Padre Italo Padovan: ad un anno dal suo rientro in missione e… una richiesta d’aiuto

Padre Italo PadovanRiportiamo la recente lettera – in questo mese missionario – di padre Italo Padovan, carmelitano scalzo originario di Passarella, ad un anno dal sua partenza per una nuova esperienza missionaria in Madagascar.

Morondava-Madagascar: 19-10-2015

Carissimi, pace e bene a tutti!
Rientrato in Madagascar dopo le brevi vacanze ho trovato una bella sorpresa: il guardiano di notte ci ha rubato tutto il legname che avevamo raccolto per continuare la costruzione della Casa della Missione.
Avevamo due possibilità: o

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Auguri da Morondava (Madagascar)

P. Italo PadovanMorondava, Natale 2014

Carissimi Amici e Sostenitori della Missione del Madagascar, pace e gioia in Colui che è nato a Betlemme per darne tanta a tutti!

Voglio ringraziarvi della vostra generosità nell’aiutare i bambini poveri della nostra missione. Quest’anno con la vostra offerta abbiamo aiutato molti bambini tra i più poveri e abbandonati a studiare anche in luoghi dove non c’è ancora una scuola… ma ci sono dei grandi e ombrosi alberi di mango! Tutti a scuola sotto il mango

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Alla Festa di San Pietro di 50 anni fa…

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Prima S. Messa di P. Sergio Sorgon... Si tenne a San Donà la prima Messa solenne di p. Attilio di San Giuseppe, al secolo P. Sergio Sorgon, ordinato sacerdote nella Basilica di San Marco dal Patriarca Urbani il 30 marzo. In quel sabato 29 giugno 1963, festa di San Pietro, il novello sacerdote carmelitano scalzo, originario di Fiorentina, concelebrò nel Duomo assieme a mons. Angelo Dal Bo, assistito dai confratelli Alberto Tonetto, Marcello Sorgon e dall'altro cugino Gino Sorgon.
Predicò p. Emilio, superiore carmelitano: le sue parole, a distanza di anni e dopo la morte del missionario carmelitano, risuonano quasi di profezia... (clicca per ascoltare)

L'indomani, domenica 30 giugno, il card. G.B. Montini veniva incoronato Papa in Piazza San Pietro. Nello stesso giorno p. Sergio celebrò la sua prima Messa nella chiesa di Fiorentina, sua comunità natale, e ricordò alla predica la felice coincidenza.
Così come quella del superiore il giorno prima in Duomo, anche le parole di p. Sergio a Fiorentina ebbero il sapore della profezia: "Non ignoro che la mia missione sacerdotale, come ora conosce il momento della gioia, così in seguito e forse in misura più abbondante potrà assaporare il calice dell'amarezza. Con la forza però che umilmente imploro da Cristo, affronterò, se Lui lo vorrà, e berrò fino all'ultima goccia il calice dell'amarezza, fiducioso che anche il mio sacrificio, unito a quello di Cristo, sarà più fecondo e più utile alle anime".
Cinque anni dopo p. Sergio Sorgon ricevette da Papa Paolo VI il crocifisso del mandato missionario. Partì quindi per il Madagascar nel giugno 1969 assieme a p. Gino Pizzuto (raggiunti poi da p. Angelo Doriguzzi): furono i pionieri delle missioni carmelitane in Madagascar.

Il crocifisso ritrovato
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Sant’Antonio di Padova (1195, Lisbona-1231, Padova)

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La vetrata del miracolo di Sant'Antonio e in basso il ritratto di p. Sergio SorgonSi chiamava Fernando ed era nato a Lisbona (Portogallo) nel 1195, da nobile famiglia. Giovanissimo era entrato tra i canonici regolari di sant'Agostino di Coimbra ed acquisì una notevole cultura in campo biblico, teologico, filosofico e scientifico. Ordinato sacerdote, tutti ponevano in lui le più belle speranze.
Fernando rimase profondamente scosso assistendo ai funerali di cinque umili Frati Minori, inviati in Marocco da Francesco, che erano stati uccisi dai maomettani. Decise allora di prendere il loro posto. Entrato nell'Ordine Francescano, prese il nome di Antonio e partì missionario per le coste africane.
Una violenta bufera lo costrinse invece ad approdare in Sicilia da dove, dopo aver predicato alcuni mesi, decise di raggiungere Francesco ad Assisi.
Lì, partecipò silenziosamente al capitolo generale e si affidò al provinciale francescano dell'Emilia Romagna, che lo portò con sé. Dapprima visse in un eremo nei pressi di Forlì, impegnato in cucina, finché fu invitato a predicare durante un'ordinazione sacerdotale, non avendo trovato nessun altro.
Scoperte così le grandi doti di scienza e di oratoria possedute da Antonio, i confratelli lo costrinsero a predicare nei principali centri del tempo. Iniziò allora a pellegrinare a piedi, per l'Europa e l'Italia, a predicare. Fu così il primo dei francescani ad insegnare teologia ai confratelli.
Si stabilì a Padova nel 1227 e vi morì nel 1231: è compatrono della città assieme ai santi Prosdocimo, Giustina e Daniele.

È tra i Santi più popolari e maggiormente presente - assieme alla Vergine Maria - nei capitelli (dove viene raffigurato con il Bambino Gesù in braccio) del nostro territorio, nonchè il protagonista di due vetrate del Duomo di San Donà.

La vetrata destra dell'Altare di Sant'Antonio
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P. Marcello Sorgon: “Torno anche per condividere l’esperienza missionaria”

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P. Marcello Sorgon, carmelitano scalzo, dal 1973 in MadagascarP. Marcello partì per il Madagascar 40 anni fa, con il quarto gruppo missionario dei Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta: i primi tre padri (tra cui il confratello e cugino p. Sergio Sorgon) arrivarono nell'"Isola rossa" nel 1969.
Dopo due anni è rientrato in Italia per un consueto breve periodo di riposo, in cui approfitta anche "per sensibilizzare e condividere l'esperienza missionaria".
P. Marcello Sorgon ha incontrato volentieri il Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon" nella nuova sede ricavata nei locali rinnovati al piano terra della casa parrocchiale, lunedì 27 maggio scorso.
"L'importante non è il fare, ma il vivere la missione: chiamata e missione fanno parte della vita cristiana." Racconta di un Paese in cui stanno aumentando i poveri: lo si vede dalle sempre più numerose persone che nei dintorni della capitale vanno a rovistare nelle discariche; sono molti i funerali di persone giovani e pochi arrivano alla vecchiaia.
Se a livello sociale si sta peggiorando, la Chiesa cattolica invece, pur con le sue difficoltà, sta camminando bene e non mancano le vocazioni...

La fede cristiana in Madagascar
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Ascolta l’omelia di p. Pizzuto alla messa vespertina dell’Epifania 2013

P. Gino Pizzuto e p. Italo Padovan P. Gino Pizzuto, carmelitano scalzo originario di Staffolo, compagno di studi e di missione in Madagascar di p. Sergio Sorgon, ha tenuto la predica nella Messa vespertina dell’Epifania 2013.

Hanno concelebrato l’eucarestia i due confratelli carmelitani p. Italo Padovan e p. Ervè, sacerdote malgascio che sta attualmente approfondendo i suoi studi a Treviso.

Ascolta l’omelia

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Ricordato p. Sergio Sorgon alla Messa vespertina dell’Epifania

anniversario della morte di P. Sergio SorgonAnche quest’anno all’Eucarestia della sera dell’Epifania si è ricordato il nostro concittadino missionario p. Sergio Sorgon, ucciso in Madagascar il 7 gennaio 1985.
A ricordare il confratello c’erano a concelebrare i due carmelitani scalzi, il sandonatese p. Italo e p. Ignazio da Castelfranco. Quest’ultimo è stato assieme a p. Sergio negli ultimi quattro anni del suo apostolato, sino alla morte violenta. Il giorno dell’Epifania di quel 1985 padre Sergio era andato all’aeroporto della capitale Tananarivo per salutare proprio p.
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Padre Marcello Sorgon ha incontrato il gruppo missionario

Padre Marcello SorgonP. Marcello Sorgon, carmelitano scalzo sandonatese, in Madagascar da 38 anni, a pochi giorni dal suo rientro in missione, ha voluto incontrare i componenti del Gruppo Missionario "P. Sergio Sorgon", il cui nome deriva appunto da quello del cugino e confratello, ucciso nell'Isola Rossa nel 1985.

Prima di raccontare alcuni episodi del suo passato ed attuale operato, ha voluto fare una premessa indispensabile, che sente necessaria dopo i vari incontri con i gruppi qui in Italia.

"Prima di voler fare i missionari o di aiutarli, bisogna essere missionari; è necessario essere aperti al mondo, non chiusi nei nostri problemi". Ancora, p. Marcello ha ricordato che non deve essere il "fare" la prima preoccupazione, ma il domandarsi come vivere la missionarietà, cui tutti siamo chiamati.

"Bisogna avere la passione di amare tutti gli uomini, con la dimensione del cuore di Cristo; bisogna sforzarci a portare nel cuore tutta l'umanità e anche quelli che non sopportiamo, che non amiamo, senza preoccuparsi di non essere ricambiati. Tutti sono infatti nostri fratelli in Cristo, anche se ci fanno del male".

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Lettera di Padre Italo Padovan, già missionario in Madagascar

Padre Italo PadovanCarissimi Amici delle Missioni,

pace e gioia in Colui che può donarcene tanta!

Vi scrivo dal Convento di TREVISO, dove sono stato trasferito. Questa Comunità di Frati è tutta dedicata all'attività apostolica tra i giovani: aiutarli nella ricerca della loro personale chiamata alla missione nella Chiesa e nel Mondo.

Continuerò il mio incarico di Zelatore delle Missioni Carmelitane e continuerò anche a interessarmi delle Adozioni a Distanza dei bambini orfani e poveri della nostra Missione del Madagascar. (...)

La situazione della nostra Missione in Madagascar, benché nel paese regni ancora la confusione politica, è abbastanza serena e tranquilla: non ci sono rivolte violente; ma la decisione delle potenze mondiali di sospendere tutti gli aiuti economici al paese, a causa della instabilità politica, ha bloccato e sta mandando in rovina la già misera economia del paese.

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Il vescovo Fabien visita la comunità di Fiorentina

Mons. Raharilamboniaina presso la casa natale di p. Sergio SorgonUNA FIORENTE PRIMAVERA

Mons. Marie Fabien Raharilamboniaina, Vescovo della diocesi malgascia di Morondava, ha presieduto la S. Messa delle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Fiorentina, dedicata alla "Esaltazione della Croce" e quella delle 18 in Duomo, domenica 28 agosto. A Fiorentina concelebravano il parroco don Cristiano, p. Italo Padovan e il segretario del Vescovo p. Solofo, anch'egli carmelitano e già dell'ufficio di p. Marcello Sorgon.

Durante l'omelia, dopo il commento al Vangelo in ottimo italiano, mons. Fabien ha ricordato: "Sono il primo frutto della morte di padre Sergio Sorgon. Egli è stato la «stella» della mia vocazione carmelitana".

P. Fabien infatti, pur non avendo incontrato direttamente il missionario originario di Fiorentina, ne conobbe la figura dopo la sua morte, nel 1985. Rimase talmente colpito, che un anno dopo chiese di entrare tra i Carmelitani Scalzi, della cui missione in Madagascar p. Sergio fu tra i pionieri.

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