Caritas docesana: Bilanci di pace 2020

BILANCI DI PACE – BEATI I COSTRUTTORI DI PACE

22 GENNAIO:
Il manifesto della comunicazione non ostile…

Serata con Rosy Russo, Presidente Associazione Parole O-Stili di Trieste
ore 20.45 TEATRO AURORA – Via Sebastiano Venier, 28

29 GENNAIO:
… Come strumento di speranza e di pace

Serata con Barbara Alaimo, pedagogista e formatrice dell’Academy di Parole O-Stili di Trieste
ore 20.45 TEATRO AURORA – Via Sebastiano Venier, 28

INFO: 0422 546585

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I poveri e le nostre comunità cristiane: promuovere una conversione alla prossimità

Nell’incontro del 24 aprile 2018 promosso  da Caritas – Centro di Ascolto di San Donà di Piave, don Davide Schiavon, Direttore della Caritas Diocesana, ha proposto una riflessione sulla lettera pastorale “Per una Chiesa in cammino” del Vescovo G. Agostino Gardin
Scarica il file pdf del testo in pdf (testo non rivisto dal relatore)

I poveri e le nostre comunità cristiane, quale dinamica della prossimità?
Il tema che mi è stato affidato questa sera “I poveri e le nostre …

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Caritas: Bilanci di pace 2018 – Religioni, Fondamentalismi, Terrorismi

Renzo Guolo: religioni, fondamentalismi e terrorismi
16 gennaio 2018 20:30 – 22:30 – Auditorium Stefanini, Treviso.
Per la grande affluenza, Nello Scavo il 23/01 sarà al Teatro Aurora in Via Venier 28, Treviso.

Renzo Guolo è professore ordinario presso l’Università degli studi di Padova. Docente di sociologia della religione nel corso di laurea magistrale di Scienze filosofiche e di Sociologia dell’islam nel corso di laurea in Scienze sociologiche, del quale è presidente dall’a.a 2013/2014. E’ membro del collegio docenti della …

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Non basta vergognarsi, è necessario restituire

 

Don Davide Schiavon , direttore Caritas TarvisinaLa scorsa settimana Federica Mogherini, l’alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha affermato che “è una vergogna che l’Europa si svegli solo dopo tragedie nelle quali il mare ha inghiottito centinaia di persone, spezzandone definitivamente i sogni e la vita.

Con tutto il rispetto che nutro per le istituzioni ritengo che sia troppo poco vestire i panni della vergogna e quelli del pietismo di circostanza. Dinanzi al dramma devastante di milioni di …

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17 maggio: colletta nazionale per popolazione Nepal

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fonte: Caritas Tarvisina

terremotoSono ad oggi oltre 7mila le vittime accertate, ma il bilancio è sempre provvisorio, del sisma di magnitudo 7,9 che ha colpito lo stato asiatico del Nepal nella mattina del 25 aprile, con epicentro tra la capitale Kathmandu e la città di Pokhara. Altissimo anche il numero dei dispersi sotto le macerie, in una zona dall'alta densità di popolazione ed in cui le costruzioni sono spesso fatiscenti. Anche nei Paesi circostanti le forti scosse sono state avvertite in modo distinto.

A causa della straordinaria gravità di questo sisma, dopo lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell'otto per mille disposto nei giorni scorsi, la Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, ha indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane domenica 17 maggio 2015, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti.

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La via della solidarietà

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fonte: Caritas Tarvisina

di Don Davide Schiavon, direttore Caritas Tarvisina

L'umanità sta attraversando un momento molto difficile. La deriva verso i lidi agognati del benessere ha comportato lo smarrimento della rotta verso il bene, con la conseguenza che si è acuito sempre più il divario tra ricchi e poveri. E, al di là degli slogan ad effetto, ciò che impressiona di più è che, nella totale indifferenza, si consumano pagine drammatiche di storia che strappano dal cuore dell'umanità il germoglio della vita e della speranza. Credo sia più che mai opportuno levare la nostra voce di credenti per dire basta al compromesso con queste logiche di ingiustizia e di iniquità.

Ogni giorno tv e giornali ci presentano pillole di drammi umanitari di cui non siamo in grado di percepire neanche una sola minima parte. Le guerre assurde (in verità lo sono tutte) come quella in Libia ed in Siria, le atrocità e gli scempi compiuti dai militanti dell'ISIS, il dramma dei profughi, l'apocalisse della miseria e della povertà, la crisi economica che attanaglia il mondo intero hanno un prezzo altissimo: la vita. Non possiamo girarci dall'altra parte, facendo finta di niente e pensando che queste realtà non ci riguardino. È ora di smetterla di recitare il copione, mai abbandonato, di Ponzio Pilato. È il momento di assumerci la responsabilità di quello che siamo: cittadini e cristiani, uomini e donne che sono nel mondo, ma non del mondo.

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Don Davide Schiavon è il trevigiano dell’anno

Don Davide SchiavonDon Davide Schiavon, originario della nostra parrocchia ed attualmente direttore della Caritas Tarvisina, è stato nominato trevigiano dell’anno dai lettori di OggiTreviso.

Come riporta il sito, a don Davide è stato dato questo riconoscimento per l’impegno nell’aiuto alle persone più in difficoltà, ai senza fissa dimora, all’accoglienza degli immigrati e per aver dato sostegno agli imprenditori in crisi con il progetto Penelope, un progetto nato come un centro di ascolto per imprenditori in difficoltà per cercare con …

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“Non perdiamo la capacità di piangere per tante vite derelitte e tante speranze spezzate”

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Il Vescovo alla veglia di preghiera del 3 ottobreIl Vescovo alla veglia di preghiera in ricordo dei migranti vittime dei naufragi invita a lasciarci scuotere
Fonte: Sito diocesi di Treviso

Il brano della chiamata di Abramo fa da filo conduttore alla riflessione del Vescovo durante la veglia di preghiera, venerdì 3 ottobre, in memoria delle vittime del terribile naufragio di un anno fa al largo di Lampedusa, quando morirono 368 migranti. 

Dallo scorso 22 marzo sono passati per le strutture Caritas 299 persone, di cui 28 donne, 13 minori non accompagnati e altri 13 accompagnati. In grande maggioranza si tratta di somali, eritrei e siriani. Attualmente 37 sono in carico alla Caritas Tarvisina, altri 14 in altre strutture del territorio, mentre tutti gli altri si sono allontanati dal territorio italiano, magari per raggiungere famigliari all'estero.

L'invito del Vescovo a non restare indifferenti di fronte a tali tragedie è risuonato forte: "Questi eventi appartengono all’umanità di cui facciamo parte. Ci lasciano forse senza parole, ci mettono di fronte alla nostra impotenza; ma non ci lascino indifferenti. Chiediamo che non ci lascino indifferenti, che ci rendano capaci di compassione".

Un appello che papa Francesco aveva proprio durante la sua visita a Lampedusa: "Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere". "Chiediamo, questa sera - ha concluso il Vescovo -, di non perdere la capacità di piangere. Convinti che Dio ha pianto e piange su queste vite derelitte, su queste speranze spezzate, su questa umanità segnata da così grandi ferite".

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L’arte di curare i malati

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Editoriale del Direttore della Caritas diocesana

Caritasdon Davide Schiavon

Ogni giorno i nostri occhi incrociano quelli di molti fratelli sofferenti che sembrano essere risucchiati dal dolore e dall'angoscia. Lo sguardo di ogni persona cela pensieri e sofferenze che possono trovare ristoro e vera consolazione solo nel cuore di Cristo, nella sua infinita Carità. Non è importante se quegli occhi serbano il segreto intimo di una sofferenza che si incisa nella carne attraverso la fame, la guerra, la povertà, la malattia , ... L'invito è a farci prossimo verso ogni uomo, verso ogni carne ferita, ogni cuore sanguinante ...

Siamo chiamati a prenderci cura dei fratelli, a percepire nella parte più intima del nostro cuore che siamo chiamati ad esprimere e tradurre con le scelte della vita il nostro personale e prezioso I care nei confronti delle vicende dell'uomo, di ogni uomo. Siamo invitati a condividere le gioie e i dolori degli uomini e delle donne del nostro tempo. La cura più che una tecnica o una virtù tra le altre, rappresenta un'arte, un paradigma nuovo di relazione verso la natura e verso le relazioni umane, amoroso, diligente e partecipativo.

Riprendo alcune idee collegate ad atteggiamenti che devono essere presenti in chi si prende cura e a cuore chi soffre. Vediamone alcuni tra gli altri.
Compassione: la capacità di mettersi al posto dell'altro e provare le stesse emozioni. Non trasmettergli l'impressione che chi soffre è solo ed abbandonato al suo dolore.
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