Ricordando il novembre 1966

Ricorre in questi giorni il 50° anniversario dell’alluvione che nei giorni dal 3 al 6 novembre 1966 colpì più di seicento comuni dell’Italia. Gli eventi maggiormente ricordati sono l’allagamento di Firenze e la storica acqua alta (“aqua granda”) di Venezia.
Tuttavia anche il territorio di San Donà fu colpito pesantemente dall’evento. Il nostro patrono San Donato, Vescovo di Arezzo, è significativamente Protettore dalle alluvioni.

Nei giorni alla prima metà del novembre 1966 vennero allagati quasi 35.000 ettari (circa il 60% della superficie) del “Basso Piave”. Molte zone a quota più bassa rimasero sommerse per più di un mese.
Tra il 4 e 5 novembre, il 53% del territorio nord orientale del Comune di San Donà veniva sommerso dall’acqua di colma dei collettori di bonifica Grassaga, Bidoggia e Navigabile. Vennero evacuate 950 abitazioni, con una punta massima di quasi mille profughi e sfollati.

 

La cronaca degli eventi

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Cinquant’anni fa veniva inaugurato il busto di mons. Saretta (seconda ed ultima parte)

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Il busto marmoreo dedicato a Mons. Luigi SarettaIl 2 giugno 1965 veniva solennemente scoperto e benedetto dall'Arcivescovo mons. Cunial il busto di mons. Saretta che è collocato sotto il pronao del nostro Duomo.
L'amato arciprete di San Donà era stato sepolto un anno prima e l'anniversario fu occasione per traslare la salma nella nuova cappella del cimitero.
Nel Foglietto Parrocchiale (F.P.) di allora si può ricavare la cronaca dell'evento, che riportiamo integralmente.
Inoltre approfittiamo per conoscere un po' più da vicino la figura di mons. Ettore Cunial presente e protagonista di quel giorno, che proferì parole di affetto ed elogio verso l'amico mons. Saretta, che aveva conosciuto essendo stato suo cappellano.

L'Arciprete Mons. Dott. Luigi Saretta degnamente commemorato nell'anniversario della sua morte (F.P. 13 giugno 1965)
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Cinquant’anni fa veniva inaugurato il busto di mons. Saretta (parte prima)

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 Il busto di mons. Saretta all'entrata del DuomoIl 2 giugno 1965 veniva solennemente inaugurato il busto di mons. Saretta che è collocato all'entrata del nostro Duomo, sotto il pronao.

La data fu scelta perché cadeva ad un anno dal funerale e sepoltura dell'amato arciprete di San Donà. Questo evento fu preparato per tempo, per ricordare degnamente il presule e tramandare anche ai posteri la sua memoria.

Ripercorriamo i vari momenti attingendo dalla cronaca dei Foglietti Parrocchiali (F.P.) di allora, approfittando per ricordare qualche altro avvenimento della parrocchia e della città di quel periodo.

Onoranze a Mons. L. Saretta nell'anniversario della sua morte (F.P. 28 marzo 1965)
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In festa con p. Ugo per i suoi 40 anni di sacerdozio

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P. Ugo Montagner ad Alto ParnaibaP. Ugo Montagner, sandonatese classe 1946, festeggia quest'anno i 40 anni di Ordinazione Sacerdotale, avvenuta il 12 giugno 1974 nella Cattedrale di Siena.
La felice ricorrenza sarà a celebrata nella sua parrocchia di Nostra Signora delle Vittorie ad Alto Parnaíba nel nordest del Brasile, Stato del Maranhão.
Egli vuole comunque ricordare anche qui a San Donà l'anniversario presiedendo la Santa Messa vespertina delle 19 nella chiesa di San Giuseppe sabato 31 maggio, Festa della Beata Vergine delle Grazie.
P. Ugo ha avuto legami di amicizia anche con i due parroci di cui ricorrono gli anniversari della morte in questi giorni.
Accompagnò mons. Saretta (di cui era grande amico anche il papà Carlo) nei primi giorni in cui si trasferì in via Filzi a Treviso, nel giugno del 1961, dopo la rinuncia alla parrocchia di San Donà. Era allora giovane seminarista ed aiutò l'anziano ex-parroco a sistemare la biblioteca nella sua nuova residenza.
Mons. dal Bo, invece, morì due settimane prima della sua ordinazione. Però aveva detto al cappellano don Adriano Toffoli (che reggeva la parrocchia da quando ormai la malattia aveva tolto le forze all'arciprete) che il giono in cui il novello don Ugo Montagner sarebbe venuto a dire la prima Messa nel Duomo (16 giugno 1974) avrebbe dovuto suonare le campane a lungo.
Le campane del Duomo erano per mons. Dal Bo particolarmente care: aveva espresso il desiderio anche che fossero suonate a festa il giorno della sua morte...

Di seguito riportiamo l'autobiografia di p. Ugo Montagner.
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La Festa di Maria Ausiliatrice… e l’anniversario di mons. Saretta

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La statua di Maria Ausiliatrice con il Bambino Gesù in DuomoL'invocazione "Maria Ausiliatrice dei Cristiani" fu voluta dal Papa domenicano Pio V in seguito alla vittoria di Lepanto sui Turchi (1571), mentre la Festa di Maria Ausiliatrice fu istituita ufficialmente il 24 maggio da Papa Pio VII nell'anno 1815.
Ed è quello "curiosamente", proprio l'anno di nascita di San Giovanni Bosco, grande devoto dell'Ausiliatrice, come ricordato simbolicamente da una vetrata del Duomo di San Donà: vi è raffigurato Don Bosco tra i suoi ragazzi, con le rose di un suo celeberrimo sogno e... in alto Maria Ausiliatrice.
La vetrata del 1939 si trova al lato dell'altare della Madonna, rappresentata assieme al Bambino Gesù con la statua lignea regalata dal dott. Pietro Perin a mons. Saretta nel 1918.Ebbene, proprio 50 anni fa, il 24 di maggio 1964, l'Arciprete pastore di San Donà per 46 anni (1915-1961) fu per l'ultima volta nell'amato Oratorio in occasione della tradizionale processione mariana nel cortile.
Le cronache riportano che attendendo l'arrivo della statua sotto il porticato parlò della Vergine Maria "come poche volte aveva fatto". Così mons. Dal Bo ricordò ai funerali di Saretta quell'avvenimento:
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Il ricordo di Mario Rorato

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Incontro al Parco fluviale presso il cippoDomenica 16 marzo, nella Messa delle 9 in Oratorio e poi con un momento al Parco Fluviale, si è ricordato Mario Rorato, il bambino di 9 anni ucciso 44 anni fa proprio sul posto dove da allora si trova il piccolo monumento.

Bepi (Giuseppe) Arvotti, il salesiano che da 54 anni opera nel nostro Oratorio e che ben ha conosciuto "Marietto", ha lodato questa iniziativa ideata dal gruppo "Sei di San Donà di Piave se...", che ha organizzato il semplice ma significativo momento di memoria e testimonianza.

Verso le 10.30 una cinquantina di persone (erano purtroppo assenti i ragazzi dell'ADS - Amici di San Domenico Savio - cui faceva parte Mario, perché impegnati a Jesolo per la "Festa del Ragazzo"), hanno dapprima ascoltato la riflessione preparata dal gruppo e la poesia di Hermann Hesse: "Per un bambino morto"; poi tutti assieme hanno pregato un Padre Nostro.

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Il mezzo secolo della Parrocchia di Mussetta (Parte prima)

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La Parrocchia Santa Maria Assunta di Mussetta sta festeggiando i suoi primi cinquant'anni. Rileggendo alcuni articoli apparsi nel Foglietto Parrocchiale (F.P.) del Duomo di quel 1963 si rivive la cronaca dei primi passi della nuova parrocchia a cui, curiosamente, all'inizio fu dato il nome di "Riva di Piave".

Inaugurata la nuova Parrocchia di Riva di Piave (F.P. 9 giugno 1963)

don Lino de BiasiLa popolazione delle due frazioni, preparate da un triduo predicato dal delegato Vescovile della nuova parrocchia, l'Arciprete di S. Donà, si trovò numerosa domenica 2 giugno nella nuova sala annessa al nuovo Asilo e che d'ora in poi sarà adibita a chiesa in attesa che sorga la vera nuova chiesa parrocchiale.
C'era la solenne cerimonia della Prima Comunione di 31 bambini durante la 1a Messa che Mons. Dal Bo celebrò nella nuova sala-cappella.
Un indovinato impianto per la trasmissione di un concerto armonioso di campane fece più lieto l'avvenimento. Nel pomeriggio, con una devota processione, l'immagine della Madonna fu trasportata da quello che fu fin'ora l'Oratorio del vecchio Asilo, nella nuova cappella. In un anno, quanto lavoro, quanto entusiasmo, e quanti sacrifici!
Brava la popolazione delle due frazioni e bravo soprattutto il sacerdote Don Lino De Biasi che l'ha guidata e sostenuta in questa impresa. Il Magnificat cantato alla fine della Messa voleva dire al Signore la grande riconoscenza di un popolo che con l'inizio della nuova parrocchia vuole incamminarsi per le vie di sempre maggiore religiosità, moralità e fraterna carità.
Domenica 9 giugno il Vescovo sarà a Riva di Piave per la S. Cresima. La popolazione si prepara a riceverlo con la massima solennità ed esultanza.

Riva di Piave (F.P. 30 giugno 1963)
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In ricordo di due Parroci del Duomo: mons. Saretta e mons. Dal Bo

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Mons. Angelo Dal BoVenerdì 31 maggio nella messa di conclusione del Mese Mariano verranno ricordati anche mons. Luigi Saretta (1885-1964) e mons. Angelo Dal Bo (1910-1974), due parroci che hanno lasciato un'impronta indelebile nella comunità di San Donà di Piave. Sono entrambi morti alla fine del mese di maggio, a dieci anni di distanza l'uno dall'altro.
Saretta condusse l'unica grande Parrocchia di San Donà di Piave per ben 46 anni (1915-61), attraverso due tragici periodi bellici; Dal Bo, chiamato a succedergli (1961-74), ebbe il compito di avviare la creazione delle nuove e attuali parrocchie cittadine, nel periodo del Concilio e post-Concilio.
Dal Bo scrisse nel suo programma pastorale presentato ad una settimana dal suo insediamento a San Donà (3 settembre 1961): "...Mi farò vostro esempio di bontà, di gentilezza e di carità verso tutti, perché anche il vostro cuore sappia compatire, perdonare e aiutare i fratelli. Non dobbiamo dimenticare che la misura dello spirito cristiano di ciascuno di noi è data dal modo col quale sapremo mettere in pratica il precetto dell'amore... Tutto il ministero nostro di sacerdoti è in funzione di questo principio: «le anime devono vivere in grazia".
Alla sua morte, sopraggiunta dopo alcuni anni di malattia, il 28 maggio 1974, come da suo desiderio confidato al giovane Maurizio De Pieri (attuale parroco di Monastier), furono suonate a festa le campane del Duomo...
Scriveva nel suo testamento spirituale (1970): "Posso sinceramente assicurare che ho sempre amato tutti nel Signore e che ho cercato solo il bene anche quando ho usato maniere un po' forti, preoccupato sempre e solo della salvezza delle loro anime. Il Signore mi ha dato la gioia di vedere e amare Cristo nei poveri e nei sofferenti."

Caro Mons. Saretta...
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Il Concilio nel “Foglietto Parrocchiale”.

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Foglietto parrocchiale 11 febbraio 1962Mons. Angelo Dal Bo, neo Parroco della Parrocchia Santa Maria delle Grazie - Duomo, ebbe il compito di introdurre la Comunità di San Donà di Piave nella novità del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Durante tutto il 1962, vari interventi nel Foglietto Parrocchiale (F.P.) prepararono i fedeli a questo evento, che fu epocale non solo per la Chiesa.
Curioso notare che mezzo secolo fa il giorno di inizio del Concilio l'11 ottobre cadeva di giovedì, proprio come in quest'anno giubilare.
E proprio l'11 ottobre la Chiesa ha voluto fissare la festa del Beato Giovanni XXIII, il Papa che lo ha pensato e indetto.
Di seguito si riportano allora alcuni stralci tratti da diversi numeri del Foglietto che cinquant'anni fa aiutarono i fedeli sandonatesi a sensibilizzarsi al nuovo "vento" dello Spirito...

Il Concilio spiegato al popolo (F.P. 11 febbraio 1962)
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Ricordando il novembre 1966

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Alluvione del 1966a San Donà. Foto di Angelino e Filiberto Battistella

Mentre il pensiero e la preghiera vanno per le persone morte e le popolazioni colpite nelle recenti alluvioni di Genova, Cinqueterre e Lunigiana, teniamo desta l'attenzione perché ci sia una migliore gestione del nostro territorio.

Ricorre quest'anno, proprio in questi giorni, il 45° anniversario dell'alluvione che nei giorni dal 3 al 6 novembre 1966 colpì più di seicento comuni d'Italia. Gli eventi maggiormente ricordati saranno l'allagamento di Firenze e la storica acqua alta di Venezia.  Anche il territorio di San Donà, il cui Patrono, San Donato, Vescovo di Arezzo, è significativamente il Protettore dalle alluvioni, fu colpito dall'evento.

In quei giorni del novembre 1966 vennero allagati quasi 35.000 ettari (circa il 60 % della superficie) del "Basso Piave". Molte zone a quota più bassa rimasero sommerse per più di un mese. Tra il 4 e 5 novembre, il 53% del territorio nord orientale del Comune di San Donà veniva sommerso dall'acqua di colma dei collettori di bonifica Grassaga, Bidoggia e Navigabile. Vennero evacuate 950 abitazioni, con una punta massima di quasi mille profughi e sfollati.

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La ripresa dopo le ferie

“Le vacanze volgono al termine. Già scolari e studenti hanno sostenuto gli esami di riparazione e altri incominciano la preparazione al nuovo anno; i villeggianti ritornano alle loro case e ai lavori di sempre; i parlamentari iniziano la loro attività legislativa,… e i buoni cristiani devono riprendere il lavoro di formazione, di apostolato, di santificazione.

Anche per i vari Associati nell’A.C., e nelle attività affini riprende il lavoro. Facciano di partecipare alle sedute, esercitino dell’apostolato, rendendo viva e operante la loro vita, non siano dei rassegnati al meno peggio o dei trascinati dal Sacerdote, ma vogliano essere dei convinti e dei conquistatori.

A tutti io rivolgo l’appello: medicate le vostre ferite, resuscitate le vostre anime,

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Cinquant’anni fa arrivava a San Donà Mons. Angelo Dal Bo

3 settembre 1961 Arrivo del nuovo parroco Mons. Dal Bo in Duomo con il vescovo MistrorigoCinquant’anni fa, il 3 settembre 1961, Mons. Angelo Dal Bo entrava nella sua nuova Parrocchia di Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave, accompagnato dal Vescovo mons. Mistrorigo.

Al suo arrivo, la Parrocchia del Duomo, ancora l’unica del centro cittadino, contava ben 18.000 abitanti. Il nuovo Arciprete, di 51 anni, provvide al delicato compito di avviare le nuove parrocchie cittadine, per una più efficiente ed efficace gestione pastorale: Mussetta (1963), San Pio X (1966), San Giuseppe Lavoratore (1971).

Una settimana dopo il suo ingresso, egli ricordava nel suo programma pastorale l’unico scopo di lavorare “perché le anime vivano la vita divina e la vivano in abbondanza”. In questo impegnativo compito di far “vivere le anime

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Mons. Angelo Dal Bo a cento anni dalla nascita: gli scritti di alcuni sacerdoti (parte 3)

mons. Angelo dal BoIl 15 ottobre 2010 ricorre il centesimo anniversario dalla nascita di mons. Angelo Dal Bo (nacque a San Trovaso di Treviso il 15 ottobre 1910), Pastore della Parrocchia Santa Maria delle Grazie di San Donà di Piave dal settembre 1961 sino al 28 maggio 1974, quando le campane suonate a festa – come da suo desiderio – annunciarono la sua morte.

Lo ricordiamo con alcuni brevi scritti di suoi fratelli nel sacerdozio.

 

Don Ettore Andreatti (salesiano, già direttore dell’Oratorio), scrisse un biglietto di ringraziamento dopo la “Giornata pro Oratorio” (febbraio 1974):

(…) Carissimo Monsignore, colgo l’occasione per porgerLe tutta la mia riconoscenza per la stima, l’affetto, la generosità e la cordialità che ha sempre avuto per i Salesiani e per l’opera che i Salesiani svolgono all’Oratorio.

Le auguro di rimettersi in salute per poter continuare il suo apostolato tra le anime della nostra Parrocchia. 

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