Donne e Teologia: forum a Treviso

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fonte: Diocesi di Treviso

Federazione Scuole di formazione teologica del Triveneto

L'incontro, aperto a tutti, si terrà sabato 6 aprile alle ore 10 nella Sala Longhin del Seminario di Treviso.

La Federazione delle Scuole di Formazione Teologica del Triveneto propone, come ogni anno, un forum. Quest'anno la sede ospitante è Treviso. Il trema scelto: "Donne e teologia" ben si inserisce all'interno delle iniziative che ricordano i 50 anni dall'inizio del Concilio Vaticano II. Anche se il Concilio non ha dato spazio particolare a questo argomento, di fatto ha aperto la strada allo studio della teologia da parte delle donne, grazie al superamento del divieto per i laici di accedere ai percorsi scolastici qualificati della teologia. Da allora la partecipazione delle donne agli studi teologici e il loro apporto sono andati gradualmente sviluppandosi. Hanno ricevuto riconoscimenti accademici, quali gli insegnamenti in università teologiche, ed i lavori e le ricerche che sono stati prodotti e pubblicati hanno offerto un contributo sempre più significativo. Da un lato è dunque fiorita una riflessione al femminile in varie discipline teologiche, dall'altro, contemporaneamente, sono andate maturando domande specifiche riguardo al proprio della femminilità.

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Audio degli incontri di Enzo Bianchi

Enzo BianchiMercoledì 13 marzo scorso si sono conclusi gli incontri “Alla scuola del Concilio” promossi dalla Diocesi di Treviso per rivisitare il Vaticano II a 50 anni dalla sua apertura.
Dal sito diocesano proponiamo l’audio dell’incontro con fr. Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, sul tema “La recezione in Italia del Concilio ecumenico Vaticano II”.

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Il giorno successivo, giovedì 14 marzo, mattinata di aggiornamento per sacerdoti, sempre con Enzo Bianchi, sul tema: “Il Sinodo dei
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Papa Benedetto XVI: “il Concilio Vaticano II, come io l’ho visto”

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Dall'incontro con i Parroci e il Clero della Diocesi di Roma - Discorso del Santo Padre Benedetto XVI - Aula Paolo VI Giovedì, 14 febbraio 2013

Benedetto XVI

il video del discorso da Radio Vaticana

Eminenza,
cari fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio!

 
(...) Per oggi, secondo le condizioni della mia età, non ho potuto preparare un grande, vero discorso, come ci si potrebbe aspettare; ma piuttosto penso ad una piccola chiacchierata sul Concilio Vaticano II, come io l'ho visto. Comincio con un aneddoto: io ero stato nominato nel '59 professore all'Università di Bonn, dove studiano gli studenti, i seminaristi della diocesi di Colonia e di altre diocesi circostanti. Così, sono venuto in contatto con il Cardinale di Colonia, il Cardinale Frings. Il Cardinale Siri, di Genova – mi sembra nel '61 - aveva organizzato una serie di conferenze di diversi Cardinali europei sul Concilio, e aveva invitato anche l'Arcivescovo di Colonia a tenere una delle conferenze, con il titolo: Il Concilio e il mondo del pensiero moderno.

Il Cardinale mi ha invitato – il più giovane dei professori – a scrivergli un progetto; il progetto gli è piaciuto e ha proposto alla gente, a Genova, il testo come io l'avevo scritto. Poco dopo, Papa Giovanni lo invita ad andare da lui e il Cardinale era pieno di timore di avere forse detto qualcosa di non corretto, di falso, e di venire citato per un rimprovero, forse anche per togliergli la porpora. Sì, quando il suo segretario lo ha vestito per l'udienza, il Cardinale ha detto: "Forse adesso porto per l'ultima volta questo abito". Poi è entrato, Papa Giovanni gli va incontro, lo abbraccia, e dice: "Grazie, Eminenza, lei ha detto le cose che io volevo dire, ma non avevo trovato le parole". Così, il Cardinale sapeva di essere sulla strada giusta e mi ha invitato ad andare con lui al Concilio, prima come suo esperto personale; poi, nel corso del primo periodo - mi pare nel novembre '62 – sono stato nominato anche perito ufficiale del Concilio.

Allora, noi siamo andati al Concilio non solo con gioia, ma con entusiasmo. C'era un'aspettativa incredibile. Speravamo che tutto si rinnovasse, che venisse veramente una nuova Pentecoste, una nuova era della Chiesa, perché la Chiesa era ancora abbastanza robusta in quel tempo, la prassi domenicale ancora buona, le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa erano già un po' ridotte, ma ancora sufficienti. Tuttavia, si sentiva che la Chiesa non andava avanti, si riduceva, che sembrava piuttosto una realtà del passato e non la portatrice del futuro.

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Giuseppe Dossetti. Centenario di un politico cristiano.

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fonte: Vita Pastorale

di Enrico Galavotti

Giuseppe Dossetti e Giorgio La PiraFin da giovane svolse attività di animatore e catechista. Frequentò l'Università cattolica e allacciò rapporti con Agostino Gemelli, Lazzati, De Gasperi, La Pira... Tramite i suoi contatti con vescovi e teologi influenzò i lavori del Vaticano II.

Era nato il 13 febbraio 1913 a Genova, città in cui il padre faceva il farmacista. La famiglia si era trasferita subito dopo a Cavriago (Re) e qui Giuseppe aveva frequentato le scuole elementari e ricevuto la prima istruzione religiosa. Era cresciuto in un clima segnato dal forte contrasto tra i ceti liberali e cattolici e il Partito socialista, che nel reggiano stava conquistando il consenso e il governo di molti comuni. Il piccolo Giuseppe, ispirato dall'esempio della madre, attiva nella Conferenza di San Vincenzo, aveva iniziato a maturare una forte sensibilità verso il problema della povertà, condizione comune a molti suoi amici e conoscenti.

Gli anni della formazione

Negli anni di frequenza dell'università a Bologna, dove studiava giurisprudenza, aveva quindi approfondito la conoscenza di monsignor Leone Tondelli, che lo aveva introdotto allo studio della Bibbia, e di don Dino Torreggiani, che lo aveva invece impegnato nelle attività dell'oratorio di San Rocco a Reggio Emilia: una struttura che accoglieva ogni giorno centinaia di giovani, per lo più provenienti dalle classi più povere e disagiate della città, dove Dossetti svolgeva le funzioni di animatore e catechista.

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Le donne e la teologia. Un frutto del Vaticano II

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Fonte: Ricerca

Le Donne e il Conciliodi Cettina Militello*

Solo chi ha vissuto il passaggio del Vaticano II è davvero in grado di attestare di quanto è cambiata la comprensione dell'essere donna nella Chiesa. Dell'esser donna e dell'esser laici. Le due cose sono inseparabili. Ebbene, si è trattato di un passaggio certo non repentino. Le donne avevano voglia di esserci e di contare già da più di un secolo. E stabilisco questo termine, per comodità, ovviamente, senza dimenticare che di "femminismi" la cultura cristiana ne ha vissuti diversi. E' però con la campagna antischiavista, cordialmente fatta propria dalle donne nord-americane, che le stesse si sono avvertite ai margini della società e delle Chiese. Da qui un percorso complesso che ha contagiato il vecchio continente e che, di fatto, è stato ininterrotto, malgrado i tentativi frequenti d'imporre frenate brusche e/o definitive.

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Testimoni del Concilio: Rosemary Goldie

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fonte: Ricerca

Rosemary Goldie di Cettina Militello*

Non sono state molte le donne uditrici. Poco più di venti, 13 le laiche, approdarono per ultime nell'aula conciliare. Non che la loro mancanza fosse stata notata. Solo tre o quattro Padri ne registrarono l'assenza e, ciascuno alla propria maniera, ne chiesero l'apporto e la presenza. Tuttavia, quando si trattò di far spazio ai laici, ai viri laici, paradossalmente le donne ebbero la loro parte. Tra di esse una in particolare, Rosemary Goldie, allora impegnata nella segreteria Copecial, il Comitato permanente per i congressi internazionali dell'apostolato dei laici.

Piccola, minuta e tuttavia battagliera veniva da lontano. Era, infatti, nata a Sidney il 2 febbraio del 1916. Motivi di studio l'avevano portata in Europa negli anni antecedenti la seconda guerra mondiale. Alla Sorbona era stata allieva di Jacques Maritain. In questo primo soggiorno parigino era venuta in contatto con il Grail e con Pax Christi Romana. Ritornata in Australia, negli anni della guerra, aveva promosso la nascita a livello locale di entrambe le associazioni. Di nuovo a Parigi, per conseguirvi un dottorato in letteratura francese, mai portato a termine, lavorando sei anni per Pax Christi. Nell'ottobre del 1952 il suo arrivo a Roma come membro del Copecial. Aveva partecipato al primo congresso l'anno precedente ed ora, assieme ad altri, avrebbe lavorato alla preparazione del secondo, quello del 1957, una sorta di assise generale dell'intellighentia laicale, in molti aspetti anticipatrice, nei relatori e nei temi, della stagione ormai prossima del Vaticano II. Sono di questo periodo i rapporti con Vittorino Veronese, poi direttore generale dell'Unesco, con il futuro card. Joseph Cardjin, con il futuro papa Montini.

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Le Donne e il Concilio – Dal Convegno teologico Internazionale

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fonte: Vita Pastorale

Capaci di assumere il passato e preparare il futuro
di Marinella Perroni

Nella vita della Chiesa ormai le donne sono entrate a tutti i livelli, soprattutto "magisteriali", senza rivoluzioni o piagnistei. In tal senso il Convegno è stato un atto di coraggio: non una lettura "particolare", ma sicuramente un punto di vista prospettico privilegiato.

Rachele Lo Piano ha immaginato così le uditrici del Concilio, durante il Convegno delle teologhe a Roma. Titolo: 1962-2012. Alle 23 uditrici al Vaticano II: grazie!Una grande soddisfazione: questo il sentimento palpabile che ci trasmettevamo l'un l'altra la sera del 6 ottobre, durante la cena di arrivederci con cui chiudevamo il Convegno teologico internazionale che aveva visto come protagonisti 250 teologhe e teologi provenienti da 23 Paesi del mondo. D'altra parte, la prima parola che ha aperto i lavori, il pomeriggio del 4 ottobre, e l'ultima che li ha chiusi, la mattina del 6, è stata, nelle tre lingue del convegno: «Grazie-graciasthanks ». Se abbiamo potuto fare quel piccolo-grande miracolo, lo dobbiamo a molti che, in modi diversi, lo hanno reso possibile. C'è di più, però.

Un debito di gratitudine

Un breve video ha dato inizio al nostro Convegno. Immagini ormai canoniche, ma solo in parte. In quei giorni tutte le televisioni hanno infatti passato e ripassato filmati di repertorio che rimandavano a "quel giorno" in cui il Concilio ha avuto inizio: l'interminabile processione di vescovi che entravano nella basilica di San Pietro, il luogo che li avrebbe visti riuniti nelle lunghe sessioni plenarie che hanno scandito i quattro anni dei lavori conciliari; un Papa "giovane" pur nella sua età avanzata, che veniva portato lungo la navata in sedia gestatoria, abbigliato ancora con tutti quegli orpelli che ad uno ad uno sarebbero caduti man mano che la Chiesa cattolica si andava liberando di antichi retaggi mondani; il discorso con cui Giovanni XXIII dava al Concilio un impulso di fiducia e di speranza che ha fatto rallegrare tutta la Chiesa e le ha fatto intraprendere quel cammino di "aggiornamento" che il suo Pastore aveva intravisto per lei con coraggiosa e tenace lungimiranza. Per quanto canonizzati dalla memoria storica, i primi minuti di quel filmato hanno fatto fremere all'unisono un'intera assemblea: le tante donne mature, che l'11 ottobre di cinquanta anni prima avevano potuto "sentire cum Ecclesia" sgretolarsi i muri di separazione e di ostilità e cominciare la grande avventura del dialogo tra cristiani, tra Chiese, tra tradizioni religiose e con il mondo, sentivano di trasmettere alle tante donne giovani che quel giorno ancora non erano nate l'eredità di una appartenenza ecclesiale maturata nella storia di questi 50 anni.
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La commemorazione dei defunti secondo il Concilio

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commemorazione dei defuntiRiportiamo i numeri 50 e 51 della Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II "Lumen gentium" (approvata il 21 novembre 1964) che si riferiscono alla devozione dei Santi e alla commemorazione dei defunti "che dopo la morte stanno ancora purificandosi":

"Relazioni della Chiesa celeste con la Chiesa peregrinante

50. La Chiesa di coloro che camminano sulla terra, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti e, «poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai peccati», ha offerto per loro anche suffragi.
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Una sandonatese ricorda l’evento del Concilio Vaticano II

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Rimembranze sempre presenti: Atti del Concilio Vativano II

Nell'anno 1962 mi trovavo al capezzale di una persona con il compito di controllare le gocce che scendevano dentro la flebo, questo al mattino; l'ammalata spesso si assopiva, in tal modo si faceva sovrano il silenzio, il mio sguardo si alternava: paziente e flebo...
Quel silenzio venne a favorire la lettura del quotidiano L'Avvenire d'Italia.
Il quotidiano Avvenire esplicava il procedere delle varie Commissioni degli Atti dei Padri del Concilio Vaticano II.
Leggevo con particolare attenzione, ero attratta: mi deliziavano i contenuti e mi stimolavano ad apprendere sempre più, ad uscire da me stessa con lucidità, chiarezza, tenacia e vigore.
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Alla riscoperta dei contenuti di fede: i Catechismi in Rete

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Segnaliamo un sito che offre una nuova forma di accesso a tutti i testi dei Catechismi, all'intero apparato sinottico con il Catechismo della Chiesa Cattolica e a tutte le citazioni della Bibbia.

www.educat.it  è il sito ideato e realizzato dalla Segreteria Generale della CEI in sintonia con l'apertura dell'Anno della Fede, quale contributo di risposta all'appello del Papa: "Riscoprire i contenuti della fede... è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno".

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Giornata Missionaria Mondiale 2012

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Giornata Missionaria Mondiale 2012"Chiamati a far risplendere la Parola di verità"(Porta Fidei,6)

"La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale si carica quest'anno di un significato tutto particolare. La ricorrenza del 50° anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II, l'apertura dell'Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sul tema della nuova evangelizzazione concorrono a riaffermare la volontà della Chiesa di impegnarsi con maggiore coraggio e ardore nella missio ad gentes perché il Vangelo giunga fino agli estremi confini della terra" (Benedetto XVI)

(...)

"Gli uomini che attendono Cristo sono ancora in numero immenso", affermava il beato Giovanni Paolo II nell'Enciclica Redemptoris missio sulla permanente validità del mandato missionario, e aggiungeva: "Non possiamo restarcene tranquilli, pensando ai milioni di nostri fratelli e sorelle, anch'essi redenti dal sangue di Cristo, che vivono ignari dell'amore di Dio" (n. 86). Anch'io, nell'indire l'Anno della fede, ho scritto che Cristo "oggi come allora, ci invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra" (Lett. ap. Porta fidei, 7); proclamazione che, come si esprimeva anche il Servo di Dio Paolo VI nell'Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, "non è per la Chiesa un contributo facoltativo: è il dovere che le incombe per mandato del Signore Gesù, affinché gli uomini possano credere ed essere salvati.

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Un sandonatese al Concilio Vaticano II

< !DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "https://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd"> Mons. Pasini al Concilio
Mons. Fulgenzio (al secolo Ferdinando) Pasini, nato a San Donà il 1897 e morto a Gerusalemme nel 1985, fu uno dei Padri conciliari che a Roma parteciparono al Concilio Ecumenico iniziato da Giovanni XXIII e portato a termine da Paolo VI.
Il francescano mons. Pasini fu sacerdote e poi vescovo missionario in Cina, sino alla sua espulsione da parte del regime comunista agli inizi degli anni '50. Trascorse gli ultimi trent'anni della sua vita a Gerusalemme, firmandosi sempre nelle lettere "Vescovo di Sanyuan", la sua Diocesi cui rimase sempre legato spiritualmente pur in esilio.
Egli partecipò a tutte e quattro le sessioni del Concilio Vaticano II: 11 ottobre-8 dicembre 1962; 29 settembre-4 dicembre 1963; 14 settembre-21 novembre 1964; 14 settembre-8 dicembre 1965.
La foto di mons. Pasini assieme agli altri Vescovi nella Basilica di San Pietro fu scattata nella seconda sessione del Concilio, la prima per il nuovo Papa Paolo VI: era il 30 ottobre 1963 quando, in virtù del nuovo metodo proposto dai cardinali moderatori, si misero ai voti cinque punti...

I punti votati nella giornata del 30 ottobre 1963 (seconda sessione del Concilio)
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Il Concilio nel “Foglietto Parrocchiale”.

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Foglietto parrocchiale 11 febbraio 1962Mons. Angelo Dal Bo, neo Parroco della Parrocchia Santa Maria delle Grazie - Duomo, ebbe il compito di introdurre la Comunità di San Donà di Piave nella novità del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Durante tutto il 1962, vari interventi nel Foglietto Parrocchiale (F.P.) prepararono i fedeli a questo evento, che fu epocale non solo per la Chiesa.
Curioso notare che mezzo secolo fa il giorno di inizio del Concilio l'11 ottobre cadeva di giovedì, proprio come in quest'anno giubilare.
E proprio l'11 ottobre la Chiesa ha voluto fissare la festa del Beato Giovanni XXIII, il Papa che lo ha pensato e indetto.
Di seguito si riportano allora alcuni stralci tratti da diversi numeri del Foglietto che cinquant'anni fa aiutarono i fedeli sandonatesi a sensibilizzarsi al nuovo "vento" dello Spirito...

Il Concilio spiegato al popolo (F.P. 11 febbraio 1962)
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