!
Fisicamente lontani ma in comunione gli uni con gli altri!
Dalle ore 21.00 al seguente link che troverete anche nella Bio di Instagram da sabato mattina!

https://youtu.be/RXohkOy5j8U

Pagina Facebook della Pastorale giovanile Diocesi Treviso

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Veglia a Copacabana, le parole del Papa ai giovani: “Siate costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore!”

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GMG 2013Oltre due milioni di giovani alla Veglia di preghiera a Copacabana per la XXVIII Giornata mondiale della gioventù di ieri sabato 27 luglio 2013. Nel suo discorso il Papa parte dalla storia di san Francesco d'Assisi:
"Davanti al Crocifisso sente la voce di Gesù che gli dice: "Francesco, va' e ripara la mia casa". E il giovane Francesco risponde con prontezza e generosità a questa chiamata del Signore: riparare la sua casa. Ma quale casa? Piano piano, si rende conto che non si trattava di fare il muratore e riparare un edificio fatto di pietre, ma di dare il suo contributo per la vita della Chiesa; si trattava di mettersi a servizio della Chiesa, amandola e lavorando perché in essa si riflettesse sempre più il Volto di Cristo".
"Anche oggi il Signore continua ad avere bisogno di voi giovani per la sua Chiesa. Partendo dal nome del luogo dove ci troviamo, Campus Fidei, Campo della Fede, ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: la prima, il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento; e la terza, il campo come cantiere".
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Omelia del Papa nella Messa a Copacabana. La prossima Gmg sarà a Cracovia nel 2016

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GMG 2013Le parole di Papa Francesco nell'Eucarestia di conclusione della XXVIII Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, domenica 28 luglio 2013:
"Andate e fate discepoli tutti i popoli". Con queste parole Gesù si rivolge a ognuno di voi, dicendo: 'È stato bello partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, vivere la fede insieme a giovani provenienti dai quattro angoli della terra, ma ora tu devi andare e trasmettere questa esperienza agli altri'. Gesù ti chiama ad essere discepolo in missione! Oggi, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, che cosa ci dice il Signore? Tre parole: Andate, senza paura, per servire".
La prima è Andate. "In questi giorni, qui a Rio, avete potuto fare la bella esperienza di incontrare Gesù e di incontrarlo assieme, avete sentito la gioia della fede. Ma l'esperienza di questo incontro non può rimanere rinchiusa nella vostra vita o nel piccolo gruppo della parrocchia, del movimento, della vostra comunità. Sarebbe come togliere l'ossigeno a una fiamma che arde. La fede è una fiamma che si fa sempre più viva quanto più si condivide, si trasmette, perché tutti possano conoscere, amare e professare Gesù Cristo che è il Signore della vita e della storia (cfr Rm 10,9). Attenzione, però!
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Il discorso del Papa all’Angelus di venerdì 26 luglio dal balcone dell’Arcivescovado di Rio

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Papa FrancescoPapa Francesco ha guidato la preghiera dell'Angelus nella festa dei Santi Gioacchino ed Anna, genitori della Madonna e nonni di Gesù:
"Como os avós são importantes na vida da família, para comunicar...
Quanto sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società! E come è importante l'incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all'interno della famiglia".
"I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli: i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l'esperienza e la saggezza della loro vita". Questo rapporto, questo dialogo tra le generazioni è un tesoro da conservare ed alimentare.
"Nesta Jornada Mundial da Juventude, os jovens querem saudar os avós...
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Le due omelie del Papa alla Via Crucis di Copacabana e ai Vescovi, sacerdoti e religiosi nella cattedrale di Rio

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GMG 2013Via Crucis a Copacabana - Venerdì 26 luglio

Dopo la suggestiva e spettacolare rappresentazione della Via Crucis sulla strada che costeggia la spiaggia di Copacabana, il Papa ha tenuto la sua omelia:
"Siamo venuti oggi qui per accompagnare Gesù lungo il suo cammino di dolore e di amore, il cammino della Croce, che è uno dei momenti forti della Giornata Mondiale della Gioventù. Al termine dell'Anno Santo della Redenzione, il Beato Giovanni Paolo II ha voluto affidare la Croce a voi, giovani, dicendovi: «Portatela nel mondo come segno dell'amore di Gesù per l'umanità e annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c'è salvezza e redenzione» (Parole ai giovani [22 aprile 1984]: Insegnamenti VII,1 [1984], 1105). Da allora la Croce ha percorso tutti i Continenti e ha attraversato i più svariati mondi dell'esistenza umana, restando quasi impregnata dalle situazioni di vita dei tanti giovani che l'hanno vista e l'hanno portata.
Cari fratelli, nessuno può toccare la Croce di Gesù senza lasciarvi qualcosa di se stesso e senza portare qualcosa della Croce di Gesù nella propria vita. Tre domande vorrei che risuonassero nei vostri cuori questa sera accompagnando il Signore: Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Gesù in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce?".
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Omelia di Papa Francesco nella Messa presieduta nel Santuario di Nostra Signora di Aparecida, mercoledì 24 luglio

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gmg 2013Signor Cardinale, Venerati fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio, Cari fratelli e sorelle!

Quanta gioia mi dà venire alla casa della Madre di ogni brasiliano, il Santuario di Nostra Signora di Aparecida! Il giorno dopo la mia elezione a Vescovo di Roma ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, per affidare alla Madonna il mio ministero. Oggi ho voluto venire qui per chiedere a Maria nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Gioventù e mettere ai suoi piedi la vita del popolo latinoamericano.
Vorrei dirvi anzitutto una cosa. In questo santuario, dove sei anni fa si è tenuta la V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, è avvenuto un fatto bellissimo di cui ho potuto rendermi conto di persona: vedere come i Vescovi – che hanno lavorato sul tema dell'incontro con Cristo, il discepolato e la missione – si sentivano incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna: quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa. E, in effetti, si può dire che il Documento di Aparecida sia nato proprio da questo intreccio fra i lavori dei Pastori e la fede semplice dei pellegrini, sotto la protezione materna di Maria. La Chiesa, quando cerca Cristo bussa sempre alla casa della Madre e chiede: "Mostraci Gesù". E' da Lei che si impara il vero discepolato. Ed ecco perché la Chiesa va in missione sempre sulla scia di Maria.
Oggi, guardando alla Giornata Mondiale della Gioventù che mi ha portato in Brasile, anche io vengo a bussare alla porta della casa di Maria – che ha amato ed educato Gesù – affinché aiuti tutti noi, i Pastori del Popolo di Dio, i genitori e gli educatori, a trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni. Per questo, vorrei richiamare tre semplici atteggiamenti, tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia.
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Visita del Papa all’Ospedale di San Francesco d’Assisi (Rio)

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gmg 2013Papa Francesco ha visitato ieri pomeriggio 24 luglio l'Ospedale di San Francesco di Assisi a Rio de Janeiro. È una struttura attiva sia nel recupero dalle dipendenze da droghe e alcol, sia nell'assistenza medico-chirurgica gratuita agli indigenti, con una capacità di 500 letti. Il nosocomio è retto dall'Associazione omonima, fondata da frei Francisco nel 1985. Nel suo discorso, il Papa ha tra l'altro detto:
[...] "Abbracciare. Abbracciare. Abbiamo tutti bisogno – ha proseguito il Pontefice - di imparare ad abbracciare chi è nel bisogno, come ha fatto san Francesco. Ci sono tante situazioni in Brasile, nel mondo, che chiedono attenzione, cura, amore, come la lotta contro la dipendenza chimica. Spesso, invece, nelle nostre società ciò che prevale è l'egoismo.
Quanti "mercanti di morte"
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Il discorso di Papa Francesco nella cerimonia di benvenuto a Rio de Janeiro di lunedì 22 luglio 2013

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Signora Presidente, Distinte Autorità, Fratelli e amici!

GMG 2013Nella sua amorevole provvidenza, Dio ha voluto che il primo viaggio internazionale del mio Pontificato mi offrisse la possibilità di ritornare nell'amata America Latina, concretamente in Brasile, Nazione che si vanta dei suoi saldi legami con la Sede Apostolica e dei suoi profondi sentimenti di fede e di amicizia che sempre l'ha tenuta unita, in modo singolare, al Successore di Pietro. Rendo grazie per questa benevolenza divina.
Ho imparato che, per avere accesso al Popolo brasiliano, bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrere questa settimana con voi. Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo! Vengo nel suo Nome per alimentare la fiamma di amore fraterno che arde in ogni cuore; e desidero che a tutti e ciascuno giunga il mio saluto: "La pace di Cristo sia con voi!" [...]
Voglio rivolgere una parola di affetto ai miei fratelli Vescovi,
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Il Papa al Santuario Nostra Signora di Aparecida all’apertura della XXVIII GMG

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Santuario di Nostra Signora AparecidaPapa Francesco giunge oggi 22 luglio 2013 a Rio de Janeiro in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Mercoledì sarà al santuario di Nostra Signora di Aparecida (tra la città di San Paolo e Rio de J.), patrona del Brasile, dopo le visite di Giovanni Paolo II (1980) e Benedetto XVI (2007). Il santuario – il secondo più visitato al mondo dopo quello di Lourdes – in un solo mese è capace di accogliere un milione di pellegrini.
La Vergine Aparecida (Apparsa), sotto il nome di Immacolata Concezione, divenne patrona della città di San Paolo in seguito ad un episodio risalente al XVIII secolo, quando alcuni pescatori, gettando le reti nel fiume Paraiba, portarono in superfice una statua decapitata della Vergine Nera (come il colore di chi era stato costretto in schiavitù) e in un secondo momento la testa.
La devozione alla Vergine Immacolata Concezione "Aparecida" con il passare degli anni divenne sempre più grande, tanto da suggerire nel 1737 la costruzione di una cappella per accogliere i numerosi fedeli che iniziavano a provenire da ogni parte del mondo.
Fu Papa Pio XI, il 16 giugno del 1930, a dichiarare Nostra Signora Aparecida patrona del Brasile, mentre nel 1946 iniziarono i lavori di costruzione dell'attuale Basilica, consacrata il 4 luglio del 1980 da Giovanni Paolo II, il quale ricordò nella prima storica visita: "Che cosa cercavano gli antichi pellegrini? Che cosa cercano i pellegrini di oggi? Proprio quello che cercavano nel giorno, più o meno remoto, del battesimo: la fede e i mezzi per alimentarla. Cercano i sacramenti della Chiesa, soprattutto la riconciliazione con Dio e l'alimento eucaristico. E ripartono fortificati e riconoscenti alla Signora, Madre di Dio e nostra".
Nel famoso Santuario sono ancora conservate due rose d'oro: una dono di Paolo VI (inviata nel 1967 per commemorare il 250° anniversario del rinvenimento dell'immagine) e una di Benedetto XVI (personalmente offerta durante la visita del 2007).

La V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi
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